La storia straziante della migliore amica di Adele è un'esperienza che deve essere condivisa

Adele parla di psicosi post partum in un post dedicato a Laura Dockril, sua migliore amica, e alla sua lotta che è quella di tante

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Getty ImagesMax Mumby/Indigo

Sai cos'è la psicosi post partum? Mentre si parla di più, anche se sempre troppo poco, di depressione post parto della sua forma più grave, ovvero la psicosi puerperale, è difficile che si trovi il coraggio di parlare. Lo sa bene Adele, la cantante, che quando ha dato alla luce suo figlio Angelo non ha fatto mistero di aver passato mesi difficili tra senso di inadeguatezza e preoccupazione costante. Lo sa bene Adele che nel suo ultimo post Instagram ha celebrato la forza della sua migliore amica, Laura Dockril, che ha avuto il coraggio di mettere da parte la paura di passare per una persona terribile e di raccontare al mondo quello che le è successo alla nascita di suo figlio, ovvero di ammalarsi di psicosi post partum. «Ha dato alla luce il mio figlioccio 6 mesi fa ed è stata la più grande sfida della sua vita» scrive Adele invitando tutti a leggere «il più intimo, arguto, straziante e ben strutturato post» scritto da Laura per sé e per tutte le mamme.

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«Ce l'abbiamo fatta». La frase più bella del mondo. La più potente e dolorosa. Così si chiude il lungo post scritto da Laura Dockrill, scrittrice e disegnatrice, migliore amica di Adele. Laura ha raccontato la sua storia, un'esistenza piuttosto felice spinta verso il baratro più profondo da una psicosi post partum (o puerperale) che ha trasformato la nascita di suo figlio nel peggior momento della sua vita. Allucinazioni, manie, attacchi di panico, paranoie, stordimento, desiderio di morte e la sensazione straziante di amare talmente tanto qualcuno da odiarlo nel profondo. E poi la vergogna, l'incapacità di spiegare cosa ti succede, la banalizzazione (ai suoi occhi) di chi gli stava intorno. Laura Dockrill quando è nato suo figlio, non era depressa, non è stata affetta dal più comune baby blues, e dalla conseguente sensazione di tristezza e malinconia. Laura Dockrill si è ammalata della più rara e tremenda delle patologie legate a gravidanza e post-partum (colpisce una su 1000 nuove mamme). Una malattia mentale, seppur momentanea, così bloccante da sembrare definitiva. Una malattia che ha trasformato la nascita di suo figlio in una disgrazia ma non è stata sola e oggi, a sei mesi di distanza, dopo due settimane di cure forzate e tanto supporto, ha la forza, il coraggio e l'umanità di raccontare la sua storia perché ce l'ha fatta. Perché ce l'hanno fatta. Adele celebra la sua My Same (è dedicata a Laura Dockrill la canzone contenuta nell'album 19 ndr) e ci regala una storia da cui tutti possiamo imparare qualcosa.

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I used to hate this photograph of me and had it hidden away with all the other baby stuff I didn’t want to look at but now I love it because it shows I survived. This week my baby turns 6 months old and I feel like it’s an achievement in more ways than one. I don’t usually do oversharing on social media (I’ve covered over my boobies here rather professionally as you can see for my dignity- not that I have much of that dignity stuff left anyway after the last 6 months and YES my nail varnish is chipped but if you had to change 15 nappies a day and have your arms elbow deep in washing up liquid your nails would be pretty chipped too and who gets a chance to paint their nails with a baby splodging around the place anyway?) but the more I’ve spoken about this experience AKA the WORST TIME OF MY ACTUAL LIFE the more I’ve realised the urgency of writing about it. More women and their partners have opened up with their own experiences that have just felt too ashamed or embarrassed to talk about it. It’s not easy to admit that the worst time of your life was when your baby was born. Social media gives a very shiny exterior of life to be frank and it’s not the full picture, so I wanted to unlock some doors and be honest- I’ve been somewhere I can’t unsee and- in case there is anybody out there struggling - to open up a dialogue and say it’s ok. You are not broken... Alrighty... I’m gonna be brave...so here we go... I have teamed up with @clemmie_telford to share my story (link in bio) There are a few thank yous I have to do to those starting with my true love @hugowhitenoise, my one and only spirit sister @adele, my baby love E.T @daisymaydock, my amazing parents and their partners, my partners family, my brother @hdurkle @sioby11 @pennygabriel @victoriabuzzington @el_matthews_ @annekaharry @thesabrinagrant @ssoufian @robertemmsactor @wesleygoode and my publishers @jennyjacoby @tinamories Love you all so much. You saved my life.

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Per leggere il racconto completo sull'esperienza di psicosi post partum di Laura Dockrill lo trovate sul blog Mother of a Lists.

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