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The Floating Piers di Christo: vi racconto come è camminare sulle acque

Sulla passerella  di Christo sul lago d'Iseo verso Montisola, tra cani, passeggini e tanta allegria 

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Avevo un sogno: camminare sulle Floating piers, la Passerella di Christo che solca le acque del lago d'Iseo per tre chilometri. Il sogno è recente, l'installazione dell'artista bulgaro è stata inaugurata sabato 18 giugno. Impossibile da realizzare, senza aver pianificato tutto a puntino. Soprattutto quando all'apertura c'erano già centinaia di migliaia di persone in coda a Sulzano, e molte svenute. E il cielo non prometteva bene.

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Eppure le cose che vengono meglio sono quelle che non si programmano. Ora vi scaletto a mo' di Ridolini la partenza da Milano

1. Prendi la borsa, un ombrello (che si rivelerà provvidenziale), un golf (altrettanto). qualche soldo. Tutto è gratis ma non è proprio vero.

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2. Viaggio  in autostrada ignorando il cartellone luminoso che dice di uscire a Ospitaletto e andare al Park il Capriolo (c'era il mondo).

3. Contare sulla fortuna. Parcheggio a Pilzone gratis, navetta (Iseo) 11 euro andata e ritorno, presa al volo, strapiena, ma gli autisti vi fanno salire comunque. 

4. Sulzano, finalmente i piedi sul telo arancione (sulla terraferma). La soddisfazione è grande, sembra di aver compiuto chissà quale impresa.

5. Coda 40 minuti e poi sei lì sull'acqua, non ci credi, le case restano dietro e tu vai avanti, mi ha ricordato la traversata a piedi nudi verso Mount St Michael in Cornovaglia che è la versione inglese di Saint Michel. Prima che arrivi la marea, ma lì i piedi li avevi nell'acqua veramente. 

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Cammini un po' lento per gustare l'emozione, tutti ridono, si baciano, i cani al guinzaglio sembrano anche loro compresi dal momento. C'è chi salta pericolosamente, chi si toglie le scarpe come ha detto Christo, altrimenti come fai a sentire che  traballi. Chi (una rossa) che mette il muso perché deve togliersi lo stiletto. Bambini in passeggino (ma ci reggerà tutti?). Chi mangia il gelato e tutti  a scattare foto, selfie, persino camminando senza inquadrare. Da quando non devi più stare in fila, ma cammini come vuoi (chi va a destra, chi torna a sinistra) siamo tutti più rilassati, anche disponibili.  Certo che quando siamo contenti, siamo anche più simpatici.

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C'è chi parla di energia, chi accenna una asana di yoga, chi si ferma a meditare. E se mi sedessi per qualche minuto? 

C'è anche una volontaria che ti regala un pezzetto di tessuto (tutto regolare, è gratis) che Christo ha tanto decantato perché cambia colore con la luce: giallo, arancione, rosso e poi oro.  Lo terrò come una reliquia, come quel pezzetto del muro di Berlino. 

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Si balla certo, mi viene il mal di mare, ma che bello. È proprio quello che avevo desiderato. C'è pure il sole. Montisola arriva in un battibaleno. L'isola ha una sciarpa arancione intorno al collo. Ci sono bancarelle con le salamelle. E va bene è una festa di paese. Che c'è di male?

A metà isola c'è la passerella che si getta verso l'Isola di San Paolo. La parte più bella. Ma il cielo è scuro e tira vento. Non si passa, ti fanno fare le foto e basta. In lontananza tuona.

Ma come è possibile? E chi ci torna più qui? Cadono le prime gocce, la passerella diventa rossa e poi giallo fieno. Christo l'aveva pensata sotto la pioggia? Ci salgono solo le papere e le anatre del lago fiere di quell'improvviso riparo. Che lusso di riparo.

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Bisogna tornare indietro con il traghetto o restare prigionieri dell'isola. Anche questa è avventura. Va bene non ho fatto tutto il percorso, ma sull'acqua ho camminato, per quanto non c'è bisogno di dirlo. E poi chissà.... Mai fare programmi. 

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