Fenomeno Måmmeskin, donne over 40 groupie sfegatate dei Måneskin (e, manco a dirlo, di Damiano)

I Måneskin dopo XFactor fanno sold out e hanno fan che potrebbero essere loro mamme che li amano, anzi adorano, e scoprirlo è stato illuminante

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Chi sono i Måneskin? Dei fenomeni o, quanto meno, un fenomeno. Gruppo rivelazione di X-Factor 2017 ci hanno messo meno di 10 secondi di strimpellamento per convincere tutti, Manuel Agnelli per primo, che avevano talento da vendere. Acerbo forse ma cristallino, soprattutto lui, Damiano, il cantante dei Måneskin. Giovani, giovanissimi il più vecchio è proprio il front man che finito il talent ha compiuto 19 anni, gli altri, minorenni ma con una faccia e uno statement da gente che non si fa impaurire. Poi succede che X-Factor 6 lo ha vinto Lorenzo Licitra - ovvio, la finale in chiaro ha richiamato a sé il pubblico over della TV che, ai 4 coatti romani aspiranti rocker e navigati ragazzini, ha preferito il giovane vecchio così rassicurante da essere un possibile vincitore di Sanremo 2019. Siamo sicuri? Nì visto che a rendere sold out tutte le date del tour dei Måneskin ci hanno pensato i ragazzini (vero) ma anche e soprattutto le mamme, tante, sempre presenti.

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Le mamme ai concerti dei Måneskin? È pieno. Hanno addirittura un fan club su Facebook e qui ci incuriosiamo. Pensiamo immediatamente a gruppo d'ascolto per 30enni, 40enni, 50enni-e-oltre che, costrette ad accompagnare figli e nipoti ai concerti dei loro beniamini, si uniscono per farsi forza. E invece no. Lo intuiamo leggendo la mission del gruppo «Fan club per chi non è più una ragazzina ma è pazza per questi splendidi ragazzi. Le zie dei Maneskin. See see see», e ne abbiamo la conferma parlando con Angela, una delle fondatrici: «Io e l'altra amministratrice Stefania ci siamo conosciute su un altro gruppo sempre dei Måneskin, avevamo idee molto simili e ci siamo trovate perfettamente in sintonia! Volevamo creare un fan club per gente "adulta" non necessariamente "mamma"». Quindi fateci capire, le Måmmeskin sono groupie? Ebbene sì. Le 600 e oltre iscritte al gruppo chiuso, «non ci importa molto la "quantità" ma la "qualità" degli iscritti», provengono da tutta Italia e sono tutt'altro che costrette ad accompagnare figli e nipoti ai concerti dei Måneskin. Le Måmmeskin non è un fan club per mamme, papà, genitore 1 e 2. Le Måmmeskin sono un fan club per scatenate che se ne fregano (ammesso che ci sia) di quello che è giusto o sbagliato e rivendicano il diritto di essere e venerare chi gli piace a loro e, nella fattispecie, Damiano (David) dei Måneskin sembra proprio essere il tipo giusto da venerare.

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Se vi state chiedendo se ai componenti dei Måneskin, Damiano, Victoria, Thomas ed Ethan, che in 4 fanno 70 anni scarsi, faccia strano avere fan che potrebbero essere loro mamme (o quanto meno zie), la risposta è no, anzi, ne vanno orgogliosi. Soprattutto lui, Damiano che con la sua fisicità ci ha giocato dal primo momento e che dalla prima audition di X-Factor ha messo subito in chiaro di non essere timido e di sapere benissimo dove volere andare. «Le milf, le milfone. Ti dà soddisfazione piacere non solo alla coetanea, ma pure alla mamma, che s’è vista i veri concerti rock, i Rolling Stones, e ora vede noi, si sente una quindicenne e fa sì con la testa in segno di approvazione», ha raccontato in una recente intervista al Corriere della Sera. Come da copione per uno che su Instagram (360mila follower) ha come nickname «YKAAAR che è come Icaro, ma io non cadrò», e il cerchio si chiude.

