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Rooney Mara: «Mi piacciono le storie cupe»

In Lion si accontenta di interpretare la ragazza del protagonista, Dev Patel, ma nel nuovo film Una, presentato a Toronto 2016, ha un ruolo tormentato e scomodo, come quelli che preferisce lei

Rooney Mara e i suoi film Lion e Una
Getty Images

«Difficilmente interpreto "soltanto" la fidanzata del protagonista», racconta Rooney Mara, 31 anni, quando la incontro a Toronto per la prima mondiale di Lion. La strada verso casa (ora al cinema), superando la proverbiale timidezza. Nella pellicola, Mara - che in pochi anni è diventata un'icona beauty - interpreta la fidanzata dell'attore inglese di origini indiane Dev Patel, adottato da una coppia australiana. «Ho fatto un'eccezione per Lei di Spike Jonze; e ne ho fatta un'altra stavolta, perché questo film su una straordinaria parabola d'amore che supera ogni avversità mi pareva davvero necessario».

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Rooney Mara, 31 anni, è nelle sale con Lion.
Getty Images

In che senso?

Di solito sono attratta da vicende più cupe, ma penso che nel mondo ci sia troppo cinismo: questo tipo di storie, soprattutto se vere, fanno bene al cinema e allo spirito.

Va detto che il suo ruolo non è quello di una fidanzata da cartolina.

Purtroppo il supporto che lei gli dà si trasforma in un'ossessione per lui, e mette a rischio la coppia. Nella vita accade spesso, quando cerchi di fare del bene a chi ami.

A proposito di relazioni complicate, a Toronto 2016 ha portato anche Una, storia di una donna che va alla ricerca dell'uomo con cui ha avuto una relazione da minorenne.

Mi interessava la dinamica tra i due protagonisti. Dal film non è chiaro se lei lo ami ancora, lo odi o se ne sia stata manipolata. Lei stessa non ne è certa. Gli esseri umani sono complessi e non è mai facile dare un giudizio su ciò che ci scuote emotivamente. Questa relazione va oltre il classico rapporto tra vittima e carnefice, come la maggior parte delle persone potrebbe interpretarlo.

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Perché?

Troppo spesso mettiamo etichette che banalizzano le cose. Ed è un peccato, perché le persone sono molto più interessanti. E io qui indagavo proprio la complessità.

È stato difficile mettersi nei panni di questa donna traumatizzata?

Non lo è stato immedesimarsi e provare compassione per lei: ho parlato con diverse mie amiche che sono state molestate o abusate sessualmente. Ma è stato estenuante rimanere nel suo stato d'animo, nei sentimenti che Una prova per lui.

Come si fa a lasciarsi alle spalle un'esperienza così?

Di solito mi dimentico in fretta dei miei personaggi, ma stavolta è diverso. Una, ogni tanto torna a trovarmi.

Immagino che le scene di intimità sessuale, quando si interpreta una vittima di abusi, siano davvero ardue per un'attrice.

Non lo sono state quelle con Ben Mendelsohn (suo partner in Una, ndr), perché lui mi ha protetta e poi sul set eravamo solo noi due. Ma la scena di sesso in discoteca con lo sconosciuto è stata dura: l'attore che lo interpretava è arrivato solo un'ora prima del ciak. E sapevo che non l'avrei rivisto più.

Cosa la spinge ad accettare un ruolo?

Di solito mi affido all'istinto: devo sentire un clic dentro di me. È come innamorarsi.

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