Tutto quello che non ha mai avuto senso della morte della principessa Diana

Sono passati 20 anni ma le domande senza risposta sono ancora tante

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Harry sta per sposare la sua Meghan. William ha appena abbracciato il suo terzo figlio. Ne sono successe di cose da quel 31 agosto 1997 che ha irrimediabilmente sconvolto la loro esistenza. Sono passati più di 20 anni dalla morte di Lady Diana ma farsene una ragione sembra impossibile. Tanti i segreti, le incongruenze, le discrepanze sospette di quello successo quella infausta notte d'estate nel Tunnel de l'Alma. Domande che, a distanza di due decenni, non trovano una degna risposta. Nickiswift.com ha provato a riassumere in nove punti le più grandi contraddizioni della tragica morte della Principessa del Popolo. Dubbi che non sono ancora stati fugati. Le teorie cospirative si sprecano, perché per molti, Mohamed al-Fayed in primis, le circostanze dell'inaspettata scomparsa di Lady Diana sono circondate da un alone di mistero. Se per la famiglia reale si è trattato semplicemente di un incidente, non sono pochi gli indizi che fanno pensare a un complotto. C'è stato un insabbiamento delle prove forensi? Si sta cercando a tutti costi un colpevole anche quando non c'è? Il rapporto tra Diana e Dodi era davvero così pericoloso per la Monarchia?

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Dopo aver trascorso la maggior parte dell'estate del 1997 nel sud della Francia, il 30 agosto Lady Diana e Dodi Al Fayed arrivano a Parigi, all'hotel Ritz, ma a causa della presenza dei numerosi paparazzi, decidono di trasferirsi nell'appartamento parigino di lui, dove non arriveranno mai. Ma cos'è successo davvero quella notte?

1. La Principessa Diana pensava da tempo di essere in pericolo. Lo aveva scritto in una lettera al suo maggiordomo Paul Burrell, definito come «l'unico uomo di cui mi possa fidare». Nella missiva, Lady D parla apertamente di un sinistro complotto per ucciderla, ipotizzando un incidente stradale «al fine di rendere più facile il matrimonio di Carlo con Camilla ». Dieci mesi dopo, la sua premonizione, purtroppo, si è avverata. Semplice paranoia?

2. L'autista Hanry Paul, da 10 anni al servizio della famiglia Al Fayed, e capo della sicurezza dell'hotel Ritz a Parigi, è al volante dell'auto con a bordo Lady Diana e Dodi Al Fayed e che si schianta sotto il Pont de l'Alma contro il 13esimo pilone. Guida in stato di ebrezza, dicono le autorità francesi, con un tasso alcolico di 6 volte superiore alla soglia consentita. Ma i campioni di sangue sono spariti. Possibile che nessuno si fosse accorto del suo stato e gli abbia permesso di sedersi alla guida della Mercedes?

3. Dall'hotel Ritz al Pont ci sono 10 telecamere ma quella notte nessuna era in funzione. Le telecamere poste sotto il ponte dell'Alma hanno smesso di funzionare alle 23 del giorno prima. Pura coincidenza?

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4. Documenti governativi (ottenuti in base al Freedom of Information Act), hanno rivelato che il veicolo su cui Diana e Dodi sono saliti in quella fatidica notte è stato sostituito all'ultimo minuto. Secondo una nota inclusa nei documenti, infatti, la loro auto all'ultimo minuto «non è riuscita a partire e quindi sono entrati in un'altra auto vicina guidata da un autista del Ritz». Si è trattato di un atto di sabotaggio per reindirizzare la Principessa del Galles e al-Fayed nella sfortunata Mercedes?

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5. La scena del crimine non è mai stata delimitata e confinata, così tutti, fotografi, turisti e curiosi, fin dall'inizio hanno avuto la possibilità di andare direttamente sul luogo e contaminare le prove. Le autorità, appena estratti corpi hanno subito ripulito il sito boicottando di fatto le indagini.

6. Diana non è stata portata al più vicino ospedale militare già allertato (a solo un chilometro di distanza) ma al Pitie Salpetriere che si trova a 25 minuti dal luogo dell'incidente. Ma il viaggio dell'ambulanza durò in totale 94 minuti. Perché non è stata trasportata in elisoccorso?

7. Il decesso di Diana è stato dichiarato alle 4 del mattino del 31 agosto del 1997 e nel giro di tre ore la Principessa era già stata imbalsamata impedendone ulteriori analisi postume. E questo senza che la famiglia Spencer avesse concesso l'autorizzazione.

8. La Fiat Uno bianca che ha speronato la Mercedes con a bordo Lady Diana facendola uscire di strada (scontro confermato dai campioni di vernice prelevati dalla macchina del Ritz) è stata per molto tempo cercata ma senza risultati. Ci sono voluti tre anni per ritrovare il fotografo James Andanson morto nella brughiera parigina. Il caso è stato archiviato come suicidio ma nessuna pistola fu ritrovata nella macchina dove fu rinvenuto il corpo.

9. Il conto in banca di Henri Paul non era proprio quello di un semplice autista del Ritz. Al momento della sua morte aveva circa 200.000 dollari diviso in 15 conti bancari e 1400 dollari in contanti in tasca. Mohamed al-Fayed ha sempre sostenuto che «i contanti mostrano che Paul era pagato dall'MI6 o da un altro servizio di sicurezza straniero».

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