Julia Roberts e i suoi 50 anni da super pretty woman

Tra l'inizio della carriera e le sfolgoranti 50 candeline (il 28 ottobre 2017), ha cambiato quasi tutto, niente più capricci né tradimenti, solo due cose sono rimaste invariate: il sorriso più bello di Hollywood e il mantra "quello che Julia vuole, Julia ottiene"

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"Ero la mia unica priorità: una mocciosa egoista e viziata sempre in giro a fare film": è il ritratto che fa Julia Roberts della se stessa da cucciola. Quello che può infine permettersi di raccontare oggi, che ha 50 anni - li compie il 28 ottobre 2017 - e una solida reputazione da primadonna d'onore. L'ammissione definitiva che sì, era tutto vero - o quantomeno verosimile: i capricci, i tradimenti, i litigi e le scenate - ma confermato quando ormai non conta più, anzi: aggiunge rotonda consapevolezza alla già folgorante maturità.

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Julia Roberts in una scena del film Wonder, con Owen Wilson.

Julia Roberts è stata la ventenne che tutte avremmo voluto essere, sorgente di ogni pettegolezzo: per la quantità di fidanzati attribuiti – Liam Neeson, Matthew Perry, Dylan McDermott - e soprattutto per la qualità delle trame sentimentali. L'11 giugno del 1991 – già candidata all'Oscar per Fiori d'acciaio, e prostituta più redenta d'America in Pretty woman - Julia Roberts doveva sposare Kiefer Sutherland. Diva del popolo incontra rampollo scapestrato: niente poteva essere più hollywoodiano di così. O forse sì: lei cambiò idea e scappò in Irlanda col migliore amico di lui, incidentalmente Jason Patric. Il quale, in seguito parimenti scaricato, la accusò di agitarsi tanto solo per farsi pubblicità. "È una cosa che mi ferisce molto", commentò lei sbattendo le ciglia a Rolling Stone, ma era tempo ormai di nuove nozze: con Lyle Lovett, inaspettato cantautore texano.

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Julia Roberts con l'ex marito, il cantante Lyle Lovett.
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Il matrimonio durò 21 mesi, e non un istante di più. Tanta era la fretta di andarsene che neanche aspettò lui si sollevasse da un provvisorio letto di dolore: quando uscì il comunicato, Roberts era a Londra a girare Mary Reilly; Lovett era a Houston, a far saldare una clavicola.

Julia Roberts con Brad Pitt.
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"Quello che Julia vuole, Julia ottiene?", le aveva chiesto il giornalista di Rolling Stone in quell'intervista. "Sì", aveva risposto lei, "ma Julia non abusa di questo potere". O quantomeno: non ne ha mai l'aria. Dopo aver brillantemente monetizzato la fase Runaway bride - «Mentre camminavo in chiesa, andavo verso un uomo che non aveva idea di chi fossi veramente, e non per colpa sua: avevo fatto il possibile per convincerlo che ero esattamente quello che voleva lui. Quindi è stato un bene che sia finita così, perché sarebbe stata una bugia» è la battuta di Se scappi, ti sposo grazie alle quale tutto fu perdonato - Julia Roberts deve essersi resa conto che le intemperanze delle ventenni non donano più, superati i 30, e si è costruita una fortezza di rispettabilità.Erin Brockovich è stato il film della svolta professionale. Ha risolto il suo problema di sperequazione salariale: era la prima volta che un'attrice veniva pagata 20 milioni di dollari. Ha risolto il suo problema di pubblica percezione: era una donna ordinaria capace di fare cose straordinarie, anche senza trucco. Ha risolto il suo problema di mensole sguarnite: ha vinto un Oscar, un Bafta e un Golden Globe.

Julia Roberts con Benjamin Bratt la sera dell'Oscar per Erin Brockovich nel 2000.
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Ma è stato The mexican il film della svolta sentimentale. Sul set Julia ha incontrato Danny Moder, il cameraman che adesso è padre dei suoi tre figli. La storia del loro innamoramento è controversa. Vera Steimberg, la prima moglie di Moder, probabilmente la racconterebbe così: una sera Danny tornò a casa e le comunicò che il loro matrimonio era finito. La notizia la prese alla sprovvista, almeno fino a quando non scoprì che, per Julia, Danny era stato amore a prima vista: "Non riuscivo a smettere di fantasticare". E quello che Julia fantastica, Julia ottiene. Steimberg provò persino a opporsi - davvero lui voleva lasciarla per la sposa che scappa? - e raccontò ai giornali di melliflui retroscena e sordidi ricatti. Roberts si fece fotografare con una maglietta con su scritto "A low Vera" – è un gioco di parole tra l'aloe vera e una Vera particolarmente meschina – a significare divino spazientimento. L'anno dopo Danny e Julia si sposarono con una struggente cerimonia segreta nel leggendario ranch in New Mexico, il cui prato, secondo le cronache dell'epoca, ella stessa aveva provveduto a diserbare. La bella e la maestranza, o più opportunamente: soltanto una ragazza, che sta davanti a un ragazzo, e gli chiede di amarla.

L'attrice con George Clooney.
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Julia Roberts non ha mai davvero risposto alle (numerose e dettagliate) malelingue: è così che è riuscita a conservarsi innocente. E anche adesso che è sposata da 15 anni, dà consigli sui figli a George Clooney, e lavora solo se ci crede – nel prossimo Wonder, che in Italia uscirà il 28 dicembre 2017, è la madre di un bambino sfigurato – per tutti rimane Anna Scott, la protagonista di Notting Hill, che per vincere l'ultimo brownie, il premio per la più sfortunata di un tavolo cui siede una paraplegica che non può avere figli, racconta: "Sto a dieta da quando avevo 19 anni, il che vuol dire che ho fame almeno da dieci. Ho avuto una serie di fidanzati poco gentili, uno dei quali mi menava, e ogni volta che mi si è spezzato il cuore i giornali lo hanno sbattuto in copertina a scopo intrattenimento. Sono servite due operazioni piuttosto dolorose per farmi avere questo aspetto, e un giorno neanche troppo lontano la mia bellezza se ne andrà, scopriranno che non so recitare, e diventerò una triste signora di mezz'età che somiglia a una che è stata famosa". Il tavolo tace: Anche i ricchi piangono è un classico intramontabile. Poi il gioco viene scoperto, e lei ride al suo scherzo: figuriamoci se qualcuno poteva crederci davvero, a quella storia della mezza età.

Julia Roberts con Hugh Grant.
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