La nuova Washington anti Trump è una città in movimento da visitare assolutamente

Il 20 gennaio 2017 il 45° presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, si insediava al Campidoglio: da allora il movimento di protesta non si è più fermato, regalando un fermento intellettuale e creativo tutto nuovo alla capitale

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A un anno dall'arrivo in Campidoglio di Donald Trump, Washington DC è sempre più liberal: merito del movimento anti Trump e del suo fermento creativo. Tra le grandi novità del 2018 c'è l'apertura in primavera dell'hotel dell'Eaton Workshop (eatonworkshop.com), con installazioni su tv vintage che mostreranno video delle presidenziali dal 2012 al 2016 focalizzandosi sulla domanda: «Come ha fatto il Paese a trovarsi nella situazione attuale?». Già soprannominato l'hotel anti-Trump, sarà il primo al mondo politicamente motivato e ospiterà personaggi creativi, impegnati socialmente e con idee capaci di cambiare la società. Ma tutto il centro città sta vivendo un vero Rinascimento delle arti: lo dimostra il dinamico City Center, il "distretto della gioia" che ospita una miriade di eventi nelle piazze su cui si affacciano locali, negozi, appartamenti di lusso, boutique, ristoranti alla moda e installazioni artistiche (citycenterdc.com).

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Sarah Jessica Parker come Carrie Bradshaw

Con lo stesso spirito ha aperto nel dicembre 2016 il Mgm National Harbor, un fantastico complesso con pareti di vetro e vista spettacolare sulla città e sul fiume Potomac. Qui ha inaugurato la sua boutique Sarah Jessica Parker, ma si trovano anche un casinò, un hotel, ristoranti e negozi trendy, una collezione d'arte moderna e contemporanea e un laghetto con pannelli su cui vengono proiettati progetti artistici, foto e video.

La boutique SJP all'interno del Royal&Casino Mgm National Harbour.
Alessandra Mattanza

"Il mio intento? Creare scarpe sexy accessibili anche al grande pubblico". Ha le idee chiare Sarah Jessica Parker, che ha aperto la sua boutique SJP (sjp-collection.com) proprio all'interno del Resort&Casino Mgm National Harbour (l'altra si trova al Bellagio di Las Vegas). «Ovviamente mi ha ispirata Carrie Bradshaw, il personaggio di Sex and the City che ho interpretato a lungo, appassionata di scarpe, soprattutto quelle di Manolo Blahnik, proprio come me». Il design delle boutique è minimal, con le scarpe esposte come gioielli sugli scaffali: una collezione elegante, che comprende anche borse e accessori (prezzi da 30 a 695 dollari; per un paio di scarpe si parte da 240 dollari). In più, c'è la linea di vestiti Lbd-Little black dress (da 395 dollari).

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A colazione con Michelle Obama

Anche la storica Georgetown, il quartiere più antico di Washington, si sta rinnovando seguendo lo spirito liberal che dilaga. Fulcro della scena politica resta il Four Seasons (fourseasons.com), crogiolo di nuovi trend dove si vedono per colazione Ivanka Trump, Hillary Clinton, Michelle Obama e, talvolta,la star di House of cards Robin Wright.

Una galleria d'arte del quartiere Georgetown.
Alessandra Mattanza

«Washington sta cambiando drasticamente e lo dimostrano quartieri emergenti come NoMa, Atlas, Petworth e i nuovi ristoranti e bar: non a caso i critici della guida Michelin hanno iniziato a farsi vedere in città», racconta Drew Adams, chef al ristorante Bourbon Steak del Four Seasons, amato dalle star del cinema e della politica. «Noi da steakhouse che serve carni e bistecche stiamo diventando sempre più democratici e proponiamo menu vegan, vegetariani e pescetariani».

Animo liberal e grande passione per i vini, il francese Hugo Lefevre gestisce il vivace wine bar Eno, adiacente al Four Seasons: «Durante le elezioni avevamo piatti ispirati ai candidati, ma nessuno si aspettava questo risultato. Abbiamo provato a lasciare simboli riferiti a Trump ma la gente entrava, si sedeva, leggeva e usciva indignata. Ora puntiamo sulla "enoversity": una volta al mese un enologo spiega ai clienti, tra un bicchiere e l'altro, l'arte del vino, mentre alle pareti ruotano opere di artisti internazionali», conclude Hugo, che consiglia lo sformato d'anatra che ha imparato a preparare dalla madre a Tolosa.

