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Louis Garrel: «Non fatemi ridere: mi si arriccia il naso»

L'attore più sexy di Francia si racconta sulla via del Festival di Locarno cui andrà con Les fausses confidences, lasciando da parte i rumors sui problemi di cuore con Laetitia Casta

Getty Images

Erano ancora fresche le foto rubate alla luna di miele veneziana di Louis Garrel con Laetitia Casta, per il primo anno di fidanzamento, e già a Cannes, pochi giorni dopo, si erano scatenate voci di una presunta crisi tra i due, alimentate dalle foto di lui sul red carpet con Marion Cotillard, coprotagonista nel film in concorso di Nicole Garcia Mal de pierres (che esce in autunno come l'altro di cui è protagonista, Planetarium, di Rebecca Zlotowski) e soprattutto dal fatto che – apriti cielo! – l'attrice corsa, ex di Stefano Accorsi, abbia risalito la Montées des Marches da sola per presentare il suo primo corto da regista, En moi.

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Getty Images

«A quello che dice la gente ci si abitua», ha scherzato Garrel, 33 anni, che parteciperà con Les fausses confidences, dello scomparso Luc Bondy, al prossimo Festival di Locarno. «Pensi che su di me online circola un Tumblr (un blog multimediale, ndr), in cui mi prendono in giro e inventano leggende sul fatto che non rido mai nelle foto».

Come mai non lo fa?

Una volta, durante un servizio il fotografo, vedendomi serio, mi chiede: «Fai un bel sorriso, Louis». La foto esce, lui la guarda col suo team e dice: «Puoi tornare serio». Ho il naso grosso, se rido troppo la mia faccia si deforma.

Però ultimamente l'abbiamo vista allegro.

Veramente cerco sempre di accennare un mezzo sorriso. Guardi che azzeccare l'espressione giusta è difficilissimo!

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In Mal de pierres lei interpreta André, un reduce di guerra malato di cui Marion si innamora perdutamente: cosa l'ha attratta di questo ruolo?

Volevo lavorare con la regista, Nicole Garcia, e con Marion. Poi però sono andato in crisi, non sapevo come avvicinarmi al personaggio: un tenente che sta per morire e non ha più voglia di vivere... Ho cercato un punto di contatto.

Louis Garrel e Marion Cotillard al Festival di Cannes alla prima del film Mal de pierres
Getty Images

E a cosa ha pensato?

Se glielo raccontassi si spaventerebbe. Ma diciamo che mi è venuto in mente quando sono stato depresso.

Le capita spesso?

Sono divorato dall'ansia e, se non la combatto, mi deprimo.

André almeno ha l'oppio che lo aiuta.

Anche a me è capitato di essere insensibile al dolore. Ma era per un tremendo mal di denti quattro anni fa. Ho preso tanta codeina che la sensazione era bellissima: i miei denti erano rovinati, ma io ero felice come un bambino! Allora sì che ridevo.

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Senta, la Cotillard ha fama di essere una perfezionista...

È vero, teneva un diario sul suo personaggio durante le riprese, mentre io sono troppo pigro. Ho fatto qualcosa del genere solo in teatro, per trovare il modo di recitare classici come l'Amleto.

Nel film avete una scena d'amore. Come ci si prepara?

Dipende sempre dallo sguardo del regista: se è una persona dura, la scena sarà più selvaggia, se invece è delicata lo sarà anche il sesso. Nicole è pudica ma ha un gusto un po' trash, quindi voleva una sequenza molto carnale.

Conta l'intesa con la partner?

Beh, è strano incontrare una sconosciuta e dirle «ti amo», ma può diventare un gioco divertente, come quando da bambini fingevamo di essere innamorati. Per me è più facile con una collega che non conosco, però: riesco a immedesimarmi nel personaggio e a lasciarmi andare. Se conosci la tua partner è più difficile fingere di essere un altro, impersonare uno sconosciuto può diventare un atto osceno.

Nel film Marion interpreta una donna che osa molto. La spaventano le persone così?

No, sono sempre stato circondato da persone fuori dagli schemi, a partire da mia madre. Quando qualcuno definisce una persona folle di solito per me è noiosa e convenzionale. Ma se è borderline, facile che ne sia attratto.

Nel prossimo Planetarium reciterà con Lily-Rose Depp, che è sempre subissata di domande sui suoi genitori. Si rivede un po' in lei?

Ho iniziato a recitare con i miei (il regista Philippe e l'attrice Brigitte Sy,ndr)a 5 anni ed è stata la prima di una lunga serie. Capisco che la gente voglia capire se hai ereditato il talento dai tuoi. Ma capisco anche che quando hai 16 anni, come Lily-Rose, non sai ancora come funzioni un'intervista: le prime volte mi sentivo a un controllo di polizia. Poi ho capito che voi dovete tirare fuori una storia interessante. Alla fine è un lavoro che facciamo insieme. 

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E dopo 15 anni di interviste si annoia?

Mi deprimo solo quando si capisce che al giornalista il film non è piaciuto ed è a disagio a fare l'intervista. Meglio essere onesti e mettersi a parlare d'altro. Non le pare?

Louis Garrel
Getty Images

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