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Quei quarantenni (uomini) che chiamano ancora la mamma per la lavatrice...

Ricordate il film Big con Tom Hanks? Era un’antropologia degli adulti a venire, quelli cui sarebbe sembrato normale comportarsi da ragazzini anche a 40 anni

Jason Briscoe / Unsplash.com

E se i nostri guai non fossero cominciati con Carrie Bradshaw, la quarantenne che si comportava come un’adolescente interessata solo alle proprie cotte? Negli stessi giorni in cui Sex and the city compiva vent’anni, Big ne compiva trenta. Non Big il tizio di Carrie: Big il film. Quello in cui il dodicenne Joshua Baskin chiedeva alla macchinetta dei desideri d’un luna park di diventare grande, e il giorno dopo si risvegliava trentenne. All’epoca sembrò un filmetto scemo (uguale a uno italiano dell’anno prima, Da grande, in cui al posto di Tom Hanks c’era Renato Pozzetto), e invece era un’antropologia degli adulti a venire, quelli cui sarebbe sembrato normale comportarsi da ragazzini.

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Tom Hanks, a sinistra, in una scena del film Big.
Getty Images

Josh, in attesa di capire come tornare bambino, trova un lavoro da dirigente d’un’azienda di giocattoli. Ne capisce più di chiunque lì dentro, e per forza: era il loro cliente-tipo, fino a un attimo prima. Passano i mesi, Josh compie 13 anni e sta sempre più comodo nella sua vita di trentenne: si fa dare lo stipendio in spicci da usare alle macchinette dei videogiochi; arreda il suo appartamento con un flipper e un tappeto elastico; fa i gavettoni ai fattorini e va in monopattino in ufficio.

Jenny Hill / Unsplash.com
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Nel 1988 era un’iperbole, adesso sembra un qualunque quarantenne di quelli che conosciamo tutte, quelli con le magliette con le scritte e le felpe col cappuccio. I genitori pensano che Josh sia stato rapito, e lui dentro ha sempre 13 anni; quindi, quando ha mal di pancia, si finge un sondaggista e chiama a casa per sapere dal papà cosa prendano loro per il mal di pancia: a guardarla trent’anni dopo, non sembra una scena comica su un bambino costretto a vivere da adulto, ma la descrizione documentaristica di uno di quegli adulti che conosciamo, quelli che chiamano la mamma per sapere come fare la lavatrice. A un certo punto Josh confessa, alla manager che lo crede coetaneo e con cui ha avviato una storia nel suo corpo di adulto, «Ho 13 anni». Lei, proprio come faremmo noi nel 2018, risponde «E chi non li ha?».

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