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Il film di sole donne che ha convinto Anne Hathaway a tornare sul set

Dopo la maternità l'attrice ha detto basta ai biberon e recita in Ocean’s 8, con un cast quasi tutto al femminile, al fianco di Sandra Bullock e Rihanna: "Finalmente la parità comincia a essere considerata normale in tutti i settori"

Getty Images

Non fatevi ingannare dagli occhi da cerbiatto, dall’andatura sinuosa da gatta (non è un caso se la sua Catwoman ne Il cavaliere oscuro di Christopher Nolan resta un’interpretazione memorabile), da quell’aria à la Katharine Hepburn che la rende impeccabile anche con indosso una T-shirt e un paio di jeans sfilacciati. Dentro ad Anne Hathaway arde, come piace dire a lei, «una specie di fuoco purissimo». Così ama descrivere la sua impetuosa schiettezza, l’allergia a qualsiasi tipo di ipocrisia, l’irriducibile passione per il lavoro, per il figlio e il marito (l’attore e imprenditore Adam Shulman) e per le cause e i principi in cui crede.

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Anne Hathaway, 35 anni, è protagonista di Ocean’s 8, dal 26 luglio 2018 al cinema, sequel/spin off della celebre trilogia di Steven Soderbergh.
Getty Images

In più d’un’occasione non ha avuto remore ad attaccare il suo presidente, Donald Trump, una di queste all’indomani della sua elezione ai danni di Hillary Clinton. Una battaglia che per lei non è ancora persa: «I miei genitori erano attivisti (è nata a Brooklyn nel 1982, suo padre è un avvocato del lavoro e sua madre un’attrice, ndr). Mi hanno insegnato a combattere per i miei principi. Per questo a volte vengo fraintesa: forse parlo troppo e un po’ “di getto”», ammette. Lo stesso impegno che mette nelle sue scelte artistiche: hanno una decisa impronta femminista sia il remake di Due figli di..., che ha appena girato, che Barbie, film dedicato alla bambola-icona di Mattel, previsto per il 2020. Per non parlare dell’imminente Ocean’s 8 (da luglio 2018 al cinema), sequel/spin off della trilogia di Steven Soderbergh, con un cast quasi esclusivamente di donne (Sandra Bullock, Cate Blanchett, Rihanna, Helena Bonham Carter, Dakota Fanning, Katie Holmes, Kim Kardashian), che Hathaway ha presentato ad aprile al CinemaCon di Las Vegas, dove Gioia! l’ha incontrata.

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Anne Hathaway in una scena del film Ocean’s 8.
Courtesy photo

Una versione militante della saga di Ocean’s?

È un film interpretato da grandi artiste, interessanti per motivi diversi, e ci tengo a trovarmi in un gruppo tanto variegato ed entusiasmante. E poi chiariamo una cosa: tutte adoriamo gli uomini, il nascente movimento femminista non ha niente contro di loro, ma credo sia importante che le donne si prendano cura le une delle altre e che comincino a ricoprire posizioni di primo piano, anziché ritrovarsi sempre in un angolo.

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Boom. #Oceans8 in theatres June 2018.

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Si è trovata bene con loro sul set?

Certamente, s’è creata subito una certa “chimica” tra noi, sia sul set che fuori. Quando ho saputo che c’era anche Rihanna nel cast mi sono entusiasmata, mi capita spesso di ascoltare e canticchiare la sua musica. Posso rassicurare anche i più scettici e misogini: vi divertirete molto, ci sono scene esilaranti e altre veramente toste. Perfino la storia è avvincente, racconta di un clamoroso colpo durante il famoso Met Ball, a New York.

Il film giusto al momento giusto.

Sì, è proprio il momento perfetto per realizzare un film del genere: si parla tanto di movimenti al femminile: come mai prima d’ora, le donne sono protagoniste della scena pubblica. È importante vedere che si punta sulla parità in tutti i settori, finalmente comincia a essere considerata una pratica normale.

