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21 errori che tutti i nuovi genitori fanno

No, non sei una mamma stupida o cattiva: semplicemente, non l'hai mai fatto prima

Un neonato

Avere un bambino è un lavoro duro, ma la buona notizia è che ogni genitore ha iniziato da lì, e tu non sei una mamma stupida o cattiva: semplicemente, non l'hai mai fatto prima.

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Credere a tutto quello che ti dicono

Se ascolti tutto quello che ti dicono, non saprai più quali siano le scelte giuste da fare, anche perché riceverai consigli e informazioni spesso contrastanti tra loro. Ripeti con me: «Google non è tuo amico». Ti porterà in meandri assurdi. E lascia perdere i consigli che persone volenterose ti danno quando stai facendo spesa, fossero anche parenti e amici: rischi di averne troppi, di suggerimenti. Fidati del tuo istinto e, in caso di dubbi, consulta un vero esperto, come il tuo pediatra.

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Andare in panico per ogni malattia

I nuovi genitori si preoccupano moltissimo per tante cose: andiamo nel panico se il bambino starnutisce o se qualcuno ci dice che quello che è successo al nostro piccolo è potenzialmente dannoso. Sono andata dal medico per 4 volte sempre per lo stesso raffreddore di mia figlia, che sembrava non volesse andarsene più. Volevo essere certa che tutto andasse bene. Le infermiere mi guadavano come se fossi matta, ma io sono una mamma pazza con una bambina sana. Quando siete davvero in ansia, ricordatevi che i bambini sono molto resistenti. Sono sopravvissuti per migliaia di anni senza la medicina moderna, in ambienti molto più sporchi della vostra casa!

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Ignorare una fronte calda

Detto questo, la temperatura in un neonato va monitorata con attenzione. Mia figlia è più calda quando dorme e quando aveva appena 5 settimane si è svegliata molto calda e nervosa. Le ho misurato la temperatura e il termometro frontale segnava 38,3. Siamo andati subito all'ospedale dove hanno usato un termometro rettale e hanno visto che la temperatura era del tutto normale. Ma, considerato che avevamo avuto una lettura più alta, i medici l'hanno tenuta sotto osservazione per vedere se per caso salisse di nuovo. Nel caso, avrebbero fatto altri test. È andato tutto bene, ma non bisogna prendere sottogamba la febbre. E poi fatevi spiegare bene le differenze tra i vari tipi di termometri.

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Dimenticarsi del vero VIP

Siamo oneste. A tutti è capitato almeno una volta: «Mettere il bambino nel seggiolino per l'auto non significa aver messo il bambino in auto», confessa Sami Hamla Dubiel. «Me ne sono resa conto dopo un isolato. Per fortuna!».

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Trovarsi nella «zona schizzo»

Si pensa che sia un problema solo dei maschietti, ma anche le femminucce possono farlo se stai cambiando il pannolino o mettendole nella vasca. Ricordati di non essere troppo precipitosa nel cambiare il pannolino. «Se iniziamo a cambiare i nostri due gemelli subito dopo che hanno fatto la popò, loro finiscono di fare le loro cose proprio durante il cambio», dice la neomamma Aly Yale. «Questo vuol dire pannolini in più, tanta confusione… e tanto borbottare da parte di papà!».

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laughing couple at a dinner date
DreamPictures
Relegare in secondo piano il rapporto di coppia

Tra notti insonni e cambi di pannolini che occupano un sacco di tempo, è necessario continuare a coltivare il rapporto con il proprio partner. Ricordati che un giorno tuo figlio sarà adulto, ed è bene non correre il rischio di ritrovarsi accanto un estraneo.

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Scorte di pannolini

Certo, è una buona idea farne scorta, ma il bambino cresce a vista d'occhio e i pannolini diventano in fretta piccoli. Non c'è niente di peggio di un pannolino troppo piccolo che fatica a contenere tutto quello che il pupo... produce!

