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L'erede di Luca Tommassini a X Factor? Simone Ferrari, 30 anni e (pare) genio assoluto

Dopo l'approdo del BFF di Madonna alla corte di Queen Mary, Sky avrebbe già trovato il suo degno sostituto

Getty Images

Luca Tommassini è una testa di serie. Sostituire una testa di serie è un bel grattacapo. Ma Sky potrebbe avere un asso nella manica, perché X Factor è X Factor (o era Sanremo?). E se Alessandro Cattelan è confermatissimo, come Fedez (Hollywood permettendo) e Mara Maionchi, per il resto della giuria è tutt'altra storia. Dopo l'addio ufficiale di Levante e quello vicino di Manuel Agnelli (appagato dal lancio dei Maneskin e deciso a tornare alle sue origini indie), ancora non si sa chi si siederà dietro al bancone più social del piccolo schermo. E il nuovo direttore artistico dopo il forfait di Luca Tommassini? Mentre il BFF di Madonna si trova a discutere con la Celentano e a strizzare l'occhio a Heater Parisi ad Amici, Simone Ferrari starebbe già prendendo le misure della X Factor Arena. Secondo Dagospia, sarebbe proprio lui il prescelto per portare estro e energia nel talent dei talent. 30 anni born in Milano e una cv pronto a zittire tutti quelli che usano a sproposito i termini bamboccioni o choosy.

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Dopo una serie di esperienze in Italia, Canada e Stati Uniti, Simone è approdato all’agenzia di Marco Balich, l’uomo dietro alle regie delle cerimonie olimpiche, tanto per capirci. Da Torino 2006 a Rio 2016, passando per Sochi 2014, Balich è stato anche il direttore artistico del Padiglione Italia all’Expo di Milano del 2015 (sua è l’idea dell’Albero della vita e del suo spettacolo di luci e suoni). Un fuoriclasse. Dal 2013, Simone Ferrari è il suo braccio destro, a capo del dipartimento creativo alla Balich Worldwide Shows. Proprio per questo ha avuto l'onore e l'onere di dirigere l'incredibile spettacolo di chiusura dei Giochi d’Asia ad Ashgabat dello scorso settembre in Turkmenistan. Uno show a cui lavorava giorno e notte da quattro anni. Una performance mastodontica per cui ha diretto duemila membri del cast, proprio nel giorno del suo 30esimo compleanno, diventando così il più giovane direttore artistico in Italia ad avere realizzato una cerimonia olimpica. Chapeau.

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«Ho un passato da batterista, ho trascorso anni a suonare tra il liceo e dopo. Ma a un certo punto non era più abbastanza, mi ero innamorato del physical theatre», ha raccontato a Wired. «Quello che noi facciamo è emozionare. E si sa che il linguaggio emotivo è uno dei più complessi». Per noi è .

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