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Il cast femminile di Ocean’s 8.
Courtesy photo

Una volta ci facevano caso in pochi. Fu proprio lei, al Toronto Film Festival, durante le interviste per Colossal, a notare come le toccasse confrontarsi con un gruppo di cronisti prevalentemente maschile.

In tutti i settori penso tenda a manifestarsi questa prevalenza, da quello del cinema al giornalismo, stando a quello che vedo, fino alla politica e al mondo economico e digitale. Per questo è importante impegnarsi per ribaltare il sistema, per questo è cruciale che le donne si aiutino le une con le altre. A chi di noi non è mai capitato di inciampare in un atteggiamento maschile intimidatorio, soprattutti ai vertici di ogni ambiente lavorativo?

Nel corso di un’intervista in diretta, il giornalista Matt Lauer, ora rimosso per abusi sessuali, l’ha sbeffeggiata per una foto rubata da un paparazzo in un momento in cui per errore le si sollevava la gonna. Lei riuscì a metterlo al suo posto in modo esemplare.

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Purtroppo uomini del genere, potenti e arroganti, hanno influenzato la cultura e il pensiero collettivo per anni, facendo presa addirittura tra noi donne. Ora, per fortuna, le cose stanno cambiando.

Complimenti comunque per la grinta: non a caso è stata eletta ambasciatore di buona volontà per le donne dalle Nazioni Unite.

Dopo la nascita di mio figlio, nel 2016, mi sono resa conto che dovevo fare di più. La maternità acuisce il senso di responsabilità e le speranze per un futuro migliore. Per conquistarcelo è necessario darsi da fare: aiutando le persone più povere e meno fortunate di noi, ma anche le donne normali, quelle che lavorano e che, per trovare un equilibrio tra casa e lavoro, hanno bisogno del sostegno delle istituzioni politiche e aziendali. Non certo di essere penalizzate perché hanno messo al mondo un figlio.

Lei, da mamma, l’ha trovato questo equilibrio?

Sono diventata più veloce in tutto, anche perché ho cambiato l’ordine delle mie priorità, mi sono resa conto che se la mia carriera è importante, mio figlio lo è ancora di più. Infatti corro da lui appena posso.

Anne Hathaway al Met Ball 2018, con il marito Adam Shulman (a sinistra) e Pier Paolo Piccioli.
Getty Images
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In uno dei suoi prossimi film, Serenity, sarà una donna molto sofisticata che ammalia il capitano di una nave da pesca ai Caraibi (Matthew McConaughey, ndr). Anche sui red carpet appare sempre impeccabile ed elegante. Ma alla fine ciò che colpisce di lei è la semplicità.

Mi piace mostrarmi per quella che sono. Non sono mai stata tanto brava a mentire, a parte quando recito, quindi perché non rilassarmi e rinunciare agli schermi? Certo, poi, come ogni donna, adoro indossare bei vestiti. Ho imparato ad amare la moda sul set di Il diavolo veste Prada, dove ho compreso le dinamiche complesse di questo universo dorato. Capita altrettanto spesso, però, che mi senta in colpa quando penso a quanto possa essere costato un capo che indosso, quando c’è tanta gente al mondo che muore di fame. Per questo cerco il più possibile di impegnarmi nelle cause in cui credo e di aiutare gli altri.

Negli ultimi anni si è dedicata sempre più anche al cinema indipendente.

Ci tengo a scegliere progetti coraggiosi, perché sono convinta che pure quelli più eccentrici, spesso criticati, abbiano una loro voce originale, e soprattutto tanto coraggio. Molti film indipendenti affrontano con intensità temi difficili di cui nessuno vuole parlare, mettono in discussione le nostre nozioni di bene e male, indagano tra mille sfumature di grigio. Come attrice e artista impegnata, sono convinta sia una mia responsabilità etica collaborare con opere che stimolino la riflessione. Allo stesso modo, se devo prendere una decisione, mi lascio condurre dalle emozioni, dall’istinto. Quando si segue la strada del cuore, ne sono certa, non si sbaglia mai.

Il trailer di Ocean's 8

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