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Un intruso sul palco, Michelle Hunziker perde una scarpa e Favino perfetto: la prima serata di Sanremo 2018 ai voti

Parte il Festivalone, trainato da un Fiorello che tiene su la festa e un Claudio Baglioni delicatissimo, forse troppo; tra i pezzi spiccano Annalisa, Ornella Vanoni, Ron, mentre Lo stato sociale diverte e fa la parte di Gabbani e Meta e Moro impazzano sui social

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Tiriamo un sospiro di sollievo, che anche quest'anno Sanremo 2018, nello specifico il 68esimo, è davvero iniziato e con lui le nostre pagelle che tanto vi erano mancate. Che poi, ritrovare il Festival è come quando, ravanando senza troppe speranze nella valigia, scopriamo incredule di non esserci scordate a casa le pantofole e, anche se risalenti al paleozoico, le si guarda come la cosa a noi più preziosa. Ecco, Sanremo è l'equivalente, trasposto su piccolo schermo, di quel teporino che scaccia la sciagura del freddo ai piedi, è un bicchiere di rosso il venerdì sera di una settimana qualunque dell'anno senza festival, è la coperta di Linus che ormai è lecito esibire, che tanto non suona più nemmeno cool dichiarare la propria indifferenza a ciò che accade sul palco dell'Ariston. Noi, che noncuranza non ne abbiamo mai mostrata, anzi noi che abbiamo temporeggiato più che mai per arrivare a questa fatidica serata con l'adrenalina a palla, siamo pronte a dirvi, con i nostri insindacabili giudizi, che cosa ci è piaciuto e che cosa no (sulla sigla d'inizio non ci esprimiamo, perché forse era altissima ironia e non abbiamo colto) della prima serata del Sanremo 2018 sotto il segno di Claudio Baglioni.

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1 Fiorello: voto 8
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Parte alla grande, il mattatore incaricato di aprire le danze. Maneggia con cura un cavallo pazzo (ma si fa entrare gente vestita con piumini blu elettrico?), tutto il mondo social lo invoca a prossimo presentatore del Festival, riesce a reggere, dolcemente ago, anche con luoghi comuni antichi come Noè sui rapper, infierisce prima sulla nostra povertà dicendo, sul suo ingaggio, che sarà pagato in Bitcoin per poi parlare di "puttantour" su Rai 1 in prima serata. Canta Baglioni con e senza Baglioni e ha l'aria di uno che si può prendere tutto il tempo che vuole per fare grossomodo tutto ciò che vuole. Dopo Fiorello, la domanda è: ma domani? Ah, chiude il primo monologo con una super citazione di sua maestà Patty Pravo: "Buon Sanremo 1918". Grazie, Fiore.

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2 Claudio Baglioni: voto 7
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Lo hanno paragonato, nell'ordine, a: Mickey Rourke, Silvan, Renato Balestra, in realtà Claudio Baglioni è stato un conduttore gentile, meno ego maniaco del previsto, elegante, insomma tutte quelle cose che ce lo fanno apprezzare alla prima puntata e al contempo ci fanno, un po', temere per il futuro.

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3 Michelle Hunziker: voto 7 e 1/2
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Hunzi, com'è stato abbreviata sui social che tanto ama, sporca un po' l'immagine zuccherosa che la accompagna, facendosi prendere in giro da un Favino disinvolto (a cui diamo 8 pieno), poi ci fa notare, mentre dovrebbe farci ridere con una gag, che sa anche cantare decentemente, e quindi che cosa le dobbiamo dire a questa donna, madre di tre femmine e ancora provvista di quei capelli lì, se non che è stata brava?

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4 Annalisa: voto 8
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Solida e bellissima, Annalisa canta per prima la sua Il Mondo prima di te e non trema. Anzi, conferma in pieno le nostre good ribes verso di lei,  la più promettente degli ex di Amici, che pian piano sta facendo capolino fuori dalla nebulosa dei pezzi tutti uguali un po' tipica degli ex talent di Queen Mary.

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5 Max Gazzè: voto 5
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Un titolo, La leggenda di Cristalda&Pizzomunno, che lasciava intendere un pezzo frizzantino e che, al contrario, si è arrotolato su se stesso senza una ragione, se non quella di tormentare la nostra povera mente alla ricerca di un senso a quel soprabito da cavaliere della luce che un senso non ce l'ha. 

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6 The Kolors: voto 6 +
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Una volta ho fatto una battuta su una concorrente di X Factor con il nome che iniziava con la K e non la C e la sua fan base mi si è rivoltata contro con una certa veemenza, quindi non dirò che cosa penso del nome della band in questione. Il pezzo, dal titolo straniante (no, non ho detto straziante, anche se ...) Frida (mai mai mai) non è male, ha una certa verve, la stessa del ciuffo di Stash, che s'arrabbia se lo chiamano "stesh" (e allora, figliolo, chiamati Gilberto se non vuoi incappare in questi terribili errori), e scivola via senza un solo sbadiglio. 

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7 Ornella Vanoni con Bungaro e Pacifico: voto 8
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"Conservo l'infanzia. La pratico ancora". Che cosa possiamo aggiungere al verso più bello di Sanremo 2018?

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8 Elio e le storie tese: voto 7
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Il voto è alto anche perché, ormai, Elio lo preferiamo nettamente in veste di scopritore di immensi talenti in quel di Stra Factor piuttosto che in quella di leader degli Elii. Che, da loro stessa ammissione dicono di essere démodé (nessun altro si aggrega? Nessuno?)

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9 Facchinetti&Fogli: voto Arrivedorci

Purtroppo questa canzone è il tipico esempio sanremese di pezzo a caso, fatto per essere dimenticato, per finire in una specie di cimitero virtuale popolato di pezzi votati all'oblio che solo in Black Mirror potrebbero essere dipinti in modo interessante. E invece qui ci spingono solo a mangiare nervosamente noccioline per poi maledirle ad alta voce.

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10 Fabrizio Moro e Ermal Meta: voto 6 +
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Allora, quello che abbiamo capito con l'ultimo X Factor è che i social non sono il Paese reale e non ci beccano mai (mai mai come direbbero i Kolors) quando si tratta di eleggere il vincitore di una gara canora. Quindi la coppia Ermal Meta e Fabrizio Moro con la loro Non mi avete fatto niente è impossibile che vincano, dato che nessuno è idolatrato come loro su Twitter and co. Detto ciò,il pezzo è più debole di quanto ci aspettassimo, e la voce di Ermal, ce lo concedano le fan di Moro, una spanna sopra a quella del collega. 

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11 Lo stato sociale: voto ocio
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I 5 ragazzi di Bologna amici da una vita che sono saliti sul palco non sono i Lunapop, riunitisi a sorpresa, ma Lo Stato sociale, che ha portato la quota Gabbani e ha, forse, fatto alzare per accennare qualche timido movimento corporeo qualcuno seduto in platea. Sì, stonato hanno stonato ma andrà meglio domani. 

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12 Luca Barbarossa: voto daje
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Passame er sale non rimarrà scolpita nella storia della musica leggera italiana, però Luca è sempre un gran Luca, e qui voliamo altrove, più precisamente nelle lande di quelli che invecchiando migliorano e allora un bel "daje" di sostengo non possiamo proprio esimerci dal darglielo. 

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