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Edoardo Leo al Dopo Festival sarà la dolce metà di Sanremo 2018?

Attore (bravissimo), sceneggiatore, autore, regista e oggi anche presentatore, insieme a Sabrina Impacciatore, del Dopo Festival; ecco tutte le cose, più professionali che personali che il ragazzo è riservato, che dovete sapere su Edoardo Leo

Gettyimages.com

La faccia la conoscete tutte. Il nome, forse, potrebbe essere finora sfuggito ad alcune, ma ecco che a porre rimedio arriva Sanremo, che, dopo l'annuncio dell'attore Alessandro Preziosi in veste di cantante, ha optato per un altro attore da mettere alla guida del suo Dopo Festival: sarà infatti, e noi ringraziamo, Edoardo Leo il suo conduttore che ha così commentato l'ingaggio : «Sono grato a Claudio Baglioni e alla Rai per questa opportunità che credo sia stata dettata anche dalla mia grande passione per la musica e soprattutto per la musica italiana. Riportiamo il Dopo Festival in un 'teatro' che è un posto dove mi sento certamente più "a casa". E quindi l'ho pensato come uno spettacolo da fare ogni sera. Con musica, personaggi, i miei amici, i cantanti protagonisti,i giornalisti e le improvvisazioni». Leo, che abbiamo profondamente odiato ne I Perfetti Sconosciuti, titolo che gli è valso un Nastro d'argento nel 2016 per un'interpretazione magistrale dello stronzo perfetto, e che abbiamo follemente amato nella trilogia Smetto quando voglio, ha alle spella una lunghissima carriera, sia su piccolo che su grande schermo.

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Ve ne riassumiamo i punti salienti: debutta in tv, partecipando nel 1996 a I ragazzi del muretto mentre nei primi anni Duemila si fa amare nella terza e nella quarta stagione di Un Medico in famiglia. Insieme al regista Sollima collabora alla serie Romanzo Criminale e Crimini 2: Mork e Mindy. Esordisce alla regia con Diciotto anni dopo, storia di due fratelli che si ritrovano dopo la morte dei genitori e il film gli vale una doppia candidatura ai Nastri d'Argento e ai David di Donatello come migliore regista esordiente. Appare in To Rome With Love (2012) di Woody Allen. Nello stesso anno recita in Viva l'Italia! Nel 2013 dirige il film Buongiorno papà con Raoul Bova mentre nel 2014 arriva il successo straordinario di Smetto quando voglio di Sydney Sibilia, che diventa un vero e proprio caso cinematografico. Strizzando l'occhio al Walter White di Breaking Bad, Leo veste i panni di un ricercatore universitario povero in canna che decide di sbarcare il lunario creando e vendendo una droga specialissima. Sempre nel fortunato 2014, Edoardo duetta con Ambra Angiolini in Ti ricordi di me? Nel 2015 esce il suo terzo film Noi e la Giulia, mentre nel 2016 spicca nel cast stellare del bellissimo Perfetti sconosciuti che gli fa vincere un altro Nastro d'argento. Lo scorso anno al cinema hanno sbancato, di nuovo, i 2 sequel di Smetto quando voglio, rispettivamente sottotitolati Ad Honorem e Masterclass.

Ma curriculum, di tutto rispetto, a parte, ecco che cosa sappiamo del riservatissimo conduttore del Dopo Festival.

  • Non una, ma ben due sonore bocciature, hanno dato il via alla carriera di Edoardo Leo, sceneggiatore, regista, attore di alcuni fra i maggiori successi del cinema italiano degli ultimi anni, che a questo proposito ha raccontato come "quando mi hanno escluso senza appello, prima dall'Accademia, poi dal Centro Sperimentale, ho deciso che questo sarebbe stato il mio mestiere".
  • Non ama affatto parlare della sua vita privata, tanto che ha di recente ribadito che "sono una persona molto riservata: sto molto attento a tenere la mia vita e la mia famiglia (la moglie, Laura Marafioti, ballerina e cantautrice, e due figli, Francesco e Anita, 9 e 5 anni, ndr) lontane dai tappeti rossi".
  • Lo hanno chiamato "il Nino Manfredi degli Anni Duemila". "E' stata sua moglie Erminia - ha raccontato Leo - a confessarmi una volta "mi ricordi tanto Nino", da allora è nata un'amicizia. Non lo nascondo: è l'attore a cui mi sono ispirato di più perché è riuscito a fare film in grado di arrivare dritti al cuore del pubblico. Film popolari, cioè che parlano a tutti".
  • Social sì, ma con cautela. "I social li uso solo come strumento professionale, mai per raccontare di parenti, di vacanze, di privato. Sono una finestra dove non stendo mai i miei panni".
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