Il ritorno in gara di Ermal Meta e Moro, Virginia Raffaele perfetta e Giorgia immensa: la terza puntata ai voti

Tornano in gara Ermal Meta e Fabrizio Moro, Mudimbi esplode, e infuoca la sala stampa, Hunzi vestita maluccio, Claudio Baglioni che, finalmente, apre cantando da solo Via, e a mezzanotte quella meraviglia di Gino Paoli

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In questo terzo appuntamento con il Festivalone, vogliamo far nostra un'istanza che, nel nostro peregrinare di cantante in cantante, s'è fatta piuttosto urgente: la trasmissione finisce troppo tardi. E finché a dirlo siamo noi, vabbè, ma se ad accusare la stanchezza sono giovani come Lo Stato sociale, Renzo Rubino e Annalisa, allora significa che la faccenda è seria. Ma lo potete capire guardano le nostre video interviste, che mica siamo venute fino a qui solo per annegare i pensieri in quintalate di farinata. Tuttavia a levarci dal volto i segni di cotanta fatica ci ha pensato Captain Baglioni, che ha finalmente capito che il modo sano e giusto di attaccare con lo show è cantare da solo un suo pezzo. Ancora meglio se quel pezzo è Via. Peccato, poi, per il ritorno al total balck dei 3 presentatori che, forse, si sono appena troppo ispirati ai Golden Globes, ma che certamente non ci hanno schiaffeggiati di frizzantezza con quei look iniziali.



Suvvia, però, che già vi tocca fare le due per seguire tutte le esibizioni, le gag (troppe), gli ospiti, andiamo senza indugio alle pagelle della terza serata di Sanremo 2018.

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1 Lo Stato sociale: voto 9
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I detrattori avranno da fare gne gne gne sull'intonazione, sull'estensione e su altre faccende simili che possibilmente finiscano in "one" ma, e ve lo vogliamo dire che mica siamo venute fin qui solo per mangiare della farinata, la sala stampa è letteralmente esplosa con Una vita in vacanza. E guardate che qui dentro ci sono 45 gradi e 45 poliziotti schierati che inibiscono qualunque manifestazione di gaudio.

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2 Mudimbi: voto 8
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Poi non dite che non ve l'avevamo detto, di tenere puntati gli occhi su questo ragazzo di San Benedetto del Tronto, ed infatti eccolo svettare tra le nuove promesse come giovane più pronto per calcare questo e molti altri palchi. Il suo quid in più è, senza dubbio, la capacità di divertire il pubblico, la cosa, invece, ancora da scoprire (per chi non lo conoscesse al di là del pezzo Il Mago in gara a Sanremo) sono gli strati, tanti e densi, di cui sono fatte tutte le sue canzoni. 

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3 Virginia Raffaele: voto Mary Poppins

Perché come lei è praticamente perfetta sotto ogni punto di vista. Tra le tante battute che ci sono piaciute, questa è la nostra preferita, che potremmo titolare The Dark side of the Hunzi.

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4 Claduio Baglioni e Negramaro: voto 9 a Poster
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Captain Claudio si è, dobbiamo dirlo, trovato un pelo in difficoltà con l'arrangiamento scelto dai Negramaro per la sua Poster, ma d'altro canto perché cambiare un pezzo già perfetto così com'era? Giuliano, invece, era nel suo e ha fatto il gigione come solo lui sa fare, enfatico, esagerato, che o lo ami oppure ... oppure no. 

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5 Enzo Avitabile e Peppe Servillo: voto ostico
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Poteva essere una delle grandi canzoni di questo Festival, con due pezzi da novanta della musica italiana e un testo di Pacifico che certamente sa quel che fa, però il duo non fa breccia e trasmette la joie de vivre della foto sopra. 

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6 Ermal Meta e Fabrizio Moro: voto ci sono
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Riammessi in gara,Ermal Meta e Fabrizio Moro, che vedono in Meta la nostra metà preferita, hanno senza dubbio cantato con grinta e chissà che alla fine non gli giovi, questa faccenda che avrebbe potuto essere spinosa e invece vai a vedere che non diventi, sì sto per dirlo, petalosa. 

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7 Medley delle donne: voto no
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"Portaci delle rose e ti diremo ancora un altro sì". "E se ci trasformiamo un po', è per la voglia di piacere a chi c'è già o potrà arrivare a stare con noi". Basta, con Quello che le donne non dicono, basta, ve ne prego. A questo punto mille volte meglio Siamo donne di Jo Squillo, che in confronto brilla di progressismo estremo. 

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8 Noemi: voto 7
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Noemi in versione panterona, più fa ascoltare il suo brano e più convince. Lei, come tutte le donne (purtroppo poche) in gara quest'anno ha quella cosa chiamata personalità che la fa splendere ancor più. 

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