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Bristol: cosa vedere nella città di Banksy, street art famoso in tutto il mondo

La città nel sudovest dell'Inghilterra è il regno della street art grazie all'elusivo writer che, insieme ad altri giovani talenti urbani creativi, ha trasformato il quartiere di Stokes Croft in un museo a cielo aperto

Matteo Carassale

Per i cinefili Bristol, città nel sudovest dell'Inghilterra, è il luogo dove nacque l'indimenticabile Cary Grant, ma per tutti gli amanti della street art è la patria di Banksy, elusivo artista noto in tutto il mondo per i suoi graffiti. Se del primo pochi sanno che il suo vero nome era Archibald Alexander Leach, del secondo si sa ancora meno: nessuno ne conosce la reale identità anagrafica, anche se recentemente gli studiosi della Queen Mary University di Londra hanno ipotizzato che sarebbe un quanrantaduenne di nome Robin Gunningham.

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La graffiti art diventa grande alla Galleria Arnolfini
Matteo Carassale

Comunque stiano le cose, se un fenomeno sovversivo come la street art è oggi anche una realtà di massa con ingenti risvolti commerciali, molto lo si deve proprio a Banksy (nella foto, una sua opera su un muro di Bristol). Fu lui uno dei principali protagonisti dell'evento che portò lo sguardo dei critici sulle opere di un gruppo di artisti fuori dell'ordinario: anziché sulle tele, dipingevano sui muri urbani. La consacrazione avvenne nel 1985, quando la Galleria Arnolfini inaugurò l'esposizione Graffiti art in Britain, documentando le forme d'arte giovanile del territorio e dando spazio a tutti i giovani artisti che fino a quel momento si erano espressi solo in strada.

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Stokes Croft, il quartiere dei graffitari
Matteo Carassale

Oggi l'indotto legato alla street art produce ricchezza per l'intera città. La mecca del turismo graffitaro è il quartiere Stokes Croft (nella foto), dove convergono centinaia di fedeli di Banksy e dei suoi epigoni. Accanto a giovani artisti che affrescano muri a loro destinati, ragazzini e cinquantenni esplorano ogni vicolo fotografando muri impreziositi da firme che ormai espongono anche a Los Angeles e Tokyo. Tappa imperdibile, il palazzo che ospitava il negozio di dischi techno e hip hop Subway records, dove campeggia Mild Mild West, opera di Banksy che, in un sondaggio online, è stata votata come il segno distintivo della città.

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Cosmo Sarson, autore di un'opera che ha fatto discutere
Getty Images

Un altro must è l'enorme Cristo che fa breakdance, dipinto dall'artista Cosmo Sarson (nella foto), all'esterno di The Canteen, un locale che, oltre a proporre una discreta cucina, ospita musica dal vivo e mostre. Ma Bristol non è solo graffiti. Per convincersene, basta salire sulla Cabot tower, dalla quale si gode una vista strepitosa. Il parco che porta alla torre è un angolo incontaminato, dove non è difficile incrociare qualche scoiattolo.

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Le nuove architetture di Bristol
Getty Images

Il Pero's Bridge (nella foto), sotto il quale sfrecciano i battelli che scorrazzano i turisti lungo i vecchi docks, è l'icona della Bristol post industriale e si contrappone, idealmente, a un altro ponte della città, quello di Clifton, un capolavoro di ingegneria sospeso nell'aria: progettato nel 1864 da Isambard Kingdom Brunel, è il testimone silenzioso del periodo di gloria in cui Bristol contendeva a Liverpool il titolo di porto più frequentato del Regno Unito.

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Il Museo della scienza e della tecnica
Getty Images

Attraversato il Pero's Bridge, i turisti possono specchiarsi nelle pareti a vetri dell'avveniristico Science center, il Museo della scienza e della tecnica (nella foto), all'interno del quale si può provare, con nonchalance, ad analizzare il Dna come veri genetisti oppure a innescare l'eruzione di un vulcano in miniatura.

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La movida nel quartiere del porto
Getty Images

Magmatica anche la frequentazione dei numerosi locali che affollano nei docks, la zona portuale: fast food, ristoranti etnici, birrerie
eccentriche, brasserie eleganti, barconi convertiti in discoteche. Per uno spuntino, ottimo il Bordeaux Quay, brasserie lungo il braccio più animato del porto. Se si vuole ascoltare un po' di musica, basta proseguire per cento metri e infilarsi nel No. 1 Harbourside, un locale dove suonano giovani band che sognano di imitare le fortune di Massive Attack e Tricky, star di Bristol. Per chi, invece, preferisce blues e jazz, l'indirizzo giusto è The Old Duke, un angolo di New Orleans trasportato oltre Atlantico. Per ballare, niente di meglio del Thekla, una vecchia nave cargo che ospita concerti e dj set. Quando si dice essere sulla cresta dell'onda!

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Shopping & food al St. Nicholas market

Per lo shopping un nome spicca su tutti: il St. Nicholas Market (nella foto). Aperto dal lunedì al sabato, è un mercato al coperto attivo dal lontano 1743 e si fregia del titolo di uno dei 10 mercati più belli del Regno Unito. Sotto uno strepitoso soffitto georgiano in vetro, si commercia di tutto: vecchi vinili, libri rari, vini, oggetti d'arte e souvenir.
In alcuni giorni della settimana vengono aperte sezioni a tema: quella degli agricoltori il mercoledì, quella alimentare il venerdì e il Nails, il mercato dell'artigianato e delle arti decorative, nel fine settimana. Tutti i giorni, vari ristorantini etnici consentono di fare un gustoso viaggio intorno al mondo, con le gambe sotto un tavolo. Un'eredità di quando nel porto attraccavano navi battenti le bandiere più varie: la conferma che Bristol ha mantenuto la sua anima cosmopolita.

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