Carolina Kostner una vita in salita (vedi le Olimpiadi Invernali di PyeongChang 2018) ma il meglio deve ancora venire

La Regina del Ghiaccio non va oltre il quarto posto al Team Event del pattinaggio ma non si abbatte, come ci ha già dimostrato in più di un'occasione

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Gettyimages.com

Carolina Kostner è la Regina del Ghiaccio. La Regina del Ghiaccio è delusa. Delusa perché la sua avventura alle Olimpiadi invernali di PyeongChang 2018 è iniziata in salita. Ma Carolina non si abbatte, sa cosa vuol dire rialzarsi dopo una caduta, rimboccarsi le maniche, camminare a testa alta e tornare a brillare come solo le vere campionesse sanno fare. Al Team Event del pattinaggio, gli azzurri si sono dovuti accontentare della medaglia di legno (ai piedi di Canada, Russia e Usa ndr) proprio come a Sochi quattro anni fa. Splendida con un abito viola tutto lustrini, elegante come un'etoile sulle punte, la Kostner ha strappato applausi e consensi alla Ice Arena di Gangneung, ma, si sa, a una testa di serie come lei, anche solo una piccola imprecisione non viene perdonata. «Non sono Wonder Woman, sono umana e posso sbagliare», ha detto Carolina a margine della gara motivando le piccole imprecisioni durante l'esibizione. Ma siamo solo all'inizio. Ora, la Signorina delle lame è partita per Seul, fuori dal frullatore dell'Olimpiade, a preparare con coach Huth e la fidata coreografa Lori Nichols l'assalto al programma individuale in programma il 21 e il 23 febbraio, con la speranza di agguantare la medaglia con i cinque cerchi che desidera e merita. «Lavoreremo su tutto, non c'è niente che io lasci per scontato. Io posso controllare il controllabile, il resto non è nelle mie mani», e Carolina lo sa bene.

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Nata a Bolzano l'8 febbraio 1987, Carolina Kostner inizia a pattinare all'età di quattro anni, e il primo successo arriva nel 2001, a soli 13 anni, con la vittoria alla prima gara internazionale. La farfalla del ghiaccio incanta tutti e il pubblico se ne innamora. La carriera decolla a suon di medaglie e riconoscimenti: sono 16 tra Europei, Mondiali (è d'oro a Nizza nel 2012) e Olimpiadi (bronzo a Sochi nel 2014). Anche fuori il palazzetto del ghiaccio, Carolina sembra vivere una favola. Accanto a lei il fidanzato Alex Schwazer, campione di atletica, che durante le Olimpiadi estive di Pechino del 2008 le dedica la medaglia l'oro. Belli, giovani, genuini, innamorati, vincenti, sembrano incarnare la coppia perfetta. Il sogno però si infrange il 30 luglio 2012, quando un ispettore della Wada, l'Agenzia mondiale antidoping, bussa alla porta della loro casa di Oberstdorfe chiede di Alex e lei lo copre, dicendo che non è in casa. Il marciatore viene poi trovato positivo a un controllo antidoping che segna la fine della sua carriera, e i guai arrivano anche per la pattinatrice, che dopo una lunga battaglia giudiziaria viene squalificata per 21 mesi. I due anni lontano dalla gare hanno segnato Carolina, che però rialzandosi, un po' come da un volteggio azzardato, ha dimostrato tutta la sua forza, determinazione e tenacia. «Ho fatto fatica a ripartire, a eliminare le scorie di due anni difficili. E in certi momenti non sono stata certa delle mie capacità. Poi però, pian piano, ricominciando dalle fondamenta, senza presunzione e senza dar nulla per scontato, ho capito di essere sulla giusta strada. E presto ho ritrovato le sensazioni, le emozioni e la gioia di sempre».

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Poi il 1 gennaio 2016, il ritorno alla vita e a una seconda giovinezza agonistica, un nuovo amore (si vociferava di un feeling con il collega Tomas Verner ndr) si trasferisce a Roma, sceglie un nuovo allenatore a San Pietroburgo, una nuova coreografa in Canada e si dedica alla danza classica. Le torna il sorriso, tornano i successi, arrivano le medaglie ai Campionati Europei e Italiani. Con una grande forza di volontà, ha battuto i detrattori e convinto i più scettici. Si contavano sulla punta delle dita di una mano gli esperti che pensavano che dopo la vicenda della squalifica la pattinatrice azzurra avrebbe potuto competere con le migliori, invece lei è riuscita a dimostrare di essere una campionessa con la C maiuscola.

«Il pattinaggio è volare e atterrare. Salire e scendere. La vita è sempre così. Ogni giorno che passa devi fare i conti con qualcosa che ti va o non ti va: e devi affrontare tutto, con le lame tra i denti, o sotto i piedi, non importa dove, ma devi essere forte e andare avanti. Dall'alto, poi, c'è sempre la possibilità di vedere le cose con più chiarezza, più lucidità per poi atterrare più sicura di te, e più matura». Parole sagge, cara Carolina.

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