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Com'era moderna Mary Astor, e ciò che scriveva sui suoi diari bollenti lo dimostra

L'attrice degli anni 30 annotava tutti i propri tradimenti nei suoi diari - ora raccontati in un libro - e il marito li usò come arma di ricatto: anche lei non sapeva che nessun adulterio può essere davvero segreto (oggi una come lei darebbe il voto agli amanti su Facebook)

A me succede quando decido di mettere a posto (una delle decisioni più frequenti e più fragili che mi accada di prendere): dopo pochi minuti inevitabilmente vengo attratta da un vecchio giornale o da un libro che non ricordavo d'aver comprato e, invece di appoggiarlo da qualche parte e proseguire nelle mie mansioni di casalinghitudine, finisco seduta per terra a leggere. A Edward Sorel successe a metà degli anni 60. Doveva rifare i pavimenti nel suo nuovo appartamento, si mise a togliere le assi di legno, e sotto trovò uno strato di vecchissime prime pagine di tabloid con titoli irresistibili; letti oggi, non sembrano affatto di ottant'anni fa: «Le clamorose rivelazioni di Mary Astor terrorizzano i magnati del cinema». A quasi 88 anni, Sorel ha deciso di raccontare e illustrare la storia che, meno che quarantenne, lesse invece di rifare i pavimenti. I diari bollenti di Mary Astor (in Italia l'ha pubblicato Adelphi) dice già dal titolo che quel tabloid mentiva: la povera Mary (nome d'arte di Lucile Vasconcellos Langhanke, un nome che sembra più finto del nome finto) non aveva intenzione di rivelare niente, clamorosamente o meno. Si era limitata ad avere un marito stronzo che, quando si erano separati, aveva usato i suoi diari come arma di ricatto: se non mi lasci la bambina, li do ai giornali.

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La cover del libro I diari bollenti di Mary Astor (Adelphi).

Certo, su quei diari Mary annotava tutti i propri tradimenti. Certo, dava pure i voti agli amanti. Certo, non era un modello di virtù. Certo, un po' se l'era cercata, benedetta ragazza (una Mary di oggi probabilmente condividerebbe i propri segreti su Facebook, convinta che quei duemilatrecentoquarantatré intimi amici che la leggono non la tradiranno mai. Se c'è una cosa che non abbiamo imparato, da un secolo all'altro, è che un segreto raccontato anche a una sola persona non è più tale. In tal senso, nessun adulterio è segreto; lo sa anche l'amante, che hai tradito il marito: come fai a fidarti?).

Mary Astor con il marito.

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Se pensate che Mary, quello stronzo d'un marito, avrebbe potuto lasciarlo prima di cominciare a tradirlo, non state tenendo conto del più importante e letale dei dettagli: Franklyn era un mantenuto. Solo da una cosa derivano quasi tanti guai quanti dai segreti confidati a qualcuno: dai mariti che guadagnano meno delle mogli. C'è un misto di comodità e rancore che non può che finire in cronaca nera. Franklyn e Mary si detestano, ma lui non intende rinunciare al tenore di vita che lei gli garantisce. Siccome non abbiamo mai nevrosi originali ma solo coazioni a ripetere, Mary aveva avuto lo stesso rapporto malato coi genitori: anche lì c'erano voluti giudici e giornali perché il padre smettesse di prosciugare i guadagni della figlia per farsi, tra le altre cose, una piscina a forma di laguna. Il marito vendica il suocero, quando cede i diari della moglie alla stampa. Ma vendica innanzitutto se stesso: c'erano voti anche per lui, annotati nel diario la cui segretezza era stata violata. Le sue performance a letto: modeste. Le smanie da arrampicatore sociale: ridicole. E insopportabile il modo in cui spendeva quel che Mary guadagnava. Insomma: era un matrimonio qualunque, di ottant'anni fa o di oggi; di quelli che possono anche durare in eterno, se non si mette mai il disprezzo per iscritto, e se meschinità e tradimenti non diventano mai titoli di giornale.

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