Islanda: viaggio nella terra di ghiaccio e fuoco

L'isola dell'Atlantico offre paesaggi indimenticabili: vulcani, montagne con nevi perenni, cascate, altipiani e villaggi di pescatori da scoprire percorrendo la Ring Road, la strada ad anello lungo la costa

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Islanda, incantevole e selvaggia, come scaturita dalla fantasia di un narratore di favole: fra ghiacciai immensi, vulcani attivi, deserti di lava e altopiani, cascate, geysir, fanghi bollenti, laghi fumanti, falesie e faraglioni di basalto su spiagge nere.

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Un'isola da film
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L'Islanda è un'isola grande come un terzo dell'Italia, con 331.000 abitanti, al confine con il Circolo Polare Artico e ha le sembianze di un altro pianeta. Lo hanno capito produttori e registi di Hollywood, scegliendo i suoi scenari per ambientare film e serie tv. Da I sogni segreti di Walter Mitty con Ben Stiller, a Oblivion con Tom Cruise, fino a Il trono di spade, girato nel Parco nazionale di Thingvellir (nella foto).

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Meta dei desideri
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Prima nella classifica delle nazioni più sicure al mondo (l'Italia è al 39° posto) e nel 2016 protagonista delle cronache sportive con la qualificazione agli ottavi di finale nel Campionato europeo di calcio, l'Islanda è diventata una delle mete più desiderate dai viaggiatori di tutto il Pianeta.

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Tour individuali e di gruppo
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E se un tempo, per arrivarci, bisognava navigare, come riportano i resoconti dei primi esploratori, fra nebbie e mostri marini, oggi all'aeroporto di Keflavíck sbarcano 1.500.000 turisti ogni anno. Giver Viaggi e Crociere organizza tour individuali o di gruppo con voli diretti d'estate (giverviaggi.com). (Nella foto, la Laguna glaciale Jökulsárlón).

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Il Circolo d'oro e Reykjavik
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Ci arrivo in un giorno d'inizio estate, accolto da un paesaggio più cosmico che terrestre: verdi magnetici e distese di lapilli e zolfo sotto un cielo carico di nuvole. Visioni di un mondo minerale a cui l'occhio fa presto l'abitudine scorrono dal finestrino dell'auto, mentre viaggio in direzione del Circolo d'oro, un itinerario fra natura e storia, nei dintorni della capitale Reykjavík.

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Prelibatezze islandesi
courtesy Hofnin Restaurant

Sosta d'obbligo per un primo assaggio di pietanze locali all'Hofnin Restaurant (Geirsgötu 7c, Reykjavík, hofnin.is): pesce gatto e scampi in pastella con crema d'orzo, salsiccia alle spezie, uova e salsa chili, cozze alla birra con salse vegetali...

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Tra rocce e cascate
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Il viaggio prosegue verso Þingvellir, la zona verde e non abitata che si trova nella parte sud-occidentale dell'isola, dal 1928 è diventata Parco nazionale (thingvellir.is). Percorro l'Almannagjá, una stretta gola dominata da pareti di roccia vulcanica, nel punto in cui la placca tettonica americana incontra quella euroasiatica. Il belvedere di Hakið, vicino al centro visitatori, offre la vista su vallate e corsi d'acqua. Si radunò qui, nel 930, il primo parlamento democratico del mondo, proclamando la nascita dello stato libero d'Islanda. Dal Lögberg, la Roccia della Legge, si poteva parlare, grazie alla straordinaria acustica naturale, a migliaia di persone. Si prendevano decisioni d'importanza nazionale (come quella sulla conversione al Cristianesimo nell'anno 1.000), si concordavano matrimoni, si facevano affari e si attuavano feroci esecuzioni.

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La valle geotermale Haukadalur
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In meno di un'ora, la strada verso occidente mi porta attraverso una brughiera, nella valle geotermale di Haukadalur. Acqua bollente sgorga dai crateri sparsi, fra nuvole di vapore, con spettacolari e improvvisi getti, diventati la principale attrazione del luogo.