Le Måmmeskin li seguono ai concerti, fanno raduni con tanto di pigiama party, fantasticano su Damiano toyboy ma poi alla fine nel backstage gli portano regali e cose da mangiare. «Organizziamo sempre anche tanti bei regalini per la band consegnate in backstage o agli hotel insomma li viziamo un po' e li prendiamo per la gola!» ci racconta Angela che ha preso a cuore talmente tanto questo gruppo che per lei è diventato un secondo lavoro fatto di una ricerca continua di news, foto, articoli e video dei concerti da postare e condividere. «Le rubriche con più successo sono "le perle di Twitter" che sono una sorta di raccolta di commenti comici che si trovano sul web e le rubriche di moda dove cerchiamo i dress code dei ragazzi con cura maniacale! (Anche copie a prezzo più accessibile per i comuni mortali)». Angela ci parla di amicizie bellissime nate semplicemente chiacchierando della loro passione comune, poco importa che sia per ragazzini che potrebbero essere loro figli, ma anche di impegno: c'è sempre un gruppo di Måmmeskin ai concerti e c'è un ragazzo del loro staff che li segue praticamente per tutto il tour per produrre contenuti ad hoc. Nel fan club vige un clima simpatico ma non chiamatele tardone e/o aspiranti cougar e non giudicatele per la loro passione, perché da fan scatenate diventano iene. «Li adoriamo questi piccoli Rocker ❤️». Stop.

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Chi sono i Måneskin o forse meglio cosa sono i Måneskin? Un gruppo che crea canzoni tormentone che si incesellano nella memoria al primo ascolto (sentire l'ultimo singolo Morirò da re, per credere)? Una rock band per ragazzini in erba? Un cantante coatto ma bono che riesce ad attirare l'attenzione e quindi a fare notizia? Ce lo chiediamo noi certo, ma se lo sono ovviamente chiesto anche discografici e addetti ai lavori che, non appena hanno capito il giro del fumo, hanno incominciato a svestire Damiano, lo hanno messo sui tacchi e lo hanno fatto ballare attaccato a un palo. Semplice show? Forse. Talento? Certo. Morale? Non hanno vinto il talent ma i ragazzini ai loro concerti ci sono, ma non sono soli.

Måneskin fenomeno, Måneskin fenomenali. Chi sono i Måneskin lo capiamo proprio analizzando come hanno fatto a stregare una generazione di donne che credevano di aver esaurito la loro dose di pazzia adolescenziale (con tanto di bollori) aspettando i Backstreet Boys fuori dagli hotel, seguendo i Duran Duran o sgattaiolando nel backstage degli Spandau Ballet. E invece.

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Maurizia, 55 anni, Varese. La mia passione per i Måneskin è iniziata il giorno in cui, distrattamente durante il pranzo, la voce di Damiano ruppe il silenzio intonando Beggin. Alzai la testa di scatto, anche da tutta la negatività che in quel periodo mi avvolgeva, e purtroppo ancora mi avvolge: la depressione del mio compagno. La voce di quel bellissimo ragazzo e la musica che lo accompagnava furono un'ancora di salvezza, lo capii immediatamente. L'energia sprigionata da quegli sconosciuti ragazzi mi contagiò e scovai in me la forza per affrontare quei giorni infernali. Da allora son passati 4 mesi. Sto seguendo la carriera dei Måneskin passo dopo passo e mi sono inserita in un gruppo di donne fantastiche che mi aiutano ogni giorno a essere positiva e speranzosa. Ho avuto la felicità di conoscerle, dopo il contatto virtuale di Facebook, l'11 marzo a Nonantola, dove ci siamo date appuntamento per il concerto dei Måneskin. È stato come essere amiche da sempre, senza giudizi o compromessi. Una "sorellanza" che spero continui come la carriera dei Måneskin. Con la nuova canzone e il nuovo video Morirò da re, Damiano e i suoi compagni stanno lanciando un appello al coraggio che tutti dovremmo trovare per la realizzazione della libertà personale. Sento che le Måmmeskin (non tutte abbiamo figli, ma senz'altro tutte siamo "mamme" per la capacità di accogliere e amare), lo hanno appreso pienamente e sono fiera di essere una di loro.

