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Alla scoperta delle città letterarie in 6 itinerari in cerca d'autore

Il 23 aprile 2018 è la Giornata mondiale del libro: per celebrarla, ecco gli spunti di viaggio nelle capitali della letteratura mondiale, sulle tracce dei grandi scrittori che ce le hanno rese familiari con libri icone da leggere almeno una volta nella vita

Giammarco Boscaro / Unsplash.com

Il 23 aprile è la Giornata mondiale del libro e del diritto d’autore. Per celebrarla, ecco un'idea per un viaggio diverso dal solito: 6 itinerari in altrettante capitali della letteratura mondiale, sulle tracce dei grandi scrittori che ce le hanno rese familiari. Per immergersi nelle atmosfere, incantevoli e suggestive, dei libri icona, quelli da leggere almeno una volta nella vita (oltre a quelli da leggere assolutamente prima di compiere 30 anni).

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1. Dublino: lo sguardo di Joyce

La statua di James Joyce a Dublino.
Getty Images

In Earl Street la statua di James Joyce con gli occhi verso il cielo plumbeo è una vera icona della città (visitdublin.com). Ed è proprio con Leopold Bloom, protagonista del mastodontico Ulisse di Joyce, che dà le briciole ai gabbiani sull’O’Connell Bridge che attraversiamo il Liffey, e siamo sempre con lui lungo Bachelor’s Walk. Qui si può fare una pausa al ristorante-libreria The Winding Stair, che deve il nome a una poesia di W.B. Yeats (winding-stair.com) o partire per un tour letterario organizzato dal James Joyce Centre (jamesjoyce.ie). Imperdibile il Writers Museum (writersmuseum.com), per scoprire tutte le celebrità letterarie di Dublino, da Oscar Wilde a Samuel Beckett, e l’immensa Long Room della Old Library al Trinity College (tcd.ie), dove si rivivono le magiche atmosfere di Harry Potter.

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«È una città così piccola: tutti sanno gli affari degli altri». James Joyce, Ulisse

Dormire tra le pagine: al Blooms Hotel (blooms.ie) il murales sulla facciata ritrae i personaggi dell’Ulisse (doppia da 71 euro).

Da leggere: Dubliners di James Joyce, Deluxe Edition (Penguin): un classico in edizione celebrativa illustrata da Roman Muradov.

2. Praga: un itinerario guidato da Kafka

La surreale statua dedicata a Kafka nel ghetto ebraico di Praga.
Getty Images

Per lasciarsi alle spalle la città da cartolina, con le case pastello e i musicisti sul Charles Bridge, salite sulla collina Petrin come fa Tereza in L’insostenibile leggerezza dell’essere di Milan Kundera e guardate da lassù il castello, le vie tortuose e la Moldava che scorre. Ai piedi della collina c’è la Cattedrale di San Vito, con le preziose vetrate Liberty di Alfons Mucha, citate nel Il processo. Tappa imprescindibile il Kafka Museum (kafkamuseum.cz), che raccoglie lettere, diari e fotografie del grande scrittore in un ambiente minimal. Per una sosta food&book, a due passi dalla celebre piazza Venceslao c’è la Caffetteria Gregor Samsa, dedicata al protagonista di La metamorfosi e amata dagli intellettuali.

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«Anche il duomo pareva deserto, certo a nessuno veniva in mente di recarvisi proprio ora. K. percorse le due navate laterali, incontrò solo una vecchia che, avvolta in un caldo scialle, stava inginocchiata davanti a un’immagine della Madonna e la fissava». Franz Kafka, Il processo

Dormire tra le pagine: nel centro storico di Praga lo scenografico Hotel Paris (hotel-paris.cz), in stile Art nouveau, è monumento nazionale ed è citato con toni entusiastici dall’autore ceco Bohumil Hraba nel suo Ho servito il re d’Inghilterra (doppia da 164 euro).

Da leggere: Franz Kafka: Il Processo-Il Fumetto (Magic Press edizioni), insolito adattamento a fumetti del celebre romanzo.

3. San Pietroburgo: tra i miti russi

La magnificenza di San Pietroburgo.
Getty Images
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Tra ponti, fiumi e palazzi maestosi la città riflette la sua storia letteraria, fatta di poeti e scrittori entrati nel mito. Come sarebbe San Pietroburgo se in Grazhdanskaya Ulitsa non ci fosse la casa di Raskol’nikov, il protagonista di Delitto e castigo, capolavoro di Fëdor Dostoevskij, e se lui “in un luglio caldissimo” non si fosse diretto verso il Ponte Kokushkin? E la stazione della metropolitana Cërnaja recka sarebbe certo più anonima se Aleksandr Sergeevic Puškin non vi fosse morto in duello. Potete riflettere su queste vite avvincenti al bar letterario Vsobaka (vsobaka.ru), oppure passeggiando lungo la Prospettiva Nevskij del racconto di Gogol. Se siete sensibili al fascino dei feticci letterari non perdete la casa di Dostoevskij, dove l’orologio è fermo all’ora della sua morte, la casa di Vladimir Nabokov in Bolshaya Morskaya e quella di Puškin sull’isola Vasil’evskij (visit-petersburg.ru).

«Fatto sta che io, durante gli otto anni dacché vivo a Pietroburgo, non sono riuscito a farmi un amico, uno solo. Ma a che mi servirebbero gli amici? Amica mia è Pietroburgo intera». Fëdor Dostoevskij, Le notti bianche

Dormire tra le pagine: l’Angleterre Hotel (angleterrehotel.com), vicino al museo dell’Hermitage (hermitagemuseum.org), ha ospitato Tolstoj e il poeta Sergei Yesenin (doppia da 130 euro).