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Chiedere troppo a se stessi

Ho amiche che sono perfette nell'allattare, guru del dormire bene, regine di Pinterest e padrone totali del proprio lavoro. Io? Annaspo tutto il giorno, ho bisogno di tanti caffè e svolgo in modo mediocre la maggior parte dei compiti, anche quello di essere madre. La verità è questa: non si può essere una mamma perfetta (o un papà perfetto). E, senza dubbio, non si può essere mamma perfetta e impiegata del mese. Su qualcosa si deve cedere: chiedi un aiuto, non si può avere tutto sotto controllo, non cercare di farlo.

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Confronti con altri bambini

Quanto è grande il tuo bambino? Quando ha iniziato a camminare? Dorme tutta la notte? Già parla? Se confronti tuo figlio con gli altri bambini, può risultare un campione. Ma anche no. In ogni caso, ogni bambino ha i suoi tempi e i suoi modi per crescere. Fare paragoni con gli altri bambini è solo un modo per uscirci pazzi e farsi problemi anche laddove i problemi non esistono proprio.

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Essere territoriali

Lo confesso: ho avuto problemi nel lasciare ad altri la mia neonata. Dopo 9 mesi in cui è stata mia e solo mia, è stato difficile affidarla. Sapevo che lei aveva bisogno di papà, di nonna e di zia, ma non ero affatto tranquilla quando stava con loro. Non volevo perdere un solo minuto della mia maternità. Questo vuol dire che dormivo poco e che non accettavo niente dagli altri (e probabilmente ho ferito i loro sentimenti). Ci è voluto un po', ma alla fine ho imparato a condividere l'amore. Io sarò sempre la sua mamma in ogni caso.

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Non avere quattro ricambi completi appresso

Succede. «Mia figlia una volta è arrivata dal dottore con addosso solo il pannolino e avvolta nella giacca di mio marito perché lungo la strada aveva avuto un paio di rigurgiti e pure delle scariche di diarrea», racconta Kelly Guinn. «Non avevo alcun cambio nella borsa dei pannolini. Mio marito l'ha ripulita nel bagno degli uomini prima della visita del dottore e mi ha detto che è stato un vero disastro».

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Non avere vestiti di ricambio per voi

«Ho portato mio figlio in biblioteca per dei giochi di gruppo e lui ha vomitato mentre lo tenevo in grembo», dice Kristin Shields Meves. «Ho cercato di rimanere calma. Sono andata in bagno, mi sono tolta tutti i vestiti, li ho sciacquati nel lavandino e me li sono rimessi addosso tutti bagnati. Ho camminato fino a casa nei miei vestiti bagnati, ridendo di questo mio nuovo errore come madre».

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Rimanersene chiusi in casa

Anche se non è una buona idea esporre tuo figlio ai germi di una grande folla, questo non vuole dire che devi startene tappata in casa per i primi mesi. Un po' di sole lo aiuta a produrre la vitamina D e una bella passeggiata contribuisce ad alleviare la sensazione di essere in trappola. Per il 10-15% delle donne che lottano con la depressione post-partum, è stato dimostrato che uscire e fare esercizio è di grande aiuto.

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Voler ricordare ogni singolo momento

Le mamme hanno già abbastanza motivi per sentirsi in colpa. Quello di cui non abbiamo bisogno è pensare che non stiamo facendo abbastanza. Non c'è proprio nulla di male se non avete passato ogni singolo minuto di ogni giorno con vostro figlio, guardandolo respirare. A volte è necessario un pisolino o un brunch con un'amica. Va benissimo non essere ossessionate con ogni singola fase della crescita del piccolo. Se volete, però, scattategli tantissime foto!

