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La felicità secondo Robert Doisneau, autore della fotografia d'amore più travolgente della storia

Robert Doisneau si prende gioco del tempo e ci svela il segreto della felicità, strappandogli istanti di tenerezza, gioia incontenibile e baci celebri

Le baiser de l'hôtel de ville, Paris 1950 © Atelier Robert Doisneau

Capita che un sorriso ne strappi un altro, che un bacio ne ispiri altri cento, perché la gioia e la vitalità altrui ci nutre. È contagiosa, anche quando non ne capiamo l'origine, la ragione o quell'alfabeto emotivo così travolgente e irresistibile. Forse è questo il segreto della felicità che Robert Doisneau sognava di ritrarre. Di sicuro è quello che ha reso il giovane ragazzo della periferia francese, uno dei fotografi umanisti più amati e celebrati da esperti del settore e appassionati di vita. Il protagonista della retrospettiva ospitata al Palazzo Del Duca di Senigallia con un vero inno a "le Temps Retrouvé"(fino al 2 settembre 2018).

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Cour carrée du Louvre, 1969
© Atelier Robert Doisneau ​​

Ad animare la mostra sono i preziosi istanti di vita strappati dal fotografo al flusso del quotidiano, prendendosi gioco del tempo, così effimero e sfuggente, ma mai della vera natura dell'umanità, scorta in ogni angolo di strada, bistrot, fabbrica o viale de la ville lumiere. Quel tempo ingannato da Doisneau, scioccando baci alle emozioni eterne. Anche quando, sedotto da un breve istante d'amore, chiede a una coppia di amanti di replicarlo davanti al suo obiettivo, cogliendo quello che ha reso celebre "Le baiser del’Hotel de ville". Fotografando le emozioni che lo animano, le strappa al tempo. Così avaro di repliche solo con chi non sa prendersele.

Baiser Blotto, Paris 1950
© Atelier Robert Doisneau ​
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Café noir et blanc, Joinville le pont 1948
© Atelier Robert Doisneau ​​
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"Quello che cercavo di mostrare era un mondo dove mi sarei sentito bene, dove le persone sarebbero state gentili, dove avrei trovato la tenerezza che speravo di ricevere. Le mie foto erano come una prova che questo mondo può esistere" l'affermazione del fotografo è eloquente (raccolta anche nelle 540 pagine del volume Robert Doisneau 1912-1994 di Jean Claude Gautrand, edito da Taschen). Spinto dalla sua inguaribile curiosità, con la destrezza di un cacciatore di farfalle e la disobbedienza necessaria ad aprirsi alla meraviglia, Doisneau ha dimostrato che il suo mondo può esistere.

Children Doing A Headstand, Rue Des Peupliers, Paris 13th District 1934
© Atelier Robert Doisneau​​
Femme
© Atelier Robert Doisneau ​​
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Quello che riesce a mostrare, fotografando i giochi spontanei dei bambini e l'eleganza naturale delle operaie in fabbrica, lo stile dei vagabondi e la moda che sfila in strada (ben prima di altri), è molto più dell'istante decisivo del quotidiano. È quanto sottrae al tempo, con la joie de vivre incontenibile, con l'amore che satura l'aria, la felicità a portata di mano. Quella di ognuno di noi, in tutti i mondi ideali che possiamo rendere reali. "Certi giorni basta il semplice fatto di esistere per essere felici. Ci si sente leggeri leggeri, ci si sente fatalmente ricchi che viene voglia di condividere con qualcuno una gioia troppo grande. Il ricordo di quei momenti è il mio bene più prezioso. Forse perché sono così rari. Un centesimo di secondo qui , un altro là, sommati insieme non saranno che due o tre secondi rubati all’eternità." (sempre Robert Doisneau 1912-1994, Taschen).

L’information scolaire (largeur) Paris 1956
© Atelier Robert Doisneau ​
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Amour et barbelés
© Atelier Robert Doisneau ​​

Una preziosa eredità, esposta con cinquanta degli scatti più iconici del fotografo e tutta la modernità del suo talento. Capace di cogliere e mettere in scena attimi di quotidiano strappati al tempo, anticipando tendenze ereditate della fotografia di moda e pubblicitaria contemporanea. Tutto questo nella bella stagione delle Marche di Mario Giacomelli e il Gruppo Misa, sensibile al valore della fotografia più audace e visionaria, con la complicità dell'Atelier Robert Doisneau e della ONO artec ontemporanea di Bologna. Ad arricchire la visione, saranno anche due diversi documentari. Il recente "Robert Doisneau - La lente delle meraviglie", diretto dalla nipote del fotografo, insieme al raro "Paris Doisneau" del 1993.

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Jacques Prévert au guéridon 1955
© Atelier Robert Doisneau ​​
Les pains de Picasso, Vallauris 1952
© Atelier Robert Doisneau ​
Autoportrait Villejuif, 1949
© Atelier Robert Doisneau ​​
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