Marina Rocco, la Meg Ryan del cinema italiano con l'ossessione per la libertà

I 40 anni la terrorizzano. L'amore no, anche se è parcheggiato ai box. Nel dubbio, comunque, sappiate che... è tutta colpa di Rocky

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La paragonano spesso a Meg Ryan, per via della somiglianza fisica e di quel sorriso cristallino. Di lei, però, Marina Rocco non ha il broncio di chi soffre perenne pene d'amore. E di questo, il pubblico, sentitamente ringrazia. Rocco, che abbiamo amato in Tutti pazzi per amore e To Rome with love, sembra infatti essere l'evoluzione 2.0 di Meg: meno famosa, ma più tosta; emancipata e refrattaria ai facili romanticismi. In una parola: più simpatica. Ha anche un pallino, tutto suo, e non è certo l'amore: si chiama libertà e ama giocarsela anche per aiutare il prossimo. La nostra ha infatti deciso di prendere parte al progetto MINI FilmLab di OffiCine: un workshop per aspiranti registi, i cui corti saranno presentati al festival di Tavolara. Lei è la protagonista di Tutta colpa di Rocky. Al centro, una coppia di innamorati tiepida, che non riesce a compiere scelte importanti. Fino a quando non salgono su un'auto dai sedili magici...

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Ormai l'indecisione è diventata una prassi in amore. Come spiega questo diffuso empasse?

Purtroppo è così: le relazioni sono sempre più instabili e precarie. Mi piace pensare che la colpa sia tutta degli uomini! (ride, ndr)

Lei quindi non ha mai titubanze sentimentali?

Io?!? Sono un vero disastro in amore! In passato ho avuto delle storie ma avevo spesso l'impressione di non sentirmi libera: era come se quel legame, pur bellissimo, mi impedisse di cogliere le opportunità che la vita mi stava offrendo o di capire quale fosse il mio posto nel mondo. Così, ho deciso di mettere al primo posto il lavoro e concentrarmi sulla carriera. Per questo, sono stata più a lungo single, che non fidanzata. Adesso, qualche volta, mi ritrovo a pensare che sarebbe bello provare a riaprire quel capitolo...

Mi pare di capire che non ha mai avuto il pallino del matrimonio e dei figli.

Macché! Non ho mai sognato, per esempio, il giorno del mio matrimonio perché ero impegnata a immaginare la notte che avrei vinto l'Oscar! (ride, ndr) Se ho mai avuto un pallino, è stato quello della libertà.

Rinunciare all'amore non è un prezzo troppo alto da pagare per avere successo?

La mia ambizione non è mai stato il successo fino a se stesso. Con il mio lavoro, però, mi sono ritrovata a vivere divisa in tre città, a partire senza preavviso dalla mattina alla sera, a spostarmi continuamente. Se sei da sola, lo puoi fare. In coppia, invece, sarebbe difficile e, oserei dire, poco rispettoso nei confronti del compagno. Se fossi legata a qualcuno so che mi frenerei con il rischio di avere poi dei rimpianti. Quanto al prezzo da pagare, anche rinunciare al lavoro in nome dell'amore sarebbe un prezzo molto alto.

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A proposito di importanti passaggi di vita, a gennaio 2019 lei compirà 40 anni. Come vive questo momento?

Con tantissima ansia! Ho realizzato che stavo per compiere 40 anni tre mesi fa, quando ero in Usa e stavo salendo sull'aereo che mi avrebbe riportata in Italia. Sono stata assalita da un'ansia pazzesca: mi sembrava di volare, fisicamente, verso i fatidici 40! Un incubo! Spero che qualcuno, da qui a gennaio, mi aiuterà perché sono arrivata a questo fatidico appuntamento senza essermi preparata per nulla...

Il corto Tutta colpa di Rocky si inserisce in un workshop per registi in erba. Quanto è difficile farsi largo nel mondo dello spettacolo?

Non è semplice, ma quando c'è la passione puoi arrivare a fare qualsiasi cosa.

Come lavorare con Virzì?

Sono entusiasta di lavorare con lui! La prima volta è stato a teatro, poi mi è stato proposto il suo nuovo film Notte magiche... sempre ammesso che, alla fine, Virzì non mi tagli! (ride, ndr) Battuta a parte, ho accettato subito: lo ammiro molto come regista e mi piace come riesce a rendere le figure femminili: sa cogliere la femminilità dei suoi personaggi e, al contempo, dare loro profondità. Le sue donne sono sempre complesse, ricche di contrasti. Non hai mai la sensazione di leggerle da un punto di vista maschile: le racconta esattamente come faremmo noi donne.

Oltre a Virzì, quali sono i suoi prossimi progetti?

In autunno sarò nel film Palloncini e poi a ottobre torno in scena a teatro, con Filippo Timi in Un cuore di vetro in inverno. Ogni volta che Filippo mi chiama per un lavoro, corro da lui perché scrive sempre delle cose bellissime!

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