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Il talento purissimo di Anna Marchesini

Le sue cose sembravano scritte e recitate non ieri ma domani, poi un giorno muore e benedici YouTube che la rende immortale: cercate I promessi sposi trio, un classico più dell'originale,dice Guia Soncini nel suo ricordo dell'attrice

Getty Images

D'estate la tv saccheggia gli archivi, ed è allora che t'accorgi di quanto sia invecchiata male la comicità di  30 anni fa. Non ha la bellezza formale di quella in bianco e nero degli anni '60, fa solo pensare: ma come faceva a farci ridere? Esistono eccezioni, certo. Talenti purissimi le cui cose sembrano scritte e recitate non ieri ma domani. Uno è Corrado Guzzanti, l'altra era Anna Marchesini, che è morta la settimana scorsa, il 30 luglio, a 62 anni. 

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Se avete un'età per cui nel 1990 non guardavate Rai1 la sera, cercate su YouTube I promessi sposi trio. Assieme a Massimo Lopez e Tullio Solenghi – il Trio era la formazione in cui si esibirono dall'82 al '95 – Anna Marchesini fece una versione comica di I promessi sposi che è un classico più dell'originale: regge al tempo molto meglio del libro. In ogni scena c'è un numero di idee con cui altri farebbero un'intera carriera. Altri meno virtuosi di lei, che lì dentro è la fatina che prova a salvarli ma anche la madre di Lucia che flirta con Renzo. (Il presente è invecchiato ancora peggio: la parodia andava in onda dove ora ci sono fiction strappalacrime). 

Anna Marchesini aveva quella qualità di certi pezzi del nostro dna, Lucio Dalla per esempio, che sono in circolo anche se non lo sappiamo, anche se non ne parliamo mai. Poi un giorno muore, e ti ritrovi a pensare che ogni volta che non trovi gli occhiali dici «Siccome che so' 'cecata», che era la sua signorina Carlo; o che rompi il ghiaccio con gli sconosciuti dicendo «Salve, sono la cameriera secca dei signori Montagner». Poi un giorno muore e benedici YouTube, che rende immortale quella volta che fece Franca Falcucci, allora ministro dell'istruzione, e promise a Pippo Baudo e a noi piccine di mettere in programma i Duran Duran – invecchiati, loro, almeno quanto Manzoni.

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