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Gabriele Greggio, il figlio perfetto di Ezio Greggio (preparato, fisicato, onesto)

Dopo tanta teoria (tra Londra e New York) è tempo di passare alla pratica (su un palcoscenico)

Getty Images

É lui o non è lui? Domanda retorica. Le fossette e lo sguardo discolo parlano chiaro. Gabriele Greggio è la fotocopia di papà Ezio Greggio (con o senza baffi) e in piena nostalgia '80 ci troviamo catapultati tra il pubblico di Drive In ad applaudire la televendita improbabile di un quadro di Teomondo Scrofalo dall'irriverente banditore dell'Asta Tosta. Certo che è lui. Papà e figlio sono interscambiabili (e legatissimi) e le foto su Instagram sono la cartina tornasole di una somiglianza lampante. Nato nel 1995 a Milano dalla relazione ventennale di Ezio Greggio con la ex moglie Isabella Bengochea, Gabriele ha sempre vissuto a Montecarlo con il fratello maggiore Giacomo (27 anni), almeno fino a quando non ha sentito il richiamo dell'arte (nel sangue), che lo ha portato a seguire la sua anima globe trotter e il suo sogno (innato) di salire su un palcoscenico, tra New York e Londra.

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Father and Son in Ireland ❤️ Family is everything

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Perché dopo diversi corsi di recitazione nella Grande Mela (alla New York Film Academy) e all'ombra del Big Ben (prima alla London School of Film Media and Performance e poi al Drama Center dell'University of Arts of London), Gabriele a 23 anni sembra essere pronto a fare il grande salto. Perché dopo un'infanzia nel backstage di Striscia la Notizia, sul set, e a stringere mani ai più grandi al Monte-Carlo Film Festival de la Comédie, la kermesse cinematografica del Principato di Monaco voluta dal 2001 da papà Ezio e Mario Monicelli interamente dedicata alle commedie, Gabriele ha già un cv di tutto rispetto. Perché dopo aver interiorizzato le tecniche di Meisner, Stanislavskij, Cechov e Strasberg e aver studiato negli stessi corsi che hanno lanciato Tom Hardy, Michael Fassbender, Colin Firth e Emilia Clarke, Hollywood gli fa (un po') meno paura. Perché sa che dalla sua parte ha l'inglese fluente (sua prima lingua), una fidanzata bellissima che non ha niente da invidiare alle veline, e una famiglia allargata unitissima. Iñarritu, Von Trier, o Nolan sono i suoi registi preferiti, ma per iniziare anche un remake di Yuppies non sarebbe affatto male.

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Monte Carlo Film Festival 2018

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