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Un'opera d'arte dedicata a JFK in una galleria di Georgetown.
Alessandra Mattanza

Una città in movimento

«Washington è una città dove sei il lavoro che fai, ma qui ci si siede insieme ad alti funzionari governativi, politici e avvocati e si parla solo di sigari», spiega Mason Foster, esperto di abbinamento tra sigari e drink che si divide tra il bar del Bourbon Steak e il negozio Georgetown Tobacco (gttobacco.com). «A me piace gustarli con whisky o scotch ma anche con vino, champagne o cocktail: un abbinamento che piace a molte donne».

Ismail Tekin, invece, è un parrucchiere turco (georgefourseasonssalon.com) che vive a Washington da oltre 30 anni e fa i capelli a Nancy Pelosi, Arianna Huffington, Catherine Zeta-Jones: «La rivoluzione ha investito anche l'hairstyle: adesso vanno di moda le frangette, ma pure il biondo, le sfumature e il nero intenso».

Catherine Zeta-Jones
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Nel cuore di Georgetown si trova anche la boutique degli eclettici Ike e Lawrence Behar (ikebehar.com): figli di un immigrato cubano, hanno realizzato camicie per divi come Brad Pitt e Al Pacino e per molti grandi film.

Brad Pitt
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«È vero, la città sta cambiando: i giovani tornano a vivere in centro, la moda è sempre più urban e finalmente anche qui aprono locali trendy come Nobu, lo scorso settembre», spiega Ike (noburestaurants.com/washington-d-c). Un mondo davvero in movimento: «Nella nostra galleria abbiamo introdotto artisti contemporanei accanto a grandi maestri come Renoir», racconta Laura Guarisco, dell'iconica Guarisco Gallery (guariscogallery.com) e membro di un'associazione che promuove le donne nel mondo dell'arte.

E poi c'è David Ernst che, a 24 anni, è già a capo di United Vote (united.vote), sistema che sta portando a Washington per diffonderlo a livello nazionale: «Crediamo nella democrazia liquida, grazie alla quale ogni americano può far sentire la sua voce sui progetti di legge», precisa Ernst. A questo punto, però, avete voglia di esorcizzarla un po' la politica? Andate al bar Off the Record, nello storico The Hay-Adams Hotel (hayadams.com), per una pausa drink&food allietata dalle caricature dei presidenti di oggi e di ieri e dell'élite politica della città.

Food, musei e tanto shopping

Ecco alcuni indirizzi imperdibili, per fare acquisti e per immergersi nel mood della città.

Afro-American Museum, il Museo nazionale di storia e cultura afro americane (nmaahc.si.edu).

Alice and Olivia, moda giovane e colorata (aliceandolivia.com).

Amina Rubinacci, capi in lana eleganti e easy to wear: un po' di Italia a Georgetown (arboutique.com).

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Georgia Brown's, per un brunch domenicale con musica jazz (gbrowns.com).

Hu's Wear, scarpe griffate per tutti i gusti (husonline.com).

Dbgb Kitchen and Bar, del celebrato chef Daniel Boulud (dbgb.com).

DTR Modern Galleries, coloratissima arte moderna (dtrmodern.com).

MCM National Harbor, da non perdere Voltaggio Brothers Steakhouse per gustare bistecche eccellenti; Fish by Jose Andres, design spettacolare e squisiti piatti di pesce e frutti di mare; Ginger, con gastronomia fusion e incredibili cocktail (mgmnationalharbor.com).

Mr. Smith's, ristorante e pianobar con atmosfere old America (mrsmiths.com).

The Great Republic, oggettistica molto cool (great-republic.com).

The Watergate Hotel, un'icona della storia americana (thewatergatehotel.com).

Il bar del Watergate Hotel.
Alessandra Mattanza

Tugooh Toys, giocattoli creativi ed eco friendly (tugoohtoys.com).

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