A tu per tu con Chiara Ferragni: «Come sono arrivata fin qui»

La fashion blogger più famosa che c'è spiega in questa intervista come è riuscita ad avere ben 5 milioni di follower ! Prima regola: «Per avere successo devi essere te stessa»

La fortuna non c'entra. Se nel giro di sei anni è passata da emerita sconosciuta a best blogger of the year (ha vinto l'autorevole Bloglovin' award nelle ultime tre edizioni), con oltre 5 milioni di follower su Instagram, è perché Chiara Ferragni ha usato la testa. Dal 2009, anno in cui ha debuttato con il suo blog TheBlondeSalad.com, la sua vita ha preso una piega sorprendente: oggi vive a Los Angeles, è una star del fashion system, un'icona dell'Italian style nel mondo, invitata in ogni dove in quanto global influencer, ovvero capace di diffondere un'allure positiva su eventi e prodotti grazie al suo seguito sui social media. Infatti tutti la vogliono come testimonial o influencer, come Pantene e Amazon Moda.

Pubblicità - Continua a leggere di seguito

Tutto è iniziato per hobby…

Mi sono sempre fotografata parecchio, anche da piccola, mio papà mi chiedeva perché mi facevo tutte quelle foto, io non sapevo rispondere ma sapevo che volevo farlo! E non mi è mai piaciuto tenerle per me, mi interessava invece vedere la reazione delle persone, quindi le postavo sui siti di photosharing, tipo Flickers. Già allora si poteva capire la potenzialità del fenomeno.

Come è diventata una professione?

Già all'inizio ricevevo molti commenti, e sulla scia di alcune blogger americane che lavoravano sulla loro piattaforma personale, mi sono decisa ad aprire il mio blog, The Blonde Salad. Era ottobre 2009: un timing perfetto perché si iniziava a parlare di fashion blogger ma in Italia non c'era ancora nessuno. Iniziai a ricevere i primi inviti alle sflate nel 2010: non mi sembrava vero!

Aiuta di più l'università Bocconi o il metro e 77 cm?

Entrambi! Una bella presenza è molto utile perché la gente ha più voglia di guardarti, ma c'entrano anche testa e carattere. All'inizio è stata dura: è successo tutto di colpo e non ero pronta, mi arrivavano proposte di brand o programmi televisivi che non mi piacevano e dire no era difficilissimo, avevo paura di perdere l'occasione della vita! Ma poi col tempo ho capito che dire no allora è stato saggio.

Il fashion system è un mondo chiuso, elitario: come l'ha conquistato?

All'inizio mi sentivo fuori luogo, non conoscevo n nessuno. La chiave di volta è stata tre anni fa, mi sono svegliata una mattina e mi sono detta: tutto quello che faccio è stupendo, devo essere molto fera di me e non dimostrare niente a nessuno. Quando inizi a pensare così, diventi te stessa e tutti magicamente ti adorano! Poi oggi che anche il mondo della moda deve confrontarsi con i social media, soprattutto Instagram, tutti lo usano, anche i brand: è un nuovo modo di comunicare, senza gerarchie. Un instagrammer può avere lo stesso peso di Vogue: oggi le riviste cercano i blogger perché portano nuovi contenuti, c'è un mix tra magazine e influencers per creare qualcosa di nuovo.

Pubblicità - Continua a leggere di seguito

Quindi qual è la qualità più utile?

Essere sicura di quello che sei e rappresentarlo bene: tutti possono avere voce in capitolo, tutti possono diventare famosi e avere il loro seguito. Oggi vince l'essere unico: per me è bellissimo, mi sento in un movimento che sta cambiando le regole.

I capelli sono un suo elemento forte. Adesso è ambassador di un marchio mondiale…

Conosco Pantene da sempre: già a otto anni seguivo le pubblicità e dicevo a mia mamma che anch'io volevo usarlo e avere i capelli delle modelle! In seguito me lo compravo al supermercato soprattutto quando ero in viaggio. Sono fiera di essere una loro testimonial, anche perché voglio rappresentare solo brand che mi piacciono. E poi ho apprezzato che volessero i miei capelli così come sono, non mi hanno chiesto di colorarli o tagliarli. E nelle foto hanno lasciato i miei tatuaggi!

Come ambassador sarà ovunque, dalle riviste alla tv: cosa si prova?

Vivo tutto in modo positivo e sano, senza badare troppo alle critiche. Penso di essere un modello positivo: sarei felice di ispirare altre ragazze a fare quello in cui credono.

Parla spesso del suo team…

Lo vivo come una grande famiglia, è un motivo d'orgoglio, abbiamo imparato tutto sul campo. C'è chi si occupa della mia immagine e adesso di quella di mia sorella, altri lavorano alla mia collezione e altri in redazione per il blog The Blond Salad, che è diventato un lifestyle magazine a tutti gli effetti. Il mio diario è su Instagram e Snapshot, Twitter.

Quante foto fa al giorno?

Almeno una cinquantina. Ogni tanto qualche selfie, ma in generale mi piace di più vedermi con gli occhi degli altri.

C'è più concorrenza adesso o quando ha iniziato?

All'inizio, adesso molte blogger si sono ridimensionate o sono scomparse, non hanno saputo reinventarsi.

Senza i social media chi sarebbe Chiara Ferragni?

Mi sarebbe piaciuto diventare un avvocato internazionale e, visto che di solito riesco a convincere le persone che ho ragione, so rigirare bene la frittata, forse sarei anche stata un buon avvocato!

Pubblicità - Continua a leggere di seguito