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L’ipocrisia di Hollywood sul caso Roman Polanski che non piace nemmeno a Samantha Geimer

La moglie del regista, Emmanuelle Seigner, ha accusato l’Academy di essere ipocrita: prima lo ha premiato con l'Oscar per Il pianista nel 2002, 25 anni dopo l'accusa di stupro, poi nel 2018 ha finalmente preso posizione contro di lui e lo ha cacciato

roman polanski molestie
Getty Images

Può la legge adeguarsi alle mode? Certo che sì, in un vecchio libro che da piccole abbiamo letto più o meno tutte si raccontava di due condannati a morte: coloro che dovevano giustiziarli chiedevano alla folla di scegliere chi salvare, e la folla sceglieva Barabba; ben prima del televoto, la giustizia già teneva conto degli umori popolari. Erano perciò previste certe derive avvenute da quando i reati sessuali sono diventati una priorità a Hollywood; l’impressione era che si fosse passati dal far finta di niente di fronte a casi clamorosi al considerare gravissime infrazioni minime, ma si sa come funziona coi cambiamenti sociali: prima di attestarsi su un’accettabile normalità bisogna passare per gli estremi.

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Certo, quando in primavera l’Academy, l’organismo che presiede agli Oscar, ha cacciato Bill Cosby e Roman Polanski, la cosa è parsa bizzarra: finora dormivano? Polanski in particolare ha ricevuto un Oscar (per Il pianista) nel 2002, venticinque anni dopo la condanna per stupro. Non era esattamente un segreto, la sua fedina penale, eppure la rigorosissima morale dell’Academy non sembrava esserne ferita. A sottolineare la contraddizione, è arrivata Emmanuelle Seigner.

Roman Polanski con la moglie Emmanuelle Seigner.
Getty Images

In primavera l’Academy ha invitato 928 nuovi membri (perlopiù donne e persone di colore: parte del pacchetto etico, oltre alla fermezza sui reati sessuali, è sembrare meno un club per soli maschi bianchi), tra cui Seigner, che è sposata con Polanski dal 1989. La signora Polanski ha raccontato in una lettera al Journal du dimanche d’aver rifiutato, e di pensare che devono proprio considerarla «un’arrampicatrice» per credere voglia far parte d’un’istituzione così «insopportabilmente ipocrita» da cacciare suo marito dopo averlo premiato (poi le è scappata la mano e ha paragonato il tutto alle persecuzioni naziste).

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Roman Polanski, 84 anni.
Getty Images

Samantha Geimer, per il cui stupro Polanski fu condannato nel ’77, ha lodato il femminismo di Seigner. Rispetto alla storia di Barabba, gli schieramenti sono più fluidi, e l’esito molto meno prevedibile.

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