Andare in vacanza a Mykonos per una settimana e trovarsi (bene come) a casa

Che tradotto significa: voglio trascorrere a Mykonos tutte le estati della mia vita

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Courtesy photo

"Nooo, non fermarti a fare colazione, ti ho preparato io un paio di cose”. Atterrata da circa quaranta minuti a Mykonos, chiamo Maria Antonietta, la padrona di casa che mi ospiterà tramite HomeAway per cinque giorni in un paradiso affacciato sul tramonto di Fanari. Il suo dolcissimo ammonimento circa la scelta di fermarmi a prendere un caffè mi fa subito dedurre che ad attendermi c’è il genere di persona che ti viene voglia di frequentare. Mi perdo, forse per colpa della caffeina rimandata, ma il marito di Maria Antonietta mi viene a recuperare e con un cenno morbido dal finestrino abbassato della sua Fiat malconcia mi invita a seguirlo verso la colazione (mi racconteranno poi che un paio di sere prima un energumeno gli si è catapultato sopra il parabrezza lasciando un cratere nel vetro ma nessuna traccia di sé. Primo avvertimento: “massima attenzione in strada perché a Mykonos guidano come pazzi”).

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Arrivata alla casa preceduta da un vialetto polveroso, mi imbatto in una magione fatta di pietra fiori e gentilezza, solo apparentemente sperduta perché in verità è coscientemente posizionata verso il tramonto più bello di Mykonos. E ad aspettarmi c’è l’accoglienza meno standardizzata tra quelle che si possono provare quando si pratica house-sharing; ad aspettarmi c’è una vera padrona di casa che tratta gli ospiti (di HomeAway) come fossero “solo” suoi; ad aspettarmi c’è un piatto di frutta, succo di arancia, un po’ di latte, caffè (urrà), fette biscottate, cereali di ogni tipo, marmellate e miele. Ad aspettarmi c’è la piacevole sensazione che sarò coccolata con riservatezza e consigliata con sincerità. E così è stato.

Cartina di Mykonos stesa sui fornelli, indicazioni sommarie ma chiarissime (Maria Antonietta è una ex professoressa che dimentica spesso gli occhiali ma ricorda benissimo cosa significa essere allo stesso tempo chiari e sintetici), la padrona di casa mi accoglie e mi lascia poco dopo perché ora va al mare “altrimenti si fa tardi e poi tira troppo vento”. Approfitto così del via libera datomi per ispezionare la casa che da colpo di fulmine (guardandola in foto) si è già trasformato in una bellissima storia d’amore.

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L’ingresso si apre su un soggiorno divinamente arredato che ospita due divani bianchi (di cui uno letto), un ripostiglio/lavanderia servitissimo, e divide la cucina abitabile (con tavolino per la colazione vista dehor) dalla camera da letto: ampia e luminosissima. Interni che raggiungono il massimo livello di aspettative ed esterni che li superano di un bel po’. Fuori ci attende un tavolo da colazione/pranzo/merenda/aperitivo/cena/dopocena affacciato sulla vista più estesa di Mykonos, due sdraio celeste Angelo azzurro (lo stesso colore delle finestre delle casupole sparse per l’isola) e un bianco diffuso e accecante, quasi mistico. Il non plus ultra è garantito dalla piscina che si trasforma nell’agorà della magione dove gli ospiti possono godersi relax, birre e chiacchiere.

La prima volta a Mykonos e come tutte le prime volte la voglia di visitarla in lungo e in largo si mischia alla passività pigra ma curiosa che il mood vacanziero impone; quindi bisogna raggiungere il compromesso perfetto: andarci piano per godersi ogni singolo istante senza però perdersi niente. E per arrivarci, l’aiuto di una padrona di casa che qui passa tutte le sue estati da parecchio tempo è più prezioso di quello di qualsiasi, puntualissima, guida. Maria Antonietta ci tiene a specificare una cosa fin da subito: Mykonos è cambiata tanto. Così tanto che quasi non la riconosce più. Ma qualcosa della “sua” Mykonos ancora c’è, e io ho voluto scoprire che cosa (qui un piccolo elenco dei place to be irrinunciabili, non elencherò tutto perché molto voglio rimanga un piccolo segreto tra me, Maria Antonietta e i suoi fortunati ospiti):

la spiaggia di Agrari, “un tempo gestita da un uomo bellissimo”, ora diventata spiaggia libera. Qui si trovano calette meravigliose e una pace rara. Consiglio di Maria Antonietta: andateci la mattina presto.

per mangiare cibo tipico greco e respirare l’atmosfera tradizionale, Maria Antonietta consiglia Odos Araxame ad Ano Mera: “qui puoi trovare tanti piccoli assaggi dei piatti caratteristici della cucina greca. Provare assolutamente la moussaka.

Oppure, magari per cena, andate alla Taverna Petran ad Agios Stefanos, una deliziosa “osteria” affacciata sul mare dove assaggiare il saganaki, il formaggio greco fritto ed esagerare con la pita.

L’aperitivo al tramonto più intimo di Mykonos è al Sunset 180, un bar a cielo aperto. Trovarlo si trasformerà in una caccia al tesoro, ma una volta trovato, si scopre un piccolo grande capolavoro.

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