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5 motivi per cui Paolo Villaggio ci ha reso migliori

L'attore si è spento a Roma all'età di 84 anni: personalità di grande talento che con i suoi personaggi ci ha reso migliori

Paolo Villaggio è morto: 5 cose per cui ci ha reso persone migliori
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Paolo Villaggio è morto oggi 3 luglio 2017 a Roma. A dare l'annuncio è stata Elisabetta Villaggio, figlia dell'attore, che su Facebook ha scritto «Ciao papà ora sei di nuovo libero di volare ❤️ ».

Villaggio aveva 84 anni e da qualche giorno era ricoverato in una clinica privata di Roma. Nato a Genova il 30 dicembre 1932, da tempo era malato. Con le sue interpretazioni, da Fantozzi a Fracchia passando per l'insegnante di Io speriamo che me la cavo al colonnello in pensione de Il segreto del bosco vecchio, Paolo Villaggio ha fatto la storia del cinema italiano ma ha fatto anche di più.

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Grazie al talento indiscutibile di Paolo Villaggio, i personaggi interpretati sul grande schermo dall'attore genovese sono diventati macchiette reali, compagni di viaggio e di vita che rimarranno indelebili nell'immaginario comune e nella personalissima storia di quasi tutti noi, che ha cambiato per questi 5 motivi.

LaPresse

1. L'uomo medio non è niente male

Sfortunato, subissato dalle angherie dei potenti, bruttino e destinato a essere mediocre ma comunque umano e alla fine integro. L'immagine dell'uomo medio grazie a Paolo Villaggio ha avuto la sua rivincita perchè magari non arriverà alle stelle, ma in molti casi è meglio così.

2. Tutti sappiamo cos'è la corazzata Potëmkin

Anche se pochissimi hanno davvero avuto il coraggio di vederlo tutti, nessuno escluso, possiamo dare un giudizio (seppure sommario e un po' perentorio) sul film sovietico di Sergej Michajlovič Ėjzenštejn.

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3. Il permesso di essere infelici

Non si può essere felici sempre e Paolo Villaggio, sullo schermo ma anche nella vita, si è fatto promotore di questo messaggio dandoci la mano e rassicurandoci di non essere soli. In un mondo che va tutto dall'altra parte in cui imperfezione e titubanza non sono concessi mai, Villaggio ci ha concesso il diritto di essere anche «un po' meno».

4. Il disagio può essere comico

Chi l'ha detto che per fare denuncia bisogna essere per forza seri. Paolo Villaggio con i suoi film si è preso la responsabilità di portare alla luce non poche magagne dallo status dell'impiegato statale alla solitudine della vecchiaia all'ignoranza dilagante passando per chi non ha la possibilità di riscattarsi e forse non ce l'avrà mai, insegnandoci che con il sorriso, seppur amaro, si possono dire tante cose.

5. La nuvoletta, se vuole non se ne va

Inutile lottare con l'ineluttabile, ma non per questo bisogna fermarsi!

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