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Ricky Martin ed Édgar Ramírez raccontano L'assassinio di Gianni Versace, la serie tv in onda su Sky

Arriva su Sky la tanto attesa serie tv "L'assassinio di Gianni Versace": per l'occasione abbiamo intervistato Ricky Martin ed Édgar Ramírez

L'assassinio di Gianni Versace
Getty Images

Due colpi di pistola, poi il silenzio. Siamo in quel fatidico 15 luglio del 1997, solo pochi attimi prima che la notizia dell'omicidio di Gianni Versace rimbalzasse tra i media di tutto il mondo.

Per descrivere l'impatto sociale che la serie tv L'assassinio di Gianni Versace avrà nel panorama sociale televisivo americano (in Italia si vedrà in esclusiva su FoxCrime (canale 116 di Sky) il 19 Gennaio), vorrei partire subito dalle prime immagini della prima puntata della 2nda stagione della serie antologica American Crime Story, dove vediamo Ricky Martin - nel ruolo di Antonio D'Amico, l'amante di lunga data di Gianni Versace - gay non dichiarato e ancora in the closet intento a rispondere alle domande dei detective della Miami PD subito dopo l'assassinio dello stilista italiano (15 luglio 1997).

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Édgar Ramírez è Gianni Versace nella serie tv in onda su FoxCrime

Martin, parlando di Gianni, lo chiama sempre "il mio partner". Il poliziotto, non capendo di che partnership stesse parlando, insiste, insinuando una relazione "sessuale" a pagamento con lo stilista: "Ti pagava? Prendevi dei soldi?" "Mi pagava per amarlo?".

La risposta di Martin, ancora completamente sporco di sangue del cadavere di Gianni ci fa capire e intravedere le aspettative e sfondo sociale di un fenomeno americano di quegli anni: disinformazione e totale rigetto della società per qualsiasi tema fosse legato a sessualità e omofobia negli anni '90 di un 'America puritana e bacchettona, oltre che all'ennesimo problema presentato dalla violenza armi da fuoco e al tema della celebrità-paparazzi, ancora agli albori.

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Ricky Martin nei panni di Antonio D'Amico, amante di lunga data di Gianni Versace.

La serie, di ben 9 puntate, ideata, creata e diretta (qualche puntata) da Ryan Murphy (American Horror Story, Feud), con il titolo di American Crime Story: l'Assassinio di Gianni Versace è interamente basata sul libro della giornalista di Vanity Fair Maureen Orth, Vulgar Favors e sarà centrato sulla storia di 2 uomini gay e le rispettive vite, il famoso stilista e l'assassino, quest'ultimo ossessionato da splendore, fama e "celebrity status", cose che alla fine riuscirà tristemente ad ottenere quando finisce sulla Lista dei 10 Uomini più ricercati in America.

Nel cast, fra quelli che abbiamo incontrato in quel di Los Angeles per la presentazione alla stampa ci sono Édgar Ramírez (Joy, Carlos Point Break) nei panni di Versace e Ricky Martin nei panni di Antonio D'Amico, il fidanzato di Gianni. Oltre a loro, Penelope Cruz (Donatella Versace) e Darren Criss (Andrew Cunanan). In Italia si vedrà in esclusiva su FoxCrime (canale 116 di Sky) il 19 Gennaio.

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Nei panni di Donatella Versace c'è una intensa Penelope Cruz.

Mentre attendiamo l'arrivo di Edgar, ecco Ricky Martin, 40 anni di carriera, modello cantante (esordio nei Menudo consacrazione con Living La Vida Loca) e ora pronto a cimentarsi come attore. "Si, non vedo l'ora, specialmente in questa serie, che sento così vicina per via di problematiche personali, sopratutto il fatto che anche io ho tenuto nascosto la mia omosessualità per oltre 15 anni, pauroso di perdere tutto quello che avevo costruito. Ma torniamo a noi, al fatto che sono sicuro che questa storia d'amore e ingiustizia sociale-legale che trasparirà dalla serie tv, sarà in grado di scaturire tanti discorsi, causare tante scintille, far riprendere tante conversazioni su problematiche che la mia comunità LGBTQ stava affrontando in quegli anni, specialmente quella di essere riconosciuta, sia nel bene che ne male. Pensate che Cunanan non fu mai considerato pericolo pubblico perché - cosi diceva la Polizia - era un male escort e sospettato di aver ucciso solo omosessuali. Quando Gianni fu ucciso, ero in tour in Europa, ma seppi da amici che Miami venne immediatamente disertata da star e musicisti, paurosi sia delle connessioni omofobiche che dal rischio di poter perdere a loro volta la pelle in quella che fino ad allora era stata chiamata la Riviera degli Stati Uniti."

