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Figli: perché la mattina decolla solo quando li hai buttati fuori di casa

Se sei un genitore lo sai: l'ora critica è quella tra il suono della sveglia e l'uscita di casa, e se i figli sono più di uno, è un attimo trasformarsi in mandriano o addestratore di rottweiler

Getty Images

Il momento della giornata che va dal suono della sveglia all'uscita di casa è critico per quasi ogni madre e padre. Se i figli sono più d'uno, il genitore rischia di doversi trasformare in un mandriano o addestratore di rottweiler (con tanto di secche incitazioni in tedesco, come «Ein, zwei, drei» o imperiosi comandi come «Sitz!»), prima di poter correre a rilassarsi al lavoro.

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A casa mia, coloro che devono essere sospinte come ovini sono tre pre-adolescenti, e inoltre il mio umore al risveglio varia dal cattivo al pessimo.

Di seguito vi ho riassunto alcune casistiche ricorrenti che probabilmente vi capiteranno ogni giorno prima del caffè, sia che abbiate figli, sia che possediate animali domestici. Seguono mie soluzioni del tutto provvisorie e personali (ma se siete disperati, tanto vale sparare tutte le cartucce).

1) Non fanno nulla se non sollecitati

Le mie figlie non fanno praticamente niente di loro spontanea volontà, a parte leggere, cantare e giocare ai videogiochi. Per niente intendo niente. Dunque se desidero che dopo la colazione si lavino i denti, devo dirlo a ognuna, ogni mattina. Una volta per tutte e tre non funziona. «Pensavo dicessi a mia sorella».

Una soluzione parziale è quella di spiegare bene il motivo per cui noi genitori, forse a torto, insegniamo un certo comportamento, invitarli se vogliono a provare strade alternative e poi però anche a prendersi la responsabilità delle proprie azioni e omissioni. Per esempio: chi non si lava i denti dovrà accettare di esibire sorrisi gialli fluorescenti che il dentista deprecherà sonoramente mentre io esco dall'ambulatorio fischiettando.

Comunque, mi sono resa conto che sollecitare e non sollecitare sortiscono lo stesso effetto. Che io dica ogni giorno di riportare i bagno gli accappatoi dopo la doccia o che io non lo dica mai, il risultato è lo stesso: gli accappatoi tornano in bagno solo quando riportati da me. Diversamente giacciono sui letti sino alla doccia successiva (che invece devo continuare a sollecitare, perché potrebbe non avvenire mai).

2) Litigano come hooligans

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Anche i vostri figli litigano sin dall'alba per motivi come: «A mia sorella puzza l'alito e voglio che mi stia lontana»? Io tendo a non intervenire troppo spesso, un po' perché le motivazioni sono così triviali che non so a chi dare ragione, un po' perché le mie figlie sono quasi coetanee e non mi pare che una in particolare sottometta più spesso le altre. Pur tuttavia, le mie orecchie sono molto delicate, e al mattino di più: sono infatti una fervida amante del silenzio.

Se ci pensate, i suoni influenzano fortemente le nostre reazioni. Il neonato piange: i capezzoli della mamma si inturgidiscono. Il telefono emette un suono: scattiamo. Alla radio passano musica dance: non so voi ma io divento aggressiva, forse perché non accetto che la mia adolescenza romagnola sia da tempo finita. Ecco, sentire gente urlare di prima mattina rende i miei risvegli temibili gironi danteschi pensati per chi infligge al prossimo stizzosi silenzi. Scartando il metodo di separarle gettando acqua fredda, io generalmente intervengo solo in caso di urla belluine. Se le sento, identifico una figlia a caso da allontanare dalla discussione. Potrà riprendere dopo che gli animi si saranno un po' raffreddati e le corde vocali delle contendenti pure.

3) Non hanno la concezione del tempo

Domenica scorsa stavamo per uscire per una gita fuori porta. Orologio alla mano e orari dei treni nell'altra, contrariamente a quanto dicevo più sopra a proposito delle incitazioni, ricordavo alle mie figlie il significato del termine "fretta". Dopo dieci minuti una delle tre, appena uscita dalla doccia, nuda e con i capelli bagnati, sfogliava un libricino sui gattini.

Per ovviare a questo problema nei giorni feriali, mi sono dotata di una sveglia. Non per svegliarci, quello l'abbiamo fatto un'ora prima, ma per segnalare il momento in cui bisogna uscire di casa.

Una classica sveglia mi fa risparmiare le urla. La nostra è puntata alle 8: a quell'ora le bambine sanno che ci si mette il cappotto e si scende ad aspettare il pulmino giallo della scuola. Ammiro la perseveranza della sveglia nel cicalare ininterrottamente finché loro non escono e lei non viene spenta, mentre io mi godo il fiato (asmatico) risparmiato.

A chi invece mi dice che si sveglia alle 8 per uscire di casa alle 8.20, non credo nel più assoluto dei modi.

E voi? Come affrontate la prima ora della giornata?

L'autrice di questo articolo è la blogger Valentina Santandrea, nota in Rete come Volevo fare la rockstar.

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