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Parco nazionale del Cilento: cosa vedere nella meraviglia della Campania?

Tra fiori rigogliosi e animali in libertà, non c'è niente di meglio di un paio di giorni nel verde per scoprire nuove bellezze

Parco nazionale del Cilento
Getty Images

Con i suoi 180mila ettari di estensione, il Parco nazionale del Cilento è l'area protetta più grande della Campania, la seconda in Italia alle spalle del Parco nazionale del Pollino. Istituito nel 1991, il Parco del Cilento si estende su una superficie che va dalla costa tirrenica all'Appennino, coprendo quasi interamente il Vallo di Diano. All'interno della fascia protetta rientrano maestose cime come quelle degli Albuni, del Gelbison e del Cervati, oltre a località e siti di notevole interesse archeologico come Paestum, Velia, la Certosa di Padula, e naturalistico come le Grotte di Pertosa.

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Parco nazionale del Cilento e Vallo di Diano

Il territorio del parco corrisponde alla parte meridionale della provincia di Salerno e abbraccia complessivamente 80 comuni e 8 comunità montane: in pratica tutti i paesi del Cilento. L'intera costa cilentana, da Paestum a Sapri, è posta sotto l'egida dell'Ente del Parco, che ha sede a Vallo della Lucania e che ha il compito di tutelare il vasto territorio sotto il suo controllo dalla cementificazione selvaggia e dalle deturpazioni a opera dell'uomo. Il progressivo ed incontrollato incremento del turismo nel Cilento negli anni 70 ed 80 del secolo scorso, infatti, aveva messo a serio rischio l'integrità dell'ecosistema costiero e interno, habitat naturale perfetto per numerose specie animali e vegetali.

Parco nazionale del Cilento, la fauna

Sono oltre 600 le specie animali segnalate all'interno del territorio del più grande parco naturale della Campania, alcune di interesse prioritario come il lupo, l'osmoderma eremita (uno scarabeo dal caratteristico odore) e la rosalia alpina, un coleottero del faggio dalla tipica colorazione nera e blu. Nel vasto territorio del parco si possono ammirare esemplari di lontre, volpi, lepri, topi, rapaci e numerosi rettili. Molto comuni sono pure i pipistrelli, tra cui il curioso Molosso di Cestoni.

Paestum.
Getty Images

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Parco nazionale del Cilento, la flora

Ricchissima è anche la varietà di specie vegetali, oltre 1.800, e di tipi di habitat, ben 25. Il simbolo del parco è la Primula di Palinuro, un fiorellino tipico di Cilento e Campania, ma presente con alcuni popolamenti fino alle località settentrionali del litorale calabrese, come Praia a Mare, Scalea e l'isola di Dino. Dal 1997 il Parco del Cilento e Vallo di Diano è Riserva della biosfera, qualifica internazionale assegnata dall'Unesco per la conservazione e la protezione dell'ambiente. L'anno successivo il Parco del Cilento è diventato Patrimonio dell'Unesco. Nel 2010, inoltre, è stata la prima area protetta italiana a diventare Geoparco.

Parco nazionale del Cilento, le località di interesse

Quella di Paestum è una delle aree archeologiche più conosciute della Campania e dell'intera Italia. Fondata nel VII secolo a.C. col nome di Poseidonia, Paestum è stata una delle città più floride della Magna Grecia. I tre templi di Athena, Hera e Nettuno, ottimamente conservati, sono straordinari esempi dell'architettura dorica, mentre ricco di reperti è il locale museo, dove sono custodite, tra le altre, le lastre dipinte provenienti dalla Tomba del Tuffatore.

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Anche Velia (in greco Elea) fu un'importante città dell'antichità, che diede i natali a due filosofi del calibro di Zenone e Parmenide. Tra gli imponenti scavi, nel territorio del comune di Ascea, si possono ammirare i resti dell'acropoli e della grandiosa Porta Rosa.

La Certosa di Padula, invece, è un grandioso complesso architettonico edificato nel XIV secolo su un'antico cenobio dedicato a San Lorenzo, eccezionale testimonianza del monachesimo in Europa.

Uno scorcio della Certosa di Padula.
Getty Images

Grotte del Cilento

Le Grotte di Pertosa-Auletta sono un'insieme di cavità carsiche di notevole interesse speleologico, che richiamano ogni anno oltre 50 mila turisti. La loro particolarità è che possono essere percorse in barca, seguendo il corso del Negro, un fiume sotterraneo. Le Grotte, inoltre, sono un ottimo scenario naturale per spettacoli di speleoteatro: dopo aver ospitato per anni L'Inferno di Dante nelle Grotte, ora al loro interno va in scena Ulisse: il Viaggio nell'Ade.

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