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Gianni Versace venne ucciso da Andrew Cunanan, interpretato sullo schermo da Darren Criss

"Tutto vero" - interrompe Édgar Ramírez - "Madonna, Stallone, Cher, Elton John e anche la Principessa Diana facevano parte del cerchio ristretto degli amici ed invitati di Gianni Versace. Comprese le supermodel Naomi, Cindy, Linda e Claudia da lui inventate d elevate a culto di sensualità e bellezza mondiale. Sempre lui, italiano al 100%, amore verso famiglia e cultura, nato in quel di Reggio Calabria, ad aver re-inventato il valore delle passerelle di moda, the fashion catwalk. Gianni è stato lo stilista responsabile, fra gli anni 80'-90', di aver inventato il significato di sexy e portato ad un livello artistico. Il tutto grazie alle influenze greche-elleniche della sua gioventù, statue, templi, rovine, elementi di bellezza - come la testa della Medusa, la sua preferita - che presenti nel suo DNA sono stati poi amplificati e resi popolari una volta che si era trasferito a Milano insieme alla sorella Donatella e al fratello Santo, e lanciato lap rima collezione nel 1978. Senza Gianni non ci sarebbero stati quei colori sgargianti, quegli abiti nero pece, accattivanti, sexy, sadomasochisti… nel prepararmi ho anche letto una frase di Anna Wintour che mi ha fatto capire molto dell'animo di Versace. Mentre Armani vestiva la moglie, Versace vestiva l'amante!!! La relazione che ha avuto con Antonio era degna di una tragedia greca, sofferta, nascosta ai più, lui come imperatore e Antonio il suo principe, un uomo che amava e ha amato da morire. Di base viviamo ancora, esteticamente parlando, in un mondo CREATO da Gianni Versace, dove glamour e sensualità si uniscono senz'altro in maniera rock&roll, con toni lussuosi, dettagli particolarissimi, colori e forme uniche.

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Ricky, vero della diatriba con Donatella?

Per scelta personale, sia per ragioni legali-creative, né io né Edgar abbiamo avvicinato Donatella o Santo e nessun altro del clan Versace, abbiamo preferito seguire la pagine della sceneggiatura, dove Gianni ed Antonio vengono ritratti come 2 uomini che, con tutto il corollario che vedrete - fama, omosessualità, liti, famiglia, moda, violenza serial killer- sono 2 uomini che si vogliono bene, che si completano a vicenda, sia nel privato che nel creativo.

Edgar come ti sei preparato al ruolo?

Prima di essere scelto non avevo idea di quanto assomigli a Versace. Con la calotta e capelli finti, sono uguale, stessa mascella, stesso sguardo. Il lavoro piu' duro è stato ingrassare di almeno 10/15 chili e parlare inglese con l'accento italiano. per quanto riguarda le informazioni…ho parlato con un paio di persone che gli erano vicine, mentre mi sono limitato a libro e ricerche fatte anche sotto consiglio di Ryan Murphy, che volesse imparassi a cantare qualche brano d'opera, che conoscessi un pò di storia, moda, architettura.

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Edgar che tipo d'uomo era?

Serio, colto, privato, molto timido, più di quanto l'idea 'omosessuale' di lui possa dare. Un rivoluzionario, si faceva ispirare da qualsiasi cosa lo attraesse, non smetteva mai di lavorare, voleva migliorare sempre e tutto.

Ricky raccontaci del legame fra Antonio e Gianni.

Serio, forte, maschile. C'e' molta tristezza nel raccontare la loro storia, insieme erano meravigliosi, complici, amici ed amanti, basta pensare ai 15 anni di rapporto vissuto quasi all'insaputa di tutti, in quegli anni poi che c'erano la caccia ai "gay". Ma se dovessi scegliere una parola, lo definirei coraggioso. Gianni fu anche la prima celebrità VIP a dichiararsi omosessuale, avrebbe potuto costargli caro. Guardatelo, ne rimarrete sorpresi.

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