Cinzia, 46 anni, Alessandria. La mia è una storia particolare, sono un medico e lavoro all'ospedale pediatrico di Alessandria nel reparto dei bambini terminali oncologici. Negli scorsi mesi i bambini ricoverati hanno cominciato a vedere nei Måneskin degli idoli, dei supereroi. Una loro canzone valeva più di una medicina. Ne ho parlato con i genitori e, d'accordo con tutta l'équipe medica, abbiamo incominciato ad assecondare questa loro passione facendo collette per comprare ai ragazzi il cd e successivamente accompagnando, coloro che erano in grado di uscire dall'ospedale, ai concerti o ai firma copie. In questi mesi molti di loro ci hanno lasciato ma io e i miei colleghi continuiamo a viaggiare realizzando il loro sogno di incontrarli. A Genova ci siamo attrezzati per portare bambini in sedia a rotelle e un bimbo che aveva ancora poco da vivere. In questo periodo noi medici abbiamo imparato ad amare i Måneskin come se fossero nostri colleghi che danno gioia e sorrisi a chi non ha più nulla.

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Alejandra Arana, 59 anni, Argentina. Quando ho visto per la prima volta i Måneskin é stata un'esplosione di ricordi, di momenti che hanno fatto la storia della mia vita. Giorno per giorno scopro che non sono solo un gruppo che fa rock, ma sono dei ragazzi con molta vita interiore, Ethan che legge Hess, Damiano che sa chi è Icaro, che tenta di imitarlo ma senza bruciarsi. Un gruppo che trasmette un messaggio che dice di perseguire i sogni, di essere se stessi, che siamo tutti uguali, di essere liberi, di apprezzarci e accettarci. Che non sono necessarie droghe o essere ubriachi per divertirsi. Ho conosciuto le Mammeskin persone belle, divertenti, libere con voglia di vivere e ridere. Credo che i Måneskin stiano rispondendo con ossigeno a un mondo che critica, giudica ed etichetta.

Erika, 45 anni, Roma. Sono sposata, ho due figli di 19 e 17 anni e sono una Mammeskin sfegatata. Conosco Damiano da quando era piccolo e giocava a basket con mio figlio, mai avrei pensato che quel ragazzino svelto, sicuro di sé e intraprendente avrebbe intrapreso la carriera d'artista trascinando me (neanche il suo amico!) in giro per l'Italia per vedere i suoi concerti. I miei figli ovviamente li seguono e li apprezzano ma mi guardano con imbarazzo e disapprovazione quando mi esalto per loro, però è più forte di me. Essere una Mammeskin è un orgoglio, un valore aggiunto. Molto spesso ci pendono per milf ma noi non siamo niente di tutto questo. Siamo mamme e come tali amiamo e proteggiamo i nostri ragazzi, siamo sempre attente ai loro bisogni e li sosteniamo come possiamo con messaggi e pensieri carini. Tra di noi c'è chi predilige Ethan, chi Vic, tante si fanno affascinare dal tremendissimo Damiano ma al di là della battuta spiritosa, in risposta a una sua provocazione, niente davvero niente di immorale. Nulla di volgare e traviato come si vuole far credere. Tra tutte le medicine che prendo per stare meglio, le Mammeskin sono la terapia migliore.

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Roberto, 55 anni, Varese. Nonantola, 11 marzo 2018 una data da ricordare con piacere. Un uragano chiamato Måneskin entra nella mia vita. Per curiosità riesco a trovare un biglietto per il concerto ma nulla lascia presagire quello che sta per accadermi. Rimango assolutamente travolto dalla musica e dalla naturalezza con cui questi ragazzi, quasi tutti minorenni, dominano il palco. Una volta che vedi un loro concerto non riesci più a fare a meno di poterli seguire nel loro tour e da qui parte la ricerca dei biglietti che mi porterà a incrociare la loro strada a Bologna, Parma, Roncade, Torino, Genova e Roma. La loro strada diventa la mia. A tutto questo aggiungi l’incontro con le Mammeskin che fin dal primo momento mi conquistano . È attrazione fatale dal primo minuto e mi accettano nel loro fan club e sono estasiato dalle persone che incontro che hanno la mia stessa passione. Con i miei video provo a trasmettere le emozioni che scaturiscono ai concerti a cui partecipo ma tutto acquista un sapore nuovo con la presenza delle altre Mammeskin, soprattutto se in transenna con me. La strada da percorrere insieme a questi ragazzi si preannuncia irta di difficoltà ma sono estremamente fiducioso nelle loro capacità. Intanto cresce l’attesa per il nuovo cd e per il nuovo tour (date quasi tutte prenotate!). In alto le mani, ci prenderemo tutto! Maneskin e Mammeskin!

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