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L’unica data italiana di Lauryn Hill è stata tutto quello che si poteva desiderare da un suo live

Miss Lauryn Hill è ancora una vera regina sul palco, e per chi ne dubitasse ha messo in chiaro le cose venerdì 22 giugno, sul Placo del Cittadella Festival di Parma, con un concerto epico

Getty Images

Come da copione, e come tocca fare se sei una mezze divinità, s'è fatta attendere, Miss Lauryn Hill,che a differenza di quella macchina da guerra che è Beyoncè puntuale al secondo, ama lasciare il pubblico a crogiolarsi un po'. . Ma quando, con quasi un'ora di ritardo rispetto al programma, ha attaccato a cantare Everything is everything non ci sono stati più dubbi sul fatto che non sole fosse in una forma smagliante al limite del sovrannaturale (che ricordiamo, la signora ha passato i 40 e ha la bellezza di 5 figli), ma anche che fosse presa benissimo dalla situazione. Che, in effetti, era una delizia, dato che il Cittadella festival di Parma ha scelto di ospitare i suoi artisti (tra cui anche il maestro Ennio Morricone, esibitosi la sera prima della Miss), all'interno delle mura del parco più bello della città.

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Con un folle vestito bianco (che solo lei può), cappello nero, trucco fucsia, le ha cantate tutte: da Fu-gee-la, il pezzo iconico della sua ex band Fugess, a That Thing, passando per Killing me softly, accompagnata, ovviamente, da una band pazzesca, che ha diretto come un maestro d'orchestra parecchio fumanti, e da tre coriste spaziali. Ha rappato, ha parlato (e questa è una notizia, dato che si sprecano i racconti di concerti di Lauryn Hill all'insegna del muso lungo e del silenzio assoluto), ha flirtato con noi del pubblico, sussurrando o facendo vocalizzi sulla parola "Parma" e ci ha esaltati come, forse, non ci saremmo aspettati. Torna presto, Miss.

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