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Ritenere che tutti i pianti siano uguali

A volte il pianto di un bambino significa che è stanco o affamato. Altre volte vuol dirci altro e ci vuole un po' per capire. «Quando mia figlia aveva 11 mesi si è svegliata nel bel mezzo della notte e non la smetteva di piangere. Si svegliava spesso, a dire il vero, ma quella volta il pianto sembrava più forte del solito». A parlare è Cibele Bourgeois, ora mamma di due bambini. «Tre ore dopo, lei si è svegliata e ha urlato di nuovo. Ho acceso le luce e il mio cuore ha avuto un tonfo: il suo piede era stato morso da un ragno! Abbiamo trascorso l'intera giornata al Pronto Soccorso. Ero disperata per non aver acceso la luce la prima volta che l'ho sentita piangere!».

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Fidarsi della forza assorbente dei pannolini da bagno

Un consiglio? I pannolini da bagno non sono fatti per contenere i disastri. «Se tuo figlio la fa quando è in acqua con il cloro, salta la fase delle salviettine umidificate e mettilo direttamente nella vasca perché il pannolino potrebbe letteralmente attaccarsi alla sua pelle», spiega Carly Hudson, madre di 4 figli.

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Pensare che si arriverà sempre in orario

Impiegavate 20 minuti per prepararvi al mattino? Raddoppiate il tempo di preparazione. Anzi, triplicatelo. «Pensare di riuscire a uscire nello stesso tempo che impiegavate prima di avere un bambino è un grande errore», dice Aly Yale, madre di due gemelli. «Sarete sempre in ritardo, rassegnatevi».

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Non agganciare le cinture di sicurezza del passeggino al bimbo che ancora non cammina

Solo perché il bimbo ancora non cammina, non vuol dire che sia una buona idea non agganciare le cinture di sicurezza del passeggino. Racconta Trilby McAdoo: «Quando nostro figlio aveva 4 mesi l'abbiamo portato allo zoo. Ero emozionatissima. Lo abbiamo preso dal passeggino e gli abbiamo fatto vedere alcuni animali. Poi lo abbiamo messo giù, ma senza legarlo al passeggino, perché pensavo che così si sarebbe sentito più libero. Purtroppo sono stata urtata alle spalle, il passeggino si è capovolto e lui è finito a terra. Per fortuna è finito sulla borsa con i pannolini e non è successo nulla. Io, invece, ero distrutta. Ora lui sta sempre con le cinture agganciate».

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Dargli alimenti non adatti

«Quando mio figlio aveva 11 mesi, ha mangiato un chicco d'uva (errore #1) che non avevo tagliato (errore #2) che l'ha quasi strozzato», dice Marla Garlfied. «Io ho tentato di tirarglielo fuori con le dita (errore #3) e da allora non passa giorno in cui non penso al pericolo che ha corso. Ora ha 6 anni».

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Far scegliere al bambino dove sedersi

Ancora una volta, se fanno quelle benedette cinture di sicurezza un motivo ci sarà. «Anche se tutti mi dicevano che al supermercato il bambino deve sedersi sull'apposito seggiolino, mio figlio non voleva proprio starci», racconta Ellen Sauchelli. «Così lui si è seduto nella parte più larga del carrello e io facevo la spesa. Mentre passavamo sotto le vernici, ha deciso di afferrare qualcosa che sporgeva dalla scaffalatura. Non importa quanto giovane tu sia: non sei mai abbastanza veloce. È scivolato sul pavimento, ha battuto la testa, ha iniziato a piangere (e io con lui) mentre i passanti mi dicevano che avrei dovuto metterlo nell'apposito seggiolino del carrello».

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Non fidarsi di se stessi

Il miglior consiglio? Io sono la madre. Io conosco mia figlia meglio di chiunque altro. Molte statistiche sono quello che sono: una visione generica. E le eccezioni esistono. Ascoltate i pareri altrui, ma poi decidete voi. Il fatto è che tutti hanno una soluzione al vostro problema ed è un bene ascoltare i loro consigli, ma non è bene lasciarsi imporre il loro punto di vista. In fondo, voi sapete benissimo cosa è meglio per vostro figlio.

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