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Il geyser più fotografato al mondo
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La sorgente di Geysir, famosa per i suoi spruzzi fino a 80 metri, si è un po' affievolita, ma poco distante c'è Strokkur (nella foto): spara acqua fino a 40 metri, in maniera intermittente, ma spettacolare, per la gioia di turisti in attesa con smartphone e asticella per lo scatto del selfie finale (geysircenter.is).

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La cascata di Gullfoss
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A 10 minuti d'auto si trova la scrosciante, incredibile cascata di Gullfoss: un salto doppio di oltre 30 metri, capace di ipnotizzare con gli arcobaleni originati dagli schizzi del fiume Hvítá, mentre precipita in uno spettacolare canyon.

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Una sosta al Silfra Restaurant
courtesy Silfra restaurant

Qui oltre alla natura sono intensi anche i sapori, come la zuppa di frutti di mare con cavolo e capesante o il merluzzo al vapore con mitili affumicati (Silfra Restaurant, ioniceland.is).

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Lungo la Hringvegur
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Il resto d'Islanda l'ho ancora tutto davanti, 1.330 chilometri per il giro dell'isola lungo la Hringvegur, statale 1 a corsia unica. Verso sud: fattorie e cavalli, vulcani incombenti e distese di sabbia nera sulla riva dell'Oceano, si susseguono come in un potente affresco illuminato da meraviglie.

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Cascate e vulcani
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Alla cascata di Skogafoss, salgo con sensazioni di vertigine la scalinata di 700 gradini fiancheggiante il salto di 60 metri, le sue acque a cui si attribuiscono poteri magici arrivano dal vulcano ghiacciato Eyjafjallajökull, (nella foto) diventato famoso per l'eruzione del 2010 che provocò la chiusura degli spazi aerei di mezza Europa.

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Faraglioni o troll pietrificati?
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Bucolico e drammatico il mondo attorno a Vik: cammino sulla spiaggia nera, di fronte alle scogliere basaltiche regno dei pulcinella di mare. I cupi faraglioni in mezzo al mare, puntati verso il cielo come artigli, secondo una leggenda sarebbero troll pietrificati e porta per entrare nel regno degli invisibili.

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Il ghiacciaio Vatnajokull
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Sono visioni oniriche gli scenari verso oriente. Le giornate d'estate si illuminano di bagliori polari al ghiacciaio Vatnajokull (nella foto), il più grande d'Europa, e nella laguna glaciale di Jokulsarlon, dove navigo in barca, fra ghiacci e iceberg (icelagoon.com)

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Whale watching a Husavik
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Mi attende il nord, con le coste intagliate da fiordi, i villaggi di pescatori, l'avvistamento delle balene nel mare di Húsavík (www.northsailing.is) e i deserti di cenere e zolfo, un tempo rifugio di fuorilegge e ora palestra d'addestramento per astronauti (explorationmuseum.com). Punti cardinali come ha scritto nei suoi romanzi Jón Kalman Stefánsson (pubblicati da Iperborea) solo tre: «il vento, la lava e l'eterno».

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Visitare l'Islanda in inverno
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In Islanda si alternano solo due stagioni, e l'inverno dura da settembre a marzo. Periodo in cui visitare l'isola è un'avventura ancora più emozionante. Per lasciarsi conquistare dagli spazi immensi e silenziosi dominati da neve e ghiaccio, dove le suggestioni delle saghe nordiche prendono forma. O immergersi negli specchi d'acqua riscaldati dall'attività vulcanica. Da Reykjavík, al Circolo d'Oro e poi verso Nupar, a caccia di aurore boreali, fra cascate e lagune glaciali, il viaggio d'inverno è organizzato da Giver Viaggi e Crociere, con accompagnatore in lingua italiana (giverviaggi.com).

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