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Heidi Klum, certi fidanzati è meglio perderli

Mollare un trentenne è sempre un'ottima idea: la modella ha lasciato Vito Schnabel e adesso devo cambiare strategia di accoppiamento, il mio consiglio è di guardare il film Le nostre anime di notte su Netflix

Dopo un'estate di pettegolezzi, Heidi Klum ha lasciato Vito Schnabel, e adesso devo cambiare strategia e smettere di cercare uomini che la facciano sentire giovane.
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Cara Heidi Klum, mollare un trentenne è sempre un'ottima idea.

Quando a giugno il tuo giovanotto in carica, quel Vito Schnabel di professione figlio d'arte – proprio nel senso che suo padre fa l'artista, e lui vive di rendita – è stato fotografato mentre «baciava una misteriosa bruna nella notte londinese» (al Daily Mail scrivono sempre come fosse un romanzo d'appendice), nessuno ha creduto davvero si trattasse di «erronea interpretazione di una situazione completamente innocente» (i traditori parlano sempre come ci fosse un avvocato). Ma tu sei una signora: col caldo non fai scenate. Al rientro hai diramato l'intenzione: «Ora è importante prendere una pausa per riflettere».

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Mentre rifletti, e quello si droga coi funghi ai concerti e posta su Instagram canzoni strappacuore (prima o poi bisognerà quantificare i danni che ha fatto Brad Pitt al senso del pudore), io ti consiglio di accendere la tv, e guardare Le nostre anime di notte su Netflix. È il film in cui Jane Fonda ha la frangetta bianca e le mani da ottantenne – ma i bicipiti soliti da étoile – e nella prima scena fa a Robert Redford la sua proposta indecente: «Vieni a dormire da me? Non è una cosa di sesso, è per passare la notte. Le notti sono il momento peggiore». Lui lì per lì è perplesso, o burbero, o prezioso, però il giorno dopo la richiama: l'alternativa è spettegolare (di morti) con gli altri (vecchi) del bar. Un trentenne (al netto delle parentesi) lo avrebbe preferito.

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Naturalmente poi una cosa di sesso la diventa. Un po' perché è comunque Robert Redford, e un po' perché non è che il sesso smetta di essere necessario. Come funzioni ancora non so, ma mi fido di AA Gill – è un giornalista, Heidi, che è morto prima di finire di spiegarci il mondo: da allora procediamo a tentoni – che una volta ha scritto: «Il sesso cambia. È meno atletico, più romantico, più intenso: un fatto straordinario. Non perché raro, ma perché è in quantità finita. Arriva un momento nella vita in cui smetti di contare in avanti, e inizia il conto alla rovescia. Non sono i giri che hai fatto: sono quelli che rimangono».

L'amore è un privilegio dei vecchi: ci si innamora prima solo per provare ad arrivarci già appaiati, ché mica tutte abbiamo il senso pratico di Jane Fonda, e «l'idea di dover passare per la seduzione – ci starà? Non ci starà? – è più raccapricciante che eccitante». Per questo a un certa età – i tuoi 44 anni sono una buona approssimazione – bisogna smettere di cercare quelli che ti fanno sentire giovane, e cominciare a portarsi a letto quelli che hanno un po' di vita da raccontare, prima di mettersi a dormire.

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