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Milano Zucchero e Catrame, una città tutta per me

Il giorno di Sant'Ambrogio mi sono svegliato alle sette e sono uscito: giorno di festa, mattina presto, zero esseri umani e almeno per un po' la sensazione di vivere in una bolla spazio-temporale

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Matteo Maffucci

Canzone per leggere l'umore: We Are Nowhere and It's Now di Bright Eyes

Quando ero piccolo, viaggiare in macchina era una festa.

MI sistemavano dietro, ovviamente. Mia sorella accanto e sguardo fuori. Sempre. Un vero trip.

Ho sempre pensato che fosse una di quelle esperienze da non dover mai raccontare ad alta voce. I miei pensieri correvano assieme a quello che avevo intorno. A duemila. Quando arrivavamo a destinazione, di viaggi io ne avevo fatti dieci. Cento. Mille.

Il giorno di Sant'Ambrogio, lo scorso 7 dicembre, mi sono svegliato alle sette - cosa che per me è come ricevere una coltellata in pieno petto - e mi sono dato appuntamento con il mio amico Andrea, poco dopo, a piazza San Babila.

Giorno di festa, mattina presto. Un cielo azzurro che quasi inibiva e poi, il nulla. O meglio, zero esseri umani in circolazione. Una città intera a disposizione. Strade, vie, piazze. Tutto vuoto. Almeno per un po' la sensazione di vivere in una specie di bolla spazio-temporale.

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È incredibile come cambia aspetto una città mentre si riposa, o - come Milano - non è ancora accesa e pronta a correre. I profili dei palazzi sembrano venirti incontro, gli angoli si allungano, le finestre e i terrazzi si mettono in prima fila. Ti guardi intorno, tiri su gli occhi e finalmente vedi la città da un'altra prospettiva.

Matteo Maffucci

Il freddo che ci teneva svegli, le parole che allenavano la mente a riconquistare lucidità, un paio di pause caffè, e vai a camminare. Non so quanti chilometri abbiamo fatto, ma siamo andati avanti per ore.

La voglia non era di scoprire qualcosa di mai visto, ma di rileggere con altri occhi e un altro spirito, quello che già è parte della memoria di tutti i giorni.

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Un filtro che Instagram se lo sognerà per sempre!

Milano ha cambiato colore ogni dieci minuti e con lei noi abbiamo intensificato chiacchiere, aggiornamenti, idee, e tutte le teorie e tecniche di sopravvivenza al mondo. Bastava una luce particolare, l'altro giorno, una scritta sul muro o un portone di legno a far scattare le connessioni più spericolate, le fantasie più arzigogolate, le battutacce più cretine, ma divertenti. Da rifare. Una figata (con la "g").

Matteo Maffucci

Matteo Maffucci

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Matteo Maffucci

Non scattare delle cartoline era da pazzi, non fissare l'istante anche.

Mi sono regalato (e ringrazio Andrea, l'idea è stata sua) uno di quei viaggi in macchina che facevo da bimbo. Un pensiero per dove stavo, un altro per la persona con cui parlavo, e poi, uno solo per me. Chiaro, nitido, potente, di quelli che ti danno coraggio e stimoli.

Matteo Maffucci

Maurizio Zorat
Matteo Maffucci, cantante degli Zero Assoluto, lascia Roma per Milano: qui potete seguire (e commentare) le sue peripezie di expat.

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