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Salina, ovvero le Eolie formato relax (compresi mare, buon cibo e poesia)

Alla scoperta dell'isola più verde delle Eolie, dove tra un giro in barca, un tuffo nel mare blu, un sorso di Malvasia e una granita di pistacchi ci si può abbandonare anima e corpo per una vacanza che rilassa e rigenera

Salina, Eolie formato relax
Getty Images

Quando al mattino apri le finestre della tua camera a Capofaro, capisci che Salina è prima di tutto uno stato d'animo: le bouganville rosa e arancioni, i filari di Malvasia che scendono lungo la collina, il mare blu intenso con il profilo di Panarea e quello fumante di Stromboli. Affacciata sulla terrazza della tua casetta eoliana, un cubo bianco tra le vigne, ti senti in pace col mondo e con te stessa. Tranquilla, non sei arrivata a Salina – la seconda isola per estensione dell'arcipelago siciliano delle Eolie, dopo Lipari, e la più fertile – a fare chissà quali scoperte. Al contrario, sei qui, una volta tanto, per non fare niente.

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Il mare e la scogliera di Capo Faro.
Matteo Carassale

Complici il vento, il sole caldissimo, la bellezza sofisticata e rurale di Capofaro Malvasia & Resort (capofaro.it), sei al sicuro nella fortezza dello «stare bene». Un concetto che forse la vita di tutti i giorni ha un po' offuscato. Oddio, il telefono non prende quasi mai, il wi fi è spazzato via da una raffica improvvisa di vento. Arrenditi. Sull'isola la natura è più forte di qualunque ostinazione umana: se il mare si arrabbia, i traghetti si fermano; se soffia lo scirocco, e tu avevi programmato un giro in gommone, resti in hotel. E, arresa, inizi ad apprezzarne il silenzio, tiri fuori i libri dalla valigia, ti siedi in veranda e cominci a sentirti felice dell'inatteso isolamento.

Lupo di mare a Rinella, pittoresco borgo di pescatori dell'isola.
Matteo Carassale

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Atmosfere mediterranee

Buongiorno: è iniziata la vacanza! Quel vuoto prodotto dalla mancanza del quotidiano che rigenera le idee e rilascia benessere proporzionalmente al tempo di somministrazione. Tutto il libro d'un fiato, l'afa che morde, un tuffo in piscina. Sbuchi dall'acqua e ti trovi davanti Fabrizio che zappa l'orto del Capofaro Resort, una terrazza più in su, dove crescono pomodori, insalatina e aromi che il giovane chef Ludovico De Vivo userà per cucinare unendo fantasia e tradizione. Ti sdrai sul lettino qualche minuto e poi vai a fare colazione in veranda.

L'ora dell'aperitivo al Capofaro Resort.
Matteo Carassale

Si vive all'aperto, a Salina. E a parte la camera e pochi altri ambienti, non ci sono porte, ma pareti di vento e fasci di luce che passano tra intrecci di canne e foglie di vite. Mentre ti servi al buffet un cannolo alla ricotta e latte di mandorla, intorno a te c'è chi da ore lavora nel vigneto. Oltre il cancello del tuo castello bianco, le donne hanno iniziato alle quattro del mattino la raccolta dei famosi capperi, attività che non si può ancora fare con le macchine, ma richiede un faticoso lavoro manuale. Alle 11 lasciano i campi, perché il sole diventa insopportabile, e portano il raccolto in azienda dove i carnosi boccioli, gli unici a otto foglie, vengono conservati sotto sale, sott'aceto o sott'olio, come fa nella sua azienda agricola Daniela Virgona, che si batte per tutelare l'unico presidio Slow food dell'isola (malvasiadellelipari.it). Con la Malvasia, infatti, i capperi sono i prodotti più famosi di Salina, due eccellenze che bastano a rallegrare ogni pasto.

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Capperi appena colti.
Matteo Carassale

Salina però è famosa anche per la granita del bar da Alfredo (via Marina Garibaldi, Lingua), ormai una leggenda. Alfredo, il titolare, è il vero artefice del proprio mito: sostenuto dalla fama e dall'età, parla a ruota libera e tu annuisci mentre gusti la granita al pistacchio e guardi il mare a tre passi dal tavolino. La sua cantilena siciliana, il rumore delle onde e il sapore dei pistacchi tritati creano uno stato d'animo al quale è facile abbandonarsi, felici.

Granita al pistacchio e alla fragola del bar Da Alfredo.
Matteo Carassale

Respirare poesia

Nonostante l'indolenza inevitabile a questa latitudine, anche in pochi giorni si riesce a fare tutto. Il giro in gommone con Gianluca Acquaro (Nautica Levante, noleggio di gommoni e barche a motore, nauticalevante.it), la passeggiata in motorino sull'unica strada possibile, la visita al laboratorio artigianale Elsalina per le ceramiche artistiche dipinte a mano con i soggetti e i decori delle Eolie (elsalinaceramiche.it).

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Una ceramica del laboratorio Elsalina, a Santa Maria Salina.
Matteo Carassale

Ma anche la cena da 'Nni Lausta (Via Risorgimento 188, Santa Marina, nnilausta.it) e da Martina Caruso, giovanissima stellata del ristorante del Signum (hotelsignum.it).

Pasta spaccatella con caviale di pesce spada, crema di peperone e fiori di basilico del ristorante 'Nni Lausta.
Matteo Carassale

E l'aperitivo a Pollara con il selfie tra i murales dedicati a Massimo Troisi e Philippe Noiret, che hanno reso celebre la baia girando lì le scene più poetiche de Il postino.

Il murales dedicato a Massimo Troisi e Philippe Noiret.
Matteo Carassale

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Si respira poesia mentre Ivo, travolgente portavoce di Capofaro e delle altre proprietà Tasca d'Almerita, sfodera una bottiglia di Didyme, la Malvasia secca che porta l'antico nome dell'isola e riempie i bicchieri in fila sullo steccato di legno: si brinda davanti al mare che si colora di rosso e di viola. L'ozio è meritato. Niente sensi di colpa. «Non far nulla. Lasciarsi scivolare nel corso del tempo. Fare della propria vita una domenica è necessario», sosteneva il saggista Roland Barthes parlando della delizia della pigrizia. E non ti sentire in colpa nemmeno se pensi di non aver fatto la vacanza responsabile: l'hai fatta.

Fabrizio De Grandi, responsabile dell'orto del Capofaro Resort.
Matteo Carassale

Gli eoliani ci tengono a restare Patrimonio Unesco e proprio per preservare l'eccezionale bellezza dell'arcipelago promuovendo un turismo sostenibile, nel 2015 è nato l'Aeolian islands preservation fund (aeolianpreservationfund.org). Il bello di Salina è che non ha mai perso la sua natura e la sua identità, nonostante gli alberghi di lusso e il turismo internazionale. Resta comunque profondamente siciliana, perché sono siciliani i protagonisti del suo successo. E tu, tu non devi far altro che assorbire bellezza, energia, sapori, e cercare di conservare più a lungo che puoi il ricordo di quello stato d'animo così simile alla felicità.

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La scogliera di Punta Perciato, a Pollara.
Matteo Carassale

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