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I vincitori (Ermal Meta e Fabrizio Moro) e il podio della finale (col botto) di Sanremo 2018

Ermal Meta e Fabrizio Moro vincitori di Sanremo 2018, Laura Pausini regala lezioni di rock, Favino eletto a sex symbol assoluto dai social (ma è anche un bravissimo attore impegnato)

Gettyimages.com

Podio bellissimo al 68esimo Festival di Sanremo: primi classificati (= sono i vincitori di Sanremo 2018), superate brillantemente le polemiche dei giorni scorsi, Ermal Meta e Fabrizio Moro con Non mi avete fatto niente. Secondi Lo Stato Sociale con Una vita in vacanza, terza - a tenere altissimo l'onore delle poche donne in gara - Annalisa con Il mondo prima di te.

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Al polo opposto della classifica, come avevano pronosticato (dicendo addirittura di sperarci!), sono ultimi Elio e le Storie Tese con il criptico Arrivedorci.

Ma facciamo un passo indietro: cari esseri umani tutti che ci state seguendo dall'inizio di questo non troppo breve Festival di Sanremo 2018, siamo arrivati alla serata della finale. Finale di ghiaccio, perché come dicono i bene informati, questa settimana è stata in assoluto la più gelida dell'anno, cosa che, tuttavia, non ha placato i bollenti spiriti intorno a Pierfrancesco Favino, eletto a furor di popolo come autentico vincitore della kermesse, come si capisce anche - e non possiamo fare a meno di darne conto da brave croniste quali siamo - dal trending topic #Favinonudo, lanciato, oltretutto, da una celebre penna di cui non vi sveleremo il nome ma che, giusto un indizio, firma anche per il nostro giornale.

Ma sex bomb a parte, segnaliamo come duetto meglio riuscito quello tra Claudio Baglioni e una rediviva, ben più viva di noi, Laura Pausini, che sulle note di Avrai (una di quelle canzoni che quando la fa ai concerti vale la pena di guardarsi intorno, ché ognuno si commuove su un pezzo diverso. A volte è "il legnetto di cremino", a volte "la guerra è finita") suscita altro che i "mamma mia che emozione" profusi a destra e a manca dalla Hunziker. Lì, nel trasporto di quei due, c'era ammooore vero.

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Amore per l'amore, per la musica, per il romanticismo e sì, anche per noi, o almeno così ci è parso. Che se poi vogliamo parlare di rock, parliamo ancora un momento della Laura che, in barba alla laringite, s'è lanciata con piede nudo nel sandalo tacco 18 fuori dal teatro, per far cantare gente stonata e poco telegenica la sua Come se non fosse stato mai amore (e noi ci chiediamo afflitte: chissà se quel Marco di qualche decade fa si sarà reso, infine, conto del treno che s'è perso). Laura, noi la buttiamo lì: The Voice Mexico non è abbastanza per te, devi diventare la nuova Regina dei Draghi di Game of Thrones.

Tra i vari up and down tipici di ogni edizione del Festival:

  • l'apparizione (che credevamo dovuta al fish&chips mangiato a cena e invece era prevista in scaletta) di Antonella Clerici accompagnata da un manipolo di scout strafatti di marshmellows per presentare Sanremo Young.
  • La dolcezza sconfinata del pezzo di Renzo Rubino accompagnato sul palco dai suoi nonni abbracciati in un lento.
  • A proposito di nonni, l'anziana (letteralmente: "la vecchia che balla") che ha accompagnato danzando la canzone di Lo Stato Sociale, Una vita in vacanza, infuocando platea e sala stampa. A margine, piccola nota biografica: la signora in questione si chiama Paddy Jones, ha 83 anni e, a un'età in cui le sue coetanee si rifanno il femore, un record come ballerina di salsa acrobatica più anziana del mondo.
  • A proposito di "sociale", l'immenso monologo di Favino versus la xenofobia, con Fiorella Mannoia che lo raggiunge sul palco e canta (da Mio fratello che guardi il mondo, ndr) l'unica cosa in cui valga la pena di credere in questo momento: «Se non c'è strada dentro al cuore degli altri prima o poi si traccerà».
  • Gli abiti dei cantanti, maschi e femmine senza distinzioni, non sempre "donanti": dal total-salmone di Lodo (Lo Stato Sociale) al guazzabuglio di Annalisa, al look da Elsa di Frozen della Zilli, copiato da Sabrina Impacciatore che però l'ha gestito più goffamente, caracollando come su una slavina.
    • I più telegenici? I Decibel, che questa sera sembravano gli ospiti internazionali.
    • Il coro dei Discreti, che hanno riportato un po' di vita sul palco a mezzanotte e mezzo, quando tutto sembrava ormai Frozen.
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