Cara Monica, la lagna è come l'amore: non si divide, si moltiplica

In un articolo Monica Lewinski esulta perché gli uomini nuovi come Brad Pitt o il principe Harry sono finalmente diventati profondi, affascinanti, vulnerabili, e financo femministi: ma siamo sicure che sia una vittoria?

Sostiene Monica Lewinski che gli uomini nuovi (come Brad Pitt o il principe Harry) sono finalmente diventati profondi, affascinanti, vulnerabili, e financo femministi: ma siamo sicure sia una vittoria?
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Cara Monica,

la lagna è come l'amore.

Non si divide, si moltiplica. Perciò capisco il sollievo del mal comune, ma non condivido il mezzo gaudio per l'improvvisa familiarità che certi famosi ostentano col crepacuore. Il principe Harry, Brad Pitt e Jay-Z sono – sostieni in un articolo su Vanity Fair – magnifici esemplari di una nuova genìa di maschi: «profondi, affascinanti, vulnerabili, financo femministi. Alleluia». Sei sicura? Voglio dire: non fosse il fratello figo di un erede al trono, Harry sarebbe un adulto grande e grosso che perennemente piange il ricordo della madre morta vent'anni fa: somiglia più alla mia idea di Norman Bates che di principe azzurro.

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Brad Pitt è in uno stato di forma miracoloso – il cielo lo conservi – ma frequentarlo per come si racconta deve essere uno sfinimento: quando non frigna di perduto amore va ai funerali degli amici suicidi, scolpisce, medita, e ascolta le canzoni di Frank Ocean come un distinto liceale friendzonato. E poi c'è quel tenerone di Jay-Z, certo. Il quale si è molto pentito di aver tradito Beyoncé, dopo che lei ha preso i suoi limoni e ne ha fatto Lemonade, e ha quindi deciso di rispondere con un disco a tono. Solo che, nonostante sia di fatto la pubblica autoflagellazione di un rapper che si credeva Dio, 4:44 è risultato decisamente meno rivoluzionario. La spiegazione è scientifica.

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Lo chiameremo: il teorema di Michael Phelps (immagino tu abbia presente: il nuotatore). In occasione della «Settimana dello squalo» – sì, esiste; no: non serve sapere il perché di tutte le cose – Discovery Channel ha annunciato una sfida a nuoto tra The Great White (il pesce) e The Great Gold (il campione olimpico). Per giorni i maschi del mondo hanno prestato scarsa attenzione al buon senso e invece si sono interrogati sui dettagli tecnici, tipo: come avrebbero fatto a garantire la sopravvivenza dell'umano? E soprattutto: come avrebbero convinto la bestia ad andare dritta per almeno 100 metri? Alterare la regolarità di una gara – una qualunque – è peccato mortale.

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Ma la risposta a tutte le domande, Monica, è sempre l'unica sensata: non c'era nessuno squalo. Micheal Phelps ha nuotato per 38 secondi da solo, mascherato da pesce, accanto a un effetto speciale a forma di squalo bianco che viaggiava alla velocità precedentemente calcolata degli squali bianchi. Quel che è più rilevante: nuotando da solo contro uno squalo inesistente, Michael Phelps è arrivato secondo. Gli uomini, pure i più allenati, sono così: qualunque sia l'impresa, l'intenzione è sempre assai più eroica del risultato.

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