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Frida Kahlo vita tormentata e opere struggenti, la sua vita in mostra a Milano (a partire da oggi)

Arriva al Mudec di Milano una retrospettiva dedicata all'artista messicana: c'è tempo fino al 3 giugno 2018 per scoprire fino in fondo l'identità e l'arte di questa donna incredibile, oltre il mito

Gettyimages.com

Della vita di Frida Kahlo conosciamo tutto. Una ribelle che dipingeva e ostentava il suo corpo, martoriato dopo l'incidente in autobus a 18 anni, mentre tornava da scuola. Rivoluzionaria in politica, innamorata di Diego Rivera, il pittore comunista che allora era più famoso di lei (di sicuro il fatto che fosse maschio contava). Frida aveva nel sangue l'arte della performer in anni in cui il termine neanche esisteva. Usava i colori lancinanti delle civiltà antiche, amava contornarsi di idoli e monili precolombiani, amava i miti oscuri degli Aztechi. Era una donna solida e non era facile essere una donna così impositiva nel Messico post rivoluzionario. Ed è stato così che la sua sovraesposizione (diremmo oggi di una diva) ha divorato la sua arte.

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Frida Kahlo con il marito Diego Rivera.

Di lei si copiano oggi i vestiti, si cita il monociglio, cioè le sopracciglia unite (le donne persiane all'inizio del XX secolo le consideravano seducenti), i baffi che ironicamente si dipingeva negli autoritratti, il suo indossare abiti maschili nelle foto di famiglia, i cuori sanguinanti. Ma chi era Frida l'artista? È la stessa domanda che si è posto Diego Sileo, conservatore del Pac e storico dell'Arte del Comune di Milano, quando sette anni fa stava pensando di portare in Italia le opere dell'artista messicana. E oggi la mostra è arrivata al Mudec (il Museo delle culture di Milano) con il titolo che è una dichiarazione di intenti: Frida Kahlo. Oltre il mito, aperta fino al 3 giugno 2018.

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Frida Kahlo Autoritratto 1940.
Banco de México Diego rivera Frida Kahlo Museums Trust, México, D.F.by Siae 2018

Il legame di Frida Kahlo con la Terra

Sono più di 100 le opere in mostra, 50 dipinti, fotografie, lettere, scritti e un piccolo filmato chicca della Eastman Kodak che riprende lei e Diego in una giornata di sole alla Casa Azul, diventata il museo dei due artisti, lei e Diego Rivera. Alcune opere non sono mai state esposte in Italia, come Bambina con la collana del 1929. Per 60 anni non si è saputo nulla di questo quadro, che Frida dipinse pochi giorni dopo il matrimonio con Diego Rivera. Si pensa a un esercizio al ritratto che faceva incoraggiata da Diego, mentre dava corpo all'idea della messicanità che sarà la cifra fondante della sua arte. Un pre studio al suo Autoritratto con collana del 1933.

Frida Kahlo, L'amoroso abbraccio dell'Universo, la Terra (Messico), Diego, io e il signor Xòlotl.
Gerardo Suter Banco de México Diego Rivera Frida Kahlo Museums Trust, México, D.F. by Siae 2018

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E se si tralasciano le opere dove entra imperiosa la vita dell'artista le sue operazioni, i corsetti, persino le maternità negate, si scopre che dipingeva anche altre persone in modo meno simbolico dei suoi tanti autoritratti e nature morte, dove la frutta aveva occhietti furbi (La sposa che si spaventa nel vedere la vita aperta, 1943; Sguardi o Noci di cocco, 1951), quasi una licenza infantile a tornare al gioco.

Frida Kahlo Bambina con collana, 1929.

In tutti i suoi quadri è presente un legame forte con la Terra e la sua terra, il Messico, come nel quadro L'amoroso abbraccio dell'Universo del 1949, e con la natura, in Radici del 1943, dove si immagina legata alla terra da una pianta che le esce dal petto con mille legacci, o i rovi o i rampicanti che le fanno corona o le calle in cui immergeva il suo volto. Lei e la Terra son un tutt'uno e lo è anche Rivera, onnipresente sulla sua fronte in tanti ritratti e quindi nei suoi pensieri.

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Frida Kahlo con una delle sue adorate scimmie.

Frida Kahlo e il suo corpo

Non ha avuto esitazioni a mostrare il suo corpo come opera devastata dalla malattia e dal dolore. e come manifesto politico. È con il suo corpo che rivendica l'uguaglianza, ogni gesto o postura hanno un significato, oltre il simbolismo. Si dipinge persino Alla frontiera tra Usa e Messico (1935), dove gli Stati Uniti sono la civiltà industriale piena di fumi e di macchine contro il sole cocente e i teschi sepolti nel deserto dell'America Latina, un quadro che rimanda alle ragazze di Ciutad Juarez o, forse, ci mostra con largo anticipo l'idea che oggi Trump ha del Messico.

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Frida Kahlo, Le apparenze ingannano.

Frida Kahlo e la messicanità

Legata alla sua Terra e alla sue tradizioni, Frida Kahlo è un'artista che che si muove dentro una cultura di riferimento: quella messicana, dalle origini precolombiane alle tradizioni indigene. Lo dimostra in tutti i modi, i costumi dei suoi autoritratti sono i vestiti che porta tutti i giorni con l'immancabile fiore rosso nei capelli, con i mille idoli dipinti in misure microscospiche nei suoi quadri, o con gli immancabili animali che dipinge, ma anche in casa lei e Diego erano circondati da parrocchetti e persino da scimmie e cani nudi, specie conosciuta ai tempi degli Aztechi. Nella sua vita ci sono i suoi quadri e viceversa.

Frida Kahlo, Bimba tehuacana, Lucha Marìa (Sole e luna), 1942.

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I suoi sono gli abiti di Tehuacàn, come quelli della ragazza dipinta nel 1942, la sua acconciatura con le trecce portate in alto come una mantiglia ricorda quelle indigene, i gioielli di giada rimandano a civiltà scomparse. Per meglio capire quanto la civiltà precolombiana abbia influenzato l'immaginario artistico ed estetico di Frida, il Museo ha creato Il sogno degli antenati. L'archeologia del Messico nell'immaginario di Frida Kahlo (curata da Davide Domenici e Carolina Orsini), una mostra parallela all'allestimento delle opere della pittrice.

Qui si trovano sculture azteche, figurine di terracotta trovate a Tehuacàn e altri reperti del mondo indigeno che fanno parte della collezione permanente del Mudec, con a fianco foto storiche dell'artista, disegni e alcune sue opere: il riscontro della messicanità delle sue opere è immediato. È come partecipare a una caccia al tesoro: scovare i particolari, tornare di corsa nelle sale della mostra e vedere in quale dipinto erano nascosti quel vaso o quell'idolo mostruoso. Dopo il mito, dopo il culto, ecco l'artista: Frida Kahlo.

Frida Kahlo in una foto del 1944.

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