Abbiamo aggiornato la nostra Informativa Privacy. Consulta il nuovo testo qui.

Gli zoccoli di mia madre, il coccobello, il cuore di panna: per me l'estate è un mare di bellissimi ricordi

E poi i profumi, le cicale che friniscono in pineta, i bagnini...

Getty Images

Per me l'estate è il frinire delle cicale alle due del pomeriggio quando passi in una pineta che porta al mare, il rumore degli zoccoli di mia madre, il jukebox che suona cento volte la stessa canzone e ancora ne vuoi, le partite a biliardino, la scarpinata che arriva alla spiaggia più bella togliendoti il fiato «ma ne valeva la pena», il barattolo della “marmellata” protezione zero che ti fa subito sentire nerissima, i vecchietti al bar di un paese del sud, i tuffi dal pattino, l’odore di ammoniaca dopo l’attacco di una medusa, lo sfrigolio delle zanzare che muoiono stecchite con una volée, l’omino del coccobello, la noia sotto l’ombrellone aspettando di fare il bagno, il segno dell’abbronzatura sotto la canotta del bagnino, il bombolone alla crema, i ragnetti di gomma per arrampicarsi sugli scogli, la maschera senza boccaglio il giorno dopo che l’hai comprata, i granchi vicino alla riva, le stelle cadenti la notte di San Lorenzo, il cuore di panna che avvia ufficialmente l’estate, la pelle che brucia al sole, l’odore di aloe e tiarè la sera dopo la doccia, i baci che sanno di sale, la foto di gruppo dell’ultimo giorno, lo struggimento lieve che senti ogni volta che la spiaggia si svuota, l’aereo con la scritta, lo struscio sulla battigia delle ragazze in tanga, le grida dei bambini, l’anguria sotto il gazebo, lo scialo sul materassino, la fila all’Autogrill, il forno sotto casa chiuso tutto il mese e la città deserta...

Pubblicità - Continua a leggere di seguito

Potrei continuare così all’infinito, sapendo che i miei ricordi s’intrecciano e confondono con quelli di ognuna di voi. È l’estate italiana. Il ferragosto infinito che inizia con la fine della scuola e si protrae indolente fino a metà settembre. Fa niente se si va al mare solo per 15 giorni, le ferie non sono solo materia da “smaltimento” in ufficio, sono uno state of mind. In nessun Paese al mondo si entra in modalità vacanze come da noi. Staccare è d’obbligo. Staccare col cervello e sentirsi lontani anche facendo i pendolari del weekend o ciondolando da un baretto all’altro. Del resto il Belpaese sembra progettato per renderci turisti sempre, turisti inside, pieno com’è di... tutto. Mare, montagne, arte, coste frastagliate. Un concentrato di meraviglie. Abbiamo provato a raccontarvele un po’ nel nuovo numero di Gioia! in edicola da giovedì 7 giugno, cercando di trasferirvi non solo la magia dei luoghi ma anche gli odori, i sapori, le emozioni. Le tracce di questa gigantesca memoria collettiva che fa del nostro Paese un posto unico al mondo, e della nostra estate un marchio di fabbrica come fosse un altro brand del made in Italy. Un posto e un’attitudine che, malgrado tutto, siamo felici di abitare. Fieri di essere quello che siamo: creativi, pasticcioni, astuti, appassionati, ottimisti, fantasiosi. I più bravi quando vogliamo. Amanti delle cose belle. Talmente poco ossequiosi delle regole, che anche questo numero ha fatto quel che voleva e non ne ha voluto sapere di rispettare l’impianto tradizionale. Portate pazienza. Siamo fatti così, siamo italiani.

Pubblicità - Continua a leggere di seguito
Altri da Firme