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Francesco Motta, il Lou Reed italiano che ha stregato Carolina Crescentini

Nato a Pisa ma livornese d'adozione, con il suo La fine dei vent'anni ha vinto nel 2016 il Premio Tenco e ha conquistato una fan base affollatissima, nella quale, di recente, ci sta anche la sua fidanzata, che risponde al nome di Carolina Cresecentini

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"Ho visto troppa gente in questi 7 anni/Per scegliere qualcuno c'ho messo 10 secondi". Così cantava Francesco Motta, in arte semplicemente Motta, nel suo La fine dei vent'anni, title track di quello che è stato per pubblico, critica ma soprattutto per noi, il disco più bello del 2016. E chissà se ci hanno messo così poco, lui e l'attrice Carolina Crescentini, con cui ha ufficializzato un amore con tanto di "red carpet" per la prima di A casa tutti bene, per innamorarsi.

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E se anche solo del mero punto di vista dell'impatto visivo, i due sono una bomba, non da meno sembrano essere le affinità elettive di una coppia ad altissimo tasso di spirito artistico, personalità, sigarette (ma lei, ha detto, ogni tre per due cerca di smettere), fascino e aggiungete pure voi altri sostantivi calzanti, che a noi ne rimane solo uno: figaggine. Ma se su Crescentini siamo sicure che arrivate preparate (anche solo per la passione smodata che ha scatenato recitando nella più bella serie tv italiana, cioè Boris), su Motta qualche coordinata in più, oltre al fatto che insieme a Cosmo rappresenta il meglio della musica di casa nostra, è bene darvela.

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  • Il suo disco d'esordio da solista (prima suonava nella band Criminal Jokers) è stato prodotto da Riccardo Senigallia, sul quale Motta dice: "Devo ringraziare Riccardo, ogni volta mi diceva "non va bene, non si capisce, non sei chiaro" e questo tipo di ricerca, a livello testuale, mi ha portato anche una chiarezza più mia e personale. Per me stato un produttore-psicologo"
  • C'è parecchio amore nelle sue canzoni e Sei bella davvero è dedicata a un transessuale.
  • Così come l'amore, anche la politica è molto presente nei sui testi: "Per me parlare d'amore vuol dire mettersi nella condizione di dire quello che pensi. Il fatto che Mio padre era un comunista sia una canzone d'amore verso i miei genitori gli conferisce una valenza politica forte: è il mio elogio alla mia famiglia, non alla famiglia in generale ma a mio padre, a mia madre e a mia sorella".
  • A proposito del papà, il video di Del tempo che passa la felicità vede il cantautore e il suo babbo unici protagonisti delle immagini, bellissime, girate dal più bravo videomaker italiano, ovvero Francesco Lettieri.
  • Non ama i talent: "I talent non possono essere una scorciatoia per arrivare a fare belle canzoni. Anche perché di scorciatoie non ne esistono. La gavetta te la devi fare. Come dice Federico Fiumani: "Per fare belle canzoni, occorre fare la fame, soffrire, fare debiti!".
  • Ama, invece, Roma, "perché è una città vera, che ti parla in faccia. Roma non ha pietà in nessuna maniera e io la vivo da innamorato".

    Tanto più, aggiungiamo, oggi che, a poche, forse, settimana (che ancora non esiste una data certa di uscita) dalla pubblicazione del suo secondo, attesissimo disco, Motta ha in prima fila a fare il tifo una come Carolina, che certo quando si tratta del suo amato non si sa e manco vuole trattenersi.

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