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Bruges sei la città del futuro, massima espressione di bellezza, cultura e architettura

La capitale belga delle Fiandre ospita tra i suoi pittoreschi canali la Triennale di architettura e d'arte, tanti spunti di riflessione su come utilizzare al meglio gli spazi urbani

Libby Penner / Unsplash.com

Nei canali di Bruges, città medievale belga di grande fascino, va in scena la Triennale di arte e architettura. Artisti e architetti si sono cimentati sul tema della Città Liquida, una riflessione sul futuro delle città di fronte alle sfide di questo secolo. Tra le cose da vedere a Bruges in un giorno, programmate una passeggiata tra le installazioni realizzate per la mostra curata da Holger Borchert e Michel Dewilde. Una vera sorpresa.

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Minne Floating School, a scuola sull'acqua

La Minne Floating School, un’opera della Triennale di Bruges (Belgio)
Courtesy Photo Triennale Bruges / Iwan Baan

La Minne Floating School (MFS) è il prototipo di una scuola galleggiante, struttura che risponde alla sfide imposte dai cambiamenti climatici in grado di adattarsi ai movimenti delle maree e di resistere a inondazioni o forti tempeste. Alla Triennale di Bruges, diventa anche un luogo di collaborazione, in cui gli alunni delle scuole locali possono seguire lezioni ed esporre i propri lavori. MFS è una struttura flessibile e poliedrica, che ospita un'aula, uno spazio espositivo e un luogo di incontro sull'acqua; un progetto architettonico già pronto per il futuro liquido firmato da Kunlé Adeyemi, architetto nigeriano emigrato in Olanda, già Leone d'Argento alla Biennale di Venezia 2016.

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Acheron I, un ponte tra presente e futuro

Courtesy Photo Triennale Bruges / Iwan Baan

Al centro della via d'acqua Langerei, Acheron I sembra una scultura monumentale in navigazione verso l'aldilà. L'opera di Renato Nicolodi sembra suggerire l'esistenza di un collegamento tra la nostra società contemporanea e gli inferi (Acheronte, nella mitologia greca è il fiume che scorre nell'oltretomba). Qui la superficie dell'acqua rappresenta il confine tra i due mondi e la scultura può essere vista come un porto, un varco, una porta tra presente, passato e futuro.

Un collo di cigno di 15 metri

Una scultura dell’artista americano John Powell a Bruges (Belgio)
Courtesy Photo Triennale Bruges / Iwan Baan
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La struttura di quindici metri di altezza, costruita su moduli accatastati che si ripetono all'infinito, ha la forma di collo di cigno, è dunque ispirata alla leggenda locale secondo la quale la città di Bruges - dopo una sanguinosa rivolta nel XV secolo durante la quale molti amministratori vennero decapitati – fu condannata a mantenere nelle sue acque “52 colli lunghi”, ovvero dei cigni bianchi, che sono tutt'ora il simbolo di Bruges. L'opera è dell'artista americano John Powers.

Riflessi fluorescenti nel canale di Bruges

L’opera Selgascano Pavillon in un canale di Bruges (Belgio)
Courtesy Photo Triennale Bruges / Iwan Baan


Un nuovo luogo d’incontri estivi sull’acqua: questo è il Selgascano Pavilion, del duo di architetti spagnoli José Selgas e Lucia Cano. La struttura, con pareti trasparenti rosa, arancioni e gialle che riflettono le loro gradazioni cromatiche sull'acqua, è un invito alla pausa, luogo ideale dove adulti e bambini potranno entrare, fermarsi ad esplorare e persino azzardare un tuffo nel canale.

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Infiniti, capsule abitative per vivere (e riflettere)

La torre di cellule abitative, opera di Peter Van Driessche, in mostra a Bruges (Belgio)
Courtesy Photo Triennale Bruges / Iwan Baan


L'installazione Infiniti²³ nasce da una domanda ricorrente in tema di cambiamenti climatici, soprattutto per chi vive vicino al mare: come abitare, lavorare e vivere nel futuro se il livello del mare continua a salire? L'opera di Peter Van Driessche è una struttura verticale vivente sullo specchio d'acqua che sorge nei pressi del centro Site Oud Sint-Jan, ispirata al movimento metabolista giapponese, caratterizzato da torri costituite da cellule abitative chiamate capsule. Le unità quadrate sono luoghi in cui abitare, lavorare e vivere (e riflettere).

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La casa del tempo progettata dai ragazzi

La casa del tempo, progetto collaborativo con i ragazzi di Bruges
Courtesy Photo Triennale Bruges / Iwan Baan

La casa del tempo, dello studio di architettura tedesco Raumlabor, è un progetto di lungo termine messo a punto presso un vecchio sito industriale lungo il Ringvaart, dove lo spazio verrà progressivamente riprogrammato dai ragazzi di Bruges per diventare un luogo di aggregazione. Lo scopo è quello di stimolare gli adolescenti a sfruttare in modo permanente uno spazio pubblico comunale e a elaborare insieme soluzioni ai problemi sociali attraverso l'arte e l'architettura. L'evoluzione del progetto si può seguire sulla pagina Fecebook @houseoftimebruges.

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