Eleonora Carisi: dopo il matrimonio da favola, i suoi consigli per nozze top

La fashion blogger, fresca di fiori d'arancio, ci dà i suoi suggerimenti per organizzare un raffinatissima cerimonia: dall'abito bianco con il velo, alle peonie, l'immancabile torta a piani e molto altri dettagli di stile

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Erich McVey

Sposarsi è una meraviglia probabilmente per gli invitati che godono dei frutti di un anno di stress della sposa. Perché il matrimonio, nella sua fase di organizzazione, non ha niente a che vedere con il grande amore, qui si tratta solo di una grande capacità pianificazione. Se volete fare da sole, vi offriamo i consigli del nostro speciale spose, ma anche quelli di una neosposa, che negli ultimi sei mesi si è trovata sull'orlo di una crisi di nervi. Eleonora Carisi, magnifica influencer, ci ha raccontato per filo e per segno tutto. Ecco i suoi consigli.

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I preparativi
Erich McVey

Racconta Eleonora: «Ho sempre deriso le amiche che mi dicevano che bisognerebbe prendersi un anno sabbatico per organizzare bene il proprio matrimonio. Io ci ho messo sei mesi, ma hanno ragione loro». E già una cosa l'abbiamo imparata. «Oltretutto», prosegue Eleonora, «ne prepari uno ma in realtà devi pensare come se fossero due: devi avere pronto un piano B. E se qualcosa va storto? Per esempio, se piove? Esattamente quello che è successo al mio matrimonio. Volevo sposarmi il 28 maggio, ma c'erano le partite di Champion. Figuriamoci tutti gli invitati maschi attaccati al cellulare. Meglio la pioggia... Infatti, il 28 sole che spacca, il 29 temporale torrenziale. Per fortuna il giorno prima sono andata a China Town a comprare 50 ombrelli trasparenti: avremmo fatto delle foto bellissime. In realtà al mattino, sotto l'acqua, mi è venuto un attacco isterico. Ma come sono arrivata alla villa dove si sarebbe svolta la cerimonia e ho visto cosa stava facendo Ingrid di Frida's con i fiori, sono impazzita: era tutto così bello, intimo, romantico, molto meglio che in giardino». Ma partiamo dall'inizio, così capiamo meglio.

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Primo step, la location e la data
Erich McVey

«Non sapendo da che parte incominciare sono andata su matrimoni.it: non vi dico quante ville ci sono. Ho fatto la mia scelta, ma non sono riuscita a contattare nessuno attraverso il sito, così l'ho fatto privatamente. Io e Paolo, che adesso è mio marito, abbiamo fatto un tour nei dintorni di Modena e, con la mamma, fuori Torino: una faticaccia. Poi con Giuse, il mio migliore amico, abbiamo visto Villa Ponti a Varese. Colpo di fulmine e con Paolo l'abbiamo scelta e opzionata».

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Le partecipazioni
Erich McVey

Sull'inserto sposa di Elle c'era scritto che le partecipazioni vanno spedite tre, quattro mesi prima: ero già in ritardo. Infatti ci ho messo quattro mesi solo per farle: i creativi sono persone bizzarre e hanno bisogno dei loro tempi. E non si tratta solo della partecipazione: ci vuole anche l'invito vero e proprio, la piantina per arrivare, il menù coordinato, la lista nozze... Allora ho incominciato a inviare il save the date on line, costruendo un sito ad hoc per le risposte. Poi, inviti alla mano, sono andata in posta: avete idea di quanto costano i francobolli? Ce ne vogliono almeno tre, ogni busta 2 euro. Provate a moltiplicare per 200. Così abbiamo organizzato aperitivi e cene per consegnarne un po' a mano».

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Catering e menu
Erich McVey

«Adoro mangiare, per me la cena è fondamentale. Mi sono rivolta a Bibendum e, dopo un po' di assaggi, questo è stato: timballo di tagliolini all'uovo con ragoût di vitello al profumo di agrumi tagliato al coltello (per i vegetariani con sugo di verdurine di stagione e crema di parmigiano); cartoccio trasparente con filetto di triglia dell'Adriatico su un letto di scarola saltata con olive taggiasche e capperi di Salina. La torta l'ha fatta T'a, a più piani: pan di spagna, crema e croccanti di cioccolato. Per il dopocena i macaron di Ladurée (rosa, vaniglia e pistacchio), tanti tipi di tè e un cocktail fatto apposta per noi a base di vodka Grey Goose con liquore di camomilla, lime e infuso di menta. Si chiama Senza Fine, come la nostra canzone. Per i vini sono andata direttamente in una cantina e ho ordinato champagne Moët & Chandon».

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I fiori
Erich McVey

«Mi sono fidata di Frida's. L'unica richiesta, le peonie, messe anche sulla torta. La bella idea: prima di andare via gli invitati potevano prendere un cartoccio e riempirlo di tutti i fiori che volevano».

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Finalmente l'abito
Erich McVey

«Mi sono rivolta agli amici di Elie Saab che, guarda caso, stanno debuttando con la linea bridal. Hanno modificato il loro modello su di me che ho voluto il velo corto. Mi sono sentita una principessa: tre volte a Parigi per le prove (alle future spose consiglio una sartoria vicino a casa), nella saletta privata con mia madre emozionatissima. È stato il mio modo per coinvolgerla. Le scarpe sono un su misura di Jimmy Choo con "Eli ama Paolo" scritto sulla suola: quando Paolo ha letto la mia dichiarazione d'amore non ha fatto un plissé. Ma quando mi ha detto "sì" è andato in tilt. Piangevamo tutti. Ma ci siamo divertiti moltissimo.

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