Tom Cullen, super virile in Knightfall: "Finalmente un ruolo da vero maschio"

C'è da capirlo: anche noi avevamo un po' piene le scatole del tira e molla con Lady Mary. Dal 13 dicembre 2017, Tom Cullen archivia il lord di Downton Abbey per trasformarsi in un eroico templare, tormentato e romantico

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Getty Images

Se il tira e molla tra lady Mary e Lord Gillingham vi aveva appassionato in Downton Abbey, aspettate di vedere Tom Cullen in Knightfall, la nuova serie del canale History in onda dal 13 dicembre 2017 alle ore 21. L'attore (noto anche per Black Mirror) interpreta l'eroico protagonista Landry: un Cavaliere Templare dai contorni quasi shakespeariani, dilaniato da una crisi spirituale, innescata dalla perdita del Sacro Graal, e una passione proibita. Il nostro infatti si innamora nientemeno che della Regina di Francia (Olivia Ross), violando il codice dei monaci guerrieri.

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E così, dopo Downton Abbey, un'altra storia d'amore impossibile?

Già, anche se questa è molto più moderna e virile rispetto a Downton Abbey. Fin da subito sono rimasto conquistato dalla mascolinità e dall'enormità delle emozioni che traboccano in Landry: ama e combatte come se fosse sempre il suo ultimo giorno di vita. Lord Gillingham era invece un personaggio più contenuto, anche dal punto di vista emotivo.

Si sente un uomo d'azione?

Diciamo che ci provo… Landry, però, è sicuramente il ruolo dei miei sogni.

Si è dovuto preparare fisicamente per interpretarlo?

Prima ancora che la fisicità, l'aspetto fondamentale è trovare il personaggio dentro se stessi. Tuttavia, sì, mi sono dovuto allenare parecchio: erano sei anni che non prendevo in mano una spada. Così, un mese prima di iniziare le riprese, ho fatto palestra per risultare credibile nel ruolo, senza per questo risultare macho: Landry è un monaco guerriero, pertanto trascorre sei ore al giorno ad allenarsi, e le altre a pregare. Si distingue per la sua velocità e agilità, non per la forza bruta. Non dovevo essere palestrato, anche se alla fine sono cresciuto di taglia.

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Cosa rende moderna questa serie sui templari?

I tormenti interiori dei protagonisti. Landry crede che i templari siano invincibili, perché hanno al loro fianco Dio, ma quando perde il Sacro Graal va in crisi: si sente abbandonato dal Signore. Per me, è stato un po' come andare in terapia: non essendo molto credente, ho dovuto cercare una connessione con la fede ed esplorare le zone più recondite dell'anima.

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Qual è il messaggio che si vuole veicolare sulla fede?

In realtà più che sbilanciarsi in merito alla religione, Knightfall vuole ritrarre un periodo storico dove la fede era parte integrante della vita di tutti. Landry è un monaco guerriero che infrange il proprio codice cedendo all'amore per la Regina di Francia. Entra quindi in conflitto e cerca un equilibrio tra il proprio credo e la sua umanità. La serie ci mostra, dunque, come vivi la fede.

Anche lei è in cerca di un proprio equilibrio interiore?

No: ho i piedi ben radicati nella normalità. Recitare è solo un lavoro: non mi definisce come persona. Il celebrity system non mi interessa e non mi appartiene: una volta finito di girare, torno alla vita vera. Inoltre da ragazzo, prima di diventare famoso, facevo dei lavori molto umili e faticosi: quello è lavorare. Quella è la normalità.

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