Felicità è portare i pantaloni con l'elastico (che grande invenzione)

Se hai deciso che non te ne frega niente di farti guardare, tirarti a lucido è una cosa che non serve quasi mai

A un certo punto della vita sono diventata abbastanza grande da capire di cosa non m'importava, e la principale preoccupazione che ho cassato è la seduttività. Non che fossi mai stata un modello di mantenimento estetico: più il genere che mette la crema solo quando sente la pelle tirare (che cosa trasgressiva da dire su una rivista femminile). Ma da un certo punto in poi ho proprio mollato: non so quanto peso (i pantaloni con l'elastico, che grande invenzione); ho abbandonato nell'armadio le decine di scarpe col tacco (vuoi mettere la comodità di sciabattare in ballerine); il più delle volte neanche mi pettino.

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Non è che mi sia trasferita in una grotta senz'acqua corrente, eh: nell'armadio ho ancora bei vestiti (alcuni dei quali mi entrano persino), e in bagno un sacco di trucchi inutilizzati, e vicino casa un paio di posti di fiducia che mi facciano una messinpiega al volo; sono ancora in grado di tirarmi a lucido, se serve; il fatto è che, se hai deciso che non te ne frega niente di farti guardare, non serve quasi mai (a parte certe occasioni formali dove, per la stessa ragione, non ti va di arrivare in pigiama e pinza nei capelli: in quei casi sembrare la zia pazza ti fa risaltare più dell'essere in tiro).

Quando fecero il film dal suo L'amante, Marguerite Duras protestò: era un romanzo autobiografico - quale romanzo non lo è? - e l'attrice scelta per interpretare la scrittrice da piccola era troppo bella. "Se sei così bella puoi solo essere guardata, e mai guardare", disse. Essere guardata, per chi voglia osservare il mondo per raccontarlo, è un limite mica da poco. Non farsi bella dà una libertà inebriante.

Se sei un uomo fregartene di essere bello aumenta la tua figaggine

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"Non m'importa d'essere bella" è il massimo dell'indicibile, per una donna. Se sei Jack Nicholson e ti sborsi la pancia dai pantaloni, il fatto di fregartene aumenta la tua figaggine. Se sei una donna che scorge il proprio riflesso negli specchi della palestra mentre fa pilates - sudata, paonazza, lardosa, e con un cespuglio in testa - e constata «Ammazza che cesso», c'è sempre qualcuno che ritiene di doverti rassicurare (più che uscire di casa senza pettinarmi, che devo fare per rendere evidente che sono fin troppo sicura di me?); o, peggio, di darti consigli (care zelanti consigliere: volessi dimagrire, andrei a correre, invece di farmi tirare da macchinari costosi bruciando mezza caloria).

Il diario di Bridget Jones (2001).

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Ogni tanto all'uscita chiacchiero con una signora simpatica ma, poverina, ossessionata dalla forma fisica: passa le conversazioni a buttarmi lì informazioni non richieste su diete e simili. Perché sono una donna anch'io, e quindi devo avere le sue stesse fissazioni, no? È un po' come se io le consigliassi uno psicanalista per raggiungere la serenità necessaria a fregarsene delle cosce frolle, ma mica se ne rende conto.

I primi a credere al dovere delle donne d'essere attraenti sono i maschi

Chissà da chi è partita questa convinzione, se da noi o da loro, fatto sta che i primi a credere al dovere delle donne d'essere attraenti sono i maschi. Un cantante d'insuccesso ha commentato un mio recente articolo dicendo che io sono quella cui «nessuno la chiede». Eleganza e attinenza a parte, è interessante notare che il signore in questione non è esattamente il sosia di Alain Delon nel periodo Gattopardo. Ma può permettersi d'essere pelato, quattrocchi, e con la panza: è un uomo, lui. Il dovere della seduttività è cosa nostra, pare.

Foto di Frank Flores su Unsplash

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