Da leggere: Il bottone di Puškin di Serena Vitale (Adelphi) indaga sugli ultimi mesi di vita dello scrittore e sulla società dell’epoca.

4. Rouen: sulle tracce di Madame Bovary

Le caratteristiche case a graticcio di Rouen.
Getty Images
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Simone de Beauvoir e Jean-Paul Sartre facevano colazione al cafè Le Métropole, al 111 di Rue Jeanne d’Arc, mentre la Madame Bovary di Gustave Flaubert si incontrava in segreto con il giovane Léon Dupuis nella Cattedrale di Notre-Dame. È sulle tracce di questi personaggi, tra realtà e narrazione, che bisogna visitare la città normanna, inoltrandosi tra le maison à colombages (le caratteristiche case a graticcio) e l’emblematico Gros-Horloge. A Rouen sono nati Pierre Corneille e Gustave Flaubert: la dimora del primo è in Rue de la Pie, mentre la casa natale del secondo è oggi il Musée Flaubert et d’Histoire de la Médecine che custodisce, oltre alle stanze e agli oggetti personali dello scrittore, anche strumenti chirurgici e modellini anatomici d’epoca (il padre era chirurgo). A Flaubert è dedicato anche un avveniristico ponte nella periferia moderna della città (it.rouentourisme.com).

«Parve riflettere, poi soggiunse risoluta:“Domani alle undici nella cattedrale”. “Ci sarò!” esclamò lui, afferrandole le mani che lei cercò di liberare». Gustave Flaubert, Madame Bovary

Dormire tra le pagine: l’Hôtel Littéraire Gustave Flaubert (hotelgustaveflaubert.com) offre stanze decorate con frasi tratte dalle opere dell’autore e una ricca biblioteca (doppia da 90 euro).

Da leggere: Tre racconti di Gustave Flaubert (Feltrinelli): gusto per il grottesco, sarcasmo e un filo che lega i racconti a Rouen.

5. Trieste: nelle vie “dei santi affetti”

La statua di James Joyce sul Ponte Rosso.
Getty Images
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Umberto Saba, James Joyce e Italo Svevo sono i tre i giganti che vegliano sulla città: le loro statue-icona si trovano rispettivamente in via Dante, sul Ponte Rosso e in piazza Hortis. Imperdibili anche i musei dedicati a Svevo (museosveviano.it) e a Joyce (museojoycetrieste.it). Ogni angolo di Trieste trasuda letteratura: dai portici di Chiozza, dove Svevo incontrava l’amico pittore che gli ispirerà il personaggio di Stefano Balli in Senilità, a Via del Monte nel ghetto ebraico – la via “dei santi affetti” di Saba – dall’Antico Caffè San Marco (caffesanmarco.com) frequentato da Claudio Magris e da Svevo al Caffè Stella Polare, dove Joyce iniziò a scrivere Finnegans Wake. Una chicca, in via San Nicolò, la Libreria Antiquaria Umberto Saba, che fu gestita da lui stesso.

«Trieste ha una scontrosa grazia. Se piace, è come un ragazzaccio aspro e vorace con gli occhi azzurri e mani troppo grandi per regalare un fiore». Umberto Saba, Trieste

Dormire tra le pagine: una delle case triestine in cui visse Joyce ospita l’Hotel Letterario Victoria (hotelvictoriatrieste.com, doppia da 94 euro).

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Da leggere: A Trieste-Passeggiate letterarie, di Matteo Chiavarone (Perrone Editore), per farsi guidare in città dai grandi scrittori.

6. Bath: a spasso con Jane Austen

In costume d’epoca alle Terme romane di Bath.
Getty Images

Jane Austen soggiornò varie volte a Bath e ci visse a lungo (dal 1801 al 1806) ma, nonostante meraviglie architettoniche come il Ponte Pulteney, lo spettacolare complesso residenziale del Royal Crescent e le Terme romane, non amò mai questa città. I posteri, però, non si sono persi d’animo e in una casa d’epoca al 40 di Gay Street hanno fondato il Jane Austen Centre (janeausten.co.uk), che ospita una mostra permanente di statue di cera, percorsi interattivi con attori in costume e una sala da tè per fare merenda in stile Regency. Il centro organizza anche tour a piedi alla scoperta dei luoghi in cui visse l’autrice: Queen Square, per esempio, dove alloggiò nel 1799, e la residenza del 1806 a Trim Street. A un’ora da Bath, a Salisbury, si può visitare la storica Mompesson House (nationaltrust.org.uk/mompesson-house), set di Ragione e sentimento, il film del 1995 con Hugh Grant ed Emma Thompson.

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«Vi piace Bath, Miss Elliot? A noi moltissimo. Incontriamo sempre uno o l’altro dei nostri vecchi amici; le strade ne sono piene ogni giorno; le chiacchiere non ci mancano». Jane Austen, Persuasione

Dormire tra le pagine: The Thief (the-thief.co.uk), hotel minimal e pet-friendly vicino al Jane Austen Centre (doppia da 80 euro).

Da leggere o rileggere: Sei romanzi perfetti di Liliana Rampello (Il Saggiatore): un libro divertente che mette in luce la sagacia e l’universalità dei romanzi di Jane Austen.

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