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Perché tutte dovremmo essere grate a Mariah Carey

Scegliendo di mostrarsi per quello che è, senza trucco e senza inganno, la cantante ha detto la sua sul body shaming che poi è quella di tutte: «Fatevi gli affari vostri»

Getty Images

Mariah Carey ha 47 anni, 2 figli e, a chi pensa che sia solo quella delle canzoni di Natale va detto che: è la cantante con più dischi venduti negli anni Novanta in assoluto. La sua ultima performance live, avvenuta al Caesar's Palace di Las Vegas pochi giorni fa, è rimbalzata nell'universo mondo più per le sue curve esplosive che per la sua voce potentissima e la domanda che ci poniamo tutti è: ma davvero siamo ancora a questo punto?? La risposta, purtroppo, è sì!

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Sono anni che le donne si colpevolizzano per qualche chilo in più, guardano le copertine dei giornali e si sentono inadeguate, parlano di diete più che di vacanze e c'è persino chi perde follower (che se si parla di Kim Kardashian sono l'equivalente del pane) solo perché un giorno si permette il lusso di non cedere alla ricerca della perfezione (modificata al Photoshop) per mostrare un po' di verità.

Sono anni insomma in cui, a dispetto di slogan sensazionalistici, ma poco veritieri, e del fenomeno curvy che però è appannaggio di pochissime, il corpo delle donne rimane un soggetto/oggetto di dominio pubblico di cui tutti, maschi e femmine indistintamente, possono tranquillamente disporre per dire la propria. E invece: «Chi te l'ha chiesto?».

Ha iniziato Rihanna a dire agli haters di farsi i fatti propri che al suo sedere ci pensava tranquillamente da sola, poi c'è stata Vanessa Incontrada che, a chi criticava le sue curve, ha risposto con un candido «Besitos Amigos» e adesso arriva lei, Mariah Carey, ed è subito standing ovation.

Mariah Carey non è di certo una novellina. Su quel palco a Las Vegas sapeva perfettamente che tutti avrebbero notato la pancia tonda e le cosce tornite ma ha indossato comunque il suo costume di scena, badate bene coperto di paillettes mica nero, e con questo gesto ci ha liberate.

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Ci ha liberate non perché essere fuori forma sia una cosa da sbandierare ai 4 venti ma piuttosto, a dover essere urlato a testa alta, è la consapevolezza di essere quello che si è, senza trucco e senza inganno, è la risolutezza di accettarsi e piacersi, è l'orgoglio di sorridersi allo specchio senza se e senza ma. Scendere a patti con sé stessi è il più grande sforzo che si deve fare quotidianamente, ma volersi bene è anche da sempre la miglior risposta da dare a chi ci vuole male.

È l'estate della fierezza, insomma, e in mezzo a tante, troppe, brutte notizie questa sì che è una cosa di cui parlare! Go Mariah, Go!

Climb every mountain 👊🏾😘 @gunnarfitness

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