Luca Argentero è davvero quello che sembra​ e incontrarlo è stata l'esperienza più sconvolgente della mia vita

Che poi finisce che potremmo (per me) diventare tranquillamente amici e allora lo shock è assicurato

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Getty Images

Luca Argentero oggi ha 40 anni, il che mi fa un po' impressione e non per l'età di per sé, ma perché nel 2003 mi sembrava grande mentre a vederlo adesso mi sembra che potremmo tranquillamente essere amici (e quanto tempo avrei perso nel caso?). Io Luca Argentero me lo ricordo bello, educato, di buona famiglia e pure scolarizzato (eccheccosè) farsi spazio tra i ragaziiiii del Grande Fratello numero 3. Poi non me lo ricordo più (per qualche manciata di attimi si intente), se non sul calendario appeso nella camera della mia migliore amica, maggio quell'anno fu davvero molto interessante. Quanto tornò nella mia vita era sempre bello, educato, di buona famiglia, scolarizzato ma, questa volta, era pure capace di recitare insomma un volto che da noto aveva tutte le carte in regola per diventare famoso. Oggi Luca Argentero è un uomo e famoso lo è per davvero. In mezzo ci ha messo film (l'ultimo Hotel Gagarin di Simone Spada al cinema dal prossimo 24 maggio ndr), alcune fidanzate ma nemmeno troppe (note, quantomeno), un matrimonio con Miryam Catania finito e un nuovo amore che promette bene e che fa della fidanzata Cristina Marino la toy girl (lei ha 27 anni ndr) più invidiata d'Italia. Ma chi è Luca Argentero? Uno che un sabato pomeriggio qualunque in centro a Torino è capace di far radunare decine di persone ma di restare umile (cit.). È successo all'inaugurazione della boutique di Stroili Oro, sì quella dove c'era anche Melissa Satta, ed è finita che nonostante espressione furbetta, sguardo intenso, barba curata, sorriso aperto e denti perfetti siano l'immagine base che si prefigura davanti agli occhi quando si pensa a Luca Argentero, da 15 anni a questa parte, quando te li trovi davanti tutti insieme, e in carne e ossa, fa un certo effetto. Perché Luca Argentero è così per davvero. Auch.

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Courtesy photo

I gioielli per un uomo assumono molto spesso un valore simbolico oltre che estetico...

Direi che in effetti è così, almeno per me. Quelli che indosso solitamente sono ricordi di viaggio, oggetti preziosi che mi sono stati regalati o ho ereditato da mio papà e da mio nonno. Non sono solo orpelli ornamentali hanno un valore diverso. Certo, per una donna è diverso. Rispetto a un uomo, voi avete una facilità nel poter indossare un gioiello nella vita di tutti i giorni che da a questo una valenza necessariamente diversa.

Li regali spesso?
Mi è capitato, sì. Insieme a tante altre cose però devo dire... mi piace variare.

Un diamante è per sempre?
Direi che un diamante fa piacere, e stop. Se regali una bella pietra, che sia un bel diamante o altro, sei sicuro che non passerà inosservato. In fondo il valore che si da a un oggetto, seppur universalmente simbolico, è del tutto personale ma una pietra preziosa è preziosa a prescindere da tutto.

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40 anni, te li aspettavi così da ragazzino?
Speravo sarebbe andata così, anzi, a dir la verità non osavo sperare che sarebbe andata così bene come invece è stato. Sono molto felice dei miei 40 anni.

Beh bello, affascinante, una carriera strabiliante e sei pure riuscito a scrollarti di dosso "quello del Grande Fratello"...
Ma sai sono passati anche 15 anni. I ragazzi più giovani che vanno al cinema oggi non lo sanno nemmeno, il pubblico per fortuna o meno ha una capacità di rigenerarsi e alternarsi in maniera molto veloce. C'è chi rimarrà per sempre quella cosa lì io sono andato avanti, tutto qui, anche se continuo a ricordarmelo con grande affetto.

Pensi che internet, i social, youtube possano essere considerati il Grande Fratello degli inizi...

Oggi devo dirti che non so cosa sia diventato il Grande Fratello, leggo solo di grandi polemiche, all'epoca però quando l'ho fatto io era principalmente un esperimento sociale, televisivo ma sociale. I social invece per me sono e rimangono uno strumento di comunicazione. Sono cambiate tante cose in 15 anni credo non si possa fare un paragone.

Nel frattempo, sei diventato grande e famoso ma da Torino non ti sposti, cosa significa per te vivere in questa città?

Sono tornato a Torino a dir la verità. Dopo essere migrato, come tutti quelli che fanno il mio lavoro, per 10 anni a Roma sono tornato con grande piacere perché è la mia città e noi italiani in fondo siamo molto fatti così: è difficile portarci via da casa, dai nostri legami, dalla nostra famiglia, dagli amici, siamo meno disposti, rispetto ad esempio agli americani o ai nord europei, a stravolgere la nostra vita. E quindi sì, sono tornato all'ovile, che poi per me significa stare 200 giorni l'anno da altre parti ma alla fine tornare sempre a casa.

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Voglia di stabilità nella vita e continuo cambiamento (e impersonificazione) nel lavoro... come convivono queste due anime?

Beh, è il vero divertimento del mio lavoro. Provare a immaginare una nuova versione di te è lo spirito spesso di fare il lavoro dell'attore... non potrei farne a meno.

Che poi tu sei anche molto altro, non ti tiri indietro mi sembra, hai anche fondato 1Caffè (Onlus che si occupa di promuovere e raccolta fondi, al prezzo di un caffè, a favore di coloro che agiscono in campo sociale, assistenziale e culturale ndr) quando ancora il caffè sospeso non era così diffuso e in voga come oggi...

Mi fa sempre piacere parlarne. Per noi, siamo un gruppo di amici che lavorano a questo progetto con grande passione da 6 anni quindi uso orgogliosamente il plurale, 1Caffè significa rendere la solidarietà un gesto quotidiano. L'Italia ha dimostrato in tantissime occasioni di essere un Paese estremamente solidale, semplicemente quello a cui ambiamo è rendere la solidarietà un gesto quasi comune, come prendere un caffè appunto. È un modo nuovo di iniziare la giornata e se tutti i giorni per davvero iniziassimo con una buona azione sono convito che tutto prenderebbe una piega migliore.

Fra poco nelle sale con un nuovo film, perché dovremmo andare a vederlo?

Hotel Gagarin è un'avventura pazzesca. Sarei davvero contento di riuscire a portare al cinema tante persone a vederlo, nonostante esca il 24 maggio ovvero all'inizio di un periodo dell'anno in cui si preferisce fare altro rispetto a rinchiudersi in una sala cinematografica. Ma è stato talmente incredibile, estremo e bello girarlo che davvero questa volta, più di altre, credo sia un'occasione imperdibile.

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