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Costa occidentale della Sardegna : che cosa vedere

La provincia di Oristano è piena di spiagge selvagge, paesini gioiello e scavi archeologici

Candide spiagge e scogliere di lava, boschi e cascate, vestigia nuragiche, tracce dell'Impero Romano e borghi medievali. A Occidente, la Sardegna è diversa. Lontana dal glamour della Costa Smeralda, è la meta adatta a chi cerca l'autenticità, nella cornice di paesaggi marini di inattesa bellezza. Sulle coste del Sinis, oltre gli stagni pescosi di Cabras, onde trasparenti come ghiaccio fuso lambiscono arenili formati da chicchi levigati di quarzo. Is Arutas, Maimoni, Mari Ermi sono spiagge da sogno, ideali per nuotare, prendere il sole e rigenerarsi, accarezzati dalla brezza marina.

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I guerrieri del passato

A poca distanza c'è la grande storia del Mediterraneo, con i suoi misteri ancora irrisolti. Come quello delle imponenti statue dei guerrieri di Monte Prama, ritrovati non lontano da queste spiagge ed esposti nel Museo archeologico di Cabras. Lungo un dito di terra proteso sul mare, oltre San Giovanni di Sinis, anche le rovine di Tharros raccontano le glorie di epoche lontane e testimoniano la centralità di questi luoghi nei traffici marittimi sin dai tempi della civiltà micenea. Strade lastricate, colonne e terme d'epoca punico-romana si affacciano, insieme a torri d'avvistamento spagnole, su un mare dalle tonalità cangianti di giada e di blu, in un susseguirsi di baie, fino al faro di Capo San Marco.

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Scenografie di sabbia

Il paesaggio cambia rapidamente lungo la statale 292, diretta a nord: la costa, dapprima sabbiosa, si eleva in bianche falesie traforate da grotte e da uno scenografico arco di roccia. Per raggiungerlo, parcheggiate l'auto a S'Archittu e seguite il facile sentiero panoramico. Ma la massima emozione si raggiunge noleggiando una canoa per navigarci sotto, fino al mare aperto, lungo un canale naturale inciso nella scogliera (info: Kayak S'Archittu, tel. 346/3626446).

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Dal mare alla montagna

Fra tornanti in salita, si viaggia attraverso una delle zone più selvagge dell'isola, lungo i crinali vulcanici del Monte Ferru, fra boschi fitti, dirupi e pareti di basalto, in direzione di Santu Lussurgiu, paese in cui sono nati alcuni fra i primi alberghi diffusi d'Italia, aprendo la strada a uno sviluppo turistico sostenibile. Merito anche di due donne: Gabriella Belloni e sua figlia, Lucilla Speciale, impegnate appunto nella conduzione dell'albergo diffuso Antica dimora del Gruccione, simbolo di un'imprenditoria femminile di successo, capace di coinvolgere un'intera comunità. L'albergo, realizzato in una casa nobile del Settecento, è il punto di incontro fra la cultura locale e il mondo, con serate gastronomiche a tema ed eventi musicali animati da artisti internazionali, come il festival Vulcani – Blues nel Montiferru.

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Miniatura medievale

Il mare è a 35 chilometri, ma il suo profumo si respira sempre e l'orizzonte azzurro si intravede fra boschi e nuraghi sulla strada in discesa verso la regione della Planargia: rustica e seducente, con una manciata di piccoli borghi, sparsi fra uliveti e vigne di pregiata Malvasia, dove è possibile una degustazione in cantina. Il profilo di Bosa spunta quasi all'improvviso, dietro una curva, con case dai colori pastello, il fiume, il castello sulla collina, simile a una miniatura medievale. Un tempo, qui si conciavano le pelli e il luogo era noto per il cattivo odore causato dagli scarichi delle piccole industrie. Ora gli antichi mestieri sono diventati motivo di interesse turistico: botteghe per la produzione di filigrane pregiate, gallerie d'arte e antiquari, cantine per la degustazione della Malvasia. A piedi, si sale attraverso i quartieri storici fino alla rocca dei Malaspina, dove c'è una chiesetta che custodisce un ciclo di affreschi del XV secolo.

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Profumo d'elicriso e lentisco
Navigando lungo il fiume, si raggiunge invece la chiesa romanica di San Pietro Extramuros, fra le più antiche dell'isola. Lungo la litoranea verso Alghero, tra pareti rocciose dalle venature rosa e azzurre, si aprono minuscoli lidi sabbiosi, profumati dall'elicriso e dal lentisco, con nomi quasi esotici: Sas Covas, Cala 'e Moro, Abba Drucche, Compoltittu, Porto Managu. Frammenti di paradiso che si rincorrono fino a Capo Marrargiu. Il segreto di tanta bellezza? Semplice, non si raggiungono in auto, ma solo in barca o a piedi. Quanto basta per renderle solitarie e straordinariamente belle.
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Indirizzi utili: dove dormire

Marana Hotel, nel Golfo di Marinella: a 5 minuti a piedi dalla spiaggia.

Su Gologone, a Oliena. Charme e tradizione in Barbagia.

Villasimius Houses, a Villasimius. Ville dotate di tutti i comfort, a pochi passi dal mare.

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Indirizzi utili: dove mangiare

Su Carduleu, via Sant'Agostino 1, ad Abbasanta (tel. 0785/563134). Piatti del territorio e tanta creatività, uno dei migliori indirizzi dell'isola.

Chelo, Lungomare Mediterraneo, Bosa (tel. 0785/373013). Sulla spiaggia, cucina di mare con ricette creative della tradizione.

Ittioturismo Aquaurchi, Strada provinciale. 6, km 2,500 (tel. 340/9053472). Pesce freschissimo a volontà, molto vicino agli stagni.

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La chiesa paleocristiana di San Giovanni di Sinis, con pianta a croce, realizzata in epoca bizantina nel VI secolo.

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Lo stagno di Cabras, a nord del Golfo di Oristano.

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Fenicotteri rosa nello stagno di Cabras.

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La spiaggia di Is Arutas, nella penisola del Sinis all'interno dell'Area Marina Protetta, considerata una delle piu belle della Sardegna.

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L'arenile di Mari Ermi, costituito da microgranuli di quarzo, nell'Area Marina protetta Penisola del Sinis - Isola di Mal di Ventre.

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La spiaggia di Putzu Idu, lungo la costa della penisola del Sinis, a ovest di Oristano.

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La baia di Sa Mesa Longa, nella penisola del Sinis.

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La spiaggia di San Giovanni di Sinis.

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Veduta dall'alto della spiaggia di San Giovanni di Sinis.

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La spiaggia di Torre Argentina

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