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Winona Ryder, miglior premiata protagonista

Sul palco dei SAG Awards con il cast di Stranger Things, l'attrice ha dimostrato come evitare di trasformare le cerimonie di premiazione in noiosi comizi

Winona Ryder, premiata con il cast del telefilm Stranger Things ai SAG Awards, è l'unica speranza che abbiamo di non trasformare ogni cerimonia di premiazione in un comizio.
Getty Images

Cara Winona,

sei la mia unica speranza.

Mai come quest'anno la stagione dei premi – in quanto manifestazione morale del mondo – si è rivelata complicata. La colpa è di Donald Trump, che non ha mai fatto niente per rendersi simpatico, e ciò non di meno comanda. La colpa è di Meryl Streep, che all'inizio dell'anno ha ricevuto il Golden Globe alla carriera, e con l'occasione si è espressa in veemente difesa dei tre «gruppi sociali più maltratti d'America»: Hollywood, la stampa e gli stranieri. (Te ne viene in mente almeno un'altra mezza dozzina? Sei la solita benaltrista).

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La colpa è di David Harbour – attore fin qui conosciuto come «quello che faceva lo sceriffo» in Stranger Things – che la settimana scorsa ai SAG ha accettato il premio collettivo al cast della serie. (A proposito, a nome della collettività mia coetanea: grazie per Stranger Things. Con un solo telefilm abbiamo potuto raccontare a figlie e nipoti tutto l'album di figurine degli anni Ottanta, e pure perché «Winona Ryder» è un nome da pronunciare con rispetto).

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Sul palco, eri in piedi lì vicino. E mentre lui si pericolava a offrire «rifugio per i diversi e per gli esclusi», e prometteva di dare la «caccia ai mostri» e persino «un pugno in faccia a chi cerca di colpire gli indifesi» – «Mi sono ispirato a Woody Goothrie quando ha scritto This land is your land», ha spiegato dopo, per mantenere il senso delle proporzioni – tu mettevi in scena il vasto campionario del ca* che ce ne fregava. Che cosa sta dicendo adesso questo? Non eravamo qui per festeggiare? Bisognerà starlo a sentire, che pazienza. E pure dimostrarsi solidali: ho lo sguardo abbastanza corrucciato? Ehi, però. Forse un po' ha ragione. I bulli sono il male: cacca, puzza. Hasta la victoria, amici. Siempre!

La trasformazione di serate frivole in comizi di gala è diventata un problema, Winona. Gli inglesi dei BAFTA sono così preoccupati che la BBC potrebbe decidere di tagliar via i discorsi più politici dal montaggio: quei pavidi trasmettono la cerimonia in differita (e non sono a conoscenza di un'invenzione chiamata internet). Ma gli Oscar, a fine mese, sono in diretta, e mica tutti hanno la competenza retorica di Meryl Streep. Il rischio è di finire con uno show avvincente come la Festa dell'Unità a Foligno, ma senza le salsicce. Per questo devi sacrificarti. Devi metterti fissa a un angolo del palco – magari ti portiamo uno sgabello – e per ogni vincitore garantire le faccette di commento in simultanea. Premio, discorso, reazione, finito. Possiamo farcela anche quest'anno, e magari persino ricordarci qualche film.

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