Chi è Mélanie Astles la prima coraggiosissima donna pilota di volo acrobatico

Il volo acrobatico non è più un affare per soli uomini, Mélanie Astles rompe il clichè e gareggia per la coppa del mondo facendo del "mi fa volare" uno stile di vita

melanie astles pilota
Courtesy of Mélanie Astles / Red Bull Air Race

In un tempo di #metoo e femminismo 2.0 ci sono donne, oggi, che sanno essere le prime e sanno farlo con una classe e un talento senza eguali. È il caso di Mélanie Astles, francese classe 1982, che nella fattispecie è la prima donna pilota a concorrere per il titolo di campione del mondo di aeronautica di velocità. Mélanie Astles, pilota per vocazione e passione, ha portato concentrazione, forza e determinazione femminile in uno degli sport rimasti tutt'oggi a connotazione tipicamente maschile e oggi non è seconda a nessuno. Protagonista della Red Bull Air Race, la più importante competizione di aeronautica di velocità al mondo, campionato mondiale che ha preso il via lo scorso 2/3 febbraio ad Abu Dhabi, Mélanie Astles si sta preparando per il suo debutto in gara previsto per il 22/23 aprile a Cannes e noi l'abbiamo incontrata e abbiamo avuto la conferma che quando si tratta di coraggio (quello vero, quello che serve per le sfide che sembrano impossibili) le donne sono visionarie, le donne sono imbattibili.

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Courtesy of Red Bull Air Race

Quando ti sei avvicinata a questa disciplina? E come ci sei arrivata a fare la pilota, qual è il percorso a cui ti sei sottoposta?

Il mio amore per il volo e gli aerei risale alla prima infanzia. Hanno sempre suscitato in me un grande fascino poi a 6 o 7 anni ho assistito con mio padre a una dimostrazione di volo, seduta in cabina di pilotaggio, ed è stato folgorante. Il mio percorso tuttavia non è stato lineare e non ho seguito studi accademici per diventare pilota. Ho lasciato gli studi a 18 anni senza diplomarmi e ho iniziato a lavorare. Dopo aver racimolato i soldi necessari, ho preso le mie prime lezioni di volo a 21 anni (Mélanie Astles è nata il 30 maggio 1982, ndr). Nel 2006 ho preso la mia licenza di pilota privata (PPL) e con quella sono stata accettata in un campo di allenamento acrobatico. Nel 2007 le prime gare, poi sono arrivati i titoli e il resto è storia.

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Tecnica, concentrazione ma anche sforzo fisico. In cosa consiste la tua preparazione per affrontare una gara sia fisicamente sia a livello di stress?

Il mio è certamente uno sport molto faticoso, sia fisicamente sia mentalmente. Come tutti gli sportivi sto molto attenta a rispettare il mio corpo e ad ascoltare i suoi bisogni che poi si traduce in esercizio fisico, cibo sano, spazio per il relax e sonno regolare. Il mio allenamento quotidiano consiste in molte ore in palestra, un po' con il mio allenatore e un po' da sola. Corro regolarmente e vado in bicicletta. Nella mia routine dedico alcune ore anche ad attività con il mio mental coach, con il quale faccio esercizi di respirazione e visualizzazione, fondamentali per la mia disciplina, soprattutto in una competizione come la Red Bull Air Race. Gran parte delle gare di volo si svolgono nel cervello, il che spiega perché in pista, prima di salire sul velivolo, si vedano spesso i piloti che fanno strane danze, stiamo solo provando il percorso.

Cosa vedi e cosa pensi quando sei in volo?

Poco. Come ho detto è tutta una questione di tecnica e concentrazione. Prima di decollare visualizzo nella mia mente tutto quello che dovrò fare di lì a poco: le traiettorie, il percorso, quante volte dovrò respirare. Una volta in volo ho in testa solo quello, in quei minuti non c'è spazio per altro.

Courtesy of Red Bull Air Race
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Durante le gare e nella vita di tutti i giorni cosa significa per te essere donna? Quali solo le tue icone i tuoi modelli?

Quando sono entrata a far parte della Red Bull Air Race nel 2016 sono stata accolta con grande calore e, essendo la prima e unica donna della competizione ho attirato molto attenzione su di me. Sebbene sia lusinghiero sto molto attenta che questo avere gli occhi puntati da parte dei media e non solo non abbia ripercussioni sulla mia concentrazione. Il mio idolo nel RBAR è, naturalmente, Paul Bonhomme, 3 volte campione del mondo. Mi ha aiutato molto all'inizio, dandomi preziosi consigli oltre a un grande supporto. La mia ammirazione si estende naturalmente verso tutti i miei colleghi, guardarli esibirsi è sempre una grande emozione. Troppe per essere citate poi tutte le mie sister-pilots, pioniere dell'aviazione, grandi donne che hanno contribuito a rendere possibile a persone come me di realizzare il proprio sogno.

Alla Red Bull Air Race sarai circondata da uomini, come immagino sia sempre successo nella tua vita da atleta, cosa significa nella quotidianità e quali difficoltà hai dovuto affrontare per farti spazio in un ambiente come quello delle gare di volo?

Mi viene spesso chiesto come ci si sente ad essere una donna in uno sport dominato dagli uomini, e per questo ho avuto molto tempo per pensarci. Il 90% delle volte, non posso che rispondere che va tutto bene e non ci sono problemi. Come dico spesso, mi piace essere giudicata come pilota, non come donna pilota. È altrettanto vero che, a differenza degli sport puramente meccanici dove la differenza tra uomo e donna è inesistente, per affrontare le gare di volo ci vuole una preparazione fisica e una resistenza importanti. Insomma, per raggiungere certe prestazioni ed essere competitiva a me è toccato certamente allenarmi più dei miei colleghi maschi.

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Donna e pilota. Immagino che per te sia un connubio normale ma in uno sport così a connotazione maschile sei un'eccezione. Che significato ha per te rappresentare un'intera categoria che per di più si confronta senza differenze di genere?

Inutile negarlo. Non è facile per le donne imporsi in uno sport ad appannaggio maschile, per farlo hai bisogno di tanta personalità e un grande spirito d'adattamento. Il mondo dell'aviazione in Francia è quasi nella sua totalità maschile, pensa che sono solo il 7% le donne con la licenza da pilota. Insomma, è una strada in salita trovare il proprio spazio e farsi rispettare ma le soddisfazioni non mancano. Sono tantissime le giovani donne che mi seguono e sono davvero orgogliosa di poter essere anche un buon esempio e il mio messaggio per ognuna di loro è: "osa, segui il tuo istinto e se vuoi una cosa, anche se è difficile da raggiungere e trovi tanti ostacoli sulla tua strada, vai a prendertela. Determinazione, ambizione, passione, lavoro, queste sono alcune delle parole chiave che dovrebbero segnare il tuo percorso. E ricorda: sorridi!".

Courtesy of Red Bull Air Race
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