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Come diventare mamma in tre ore

Bebè in arrivo? Un illustre pediatra ci spiega tutti i trucchi e segreti per sopravvivere senza ansie alla nascita di un bambino

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Crescere un bambino è più facile di quanto possa sembrare. Parola di Giuseppe Ferrari, pediatra torinese di lunghissima esperienza che nel corso della sua carriera ha visto (e aiutato) migliaia di bebè, e le loro mamme. Ora pubblica Mamma in tre ore (Sonzogno), agile volumetto dal titolo volutamente provocatorio - il riferimento è al tempo di lettura - e dal sottotitolo che chiarisce tutto: «Come sopravvivere senza ansie alla nascita del bebè».

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Possibile? «Sì, perché le mamme di oggi vengono bombardate da un'infinità di messaggi, pubblicazioni e prodotti che complicano inutilmente l'atto più naturale e spontaneo nella vita di una donna», dice Ferrari.

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Diventare mamma è un evento naturale: «la donna è fisicamente strutturata per ospitare il figlio nell'utero e poi partorirlo. E questo le riesce ancora bene perché al momento cruciale quasi sempre dimentica tutto quello che le è stato insegnato nei vari corsi frequentati: abbandonandosi all'istinto, fa tutto quello che deve fare».

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E poi? «A causa della confusione mediatica, rischia di perdere l'attitudine (ma non l'istinto) a fare la mamma. Anche perché è venuta a mancare la cosiddetta famiglia allargata, che la aiutava ad affrontare psicologicamente e fisicamente quell'oggetto misterioso arrivato all'improvviso: suo figlio. Figlio che lei vede così fragile e indifeso da considerarlo non fonte di gioia ma costante motivo di apprensione, ritenendo inadeguata la propria preparazione a rapportarsi con lui».

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In Mamma in tre ore si alternano consigli di buon senso, inviti alla riflessione, rassicurazioni basate su quelli che Ferrari definisce "i miei postulati": 1. Il bambino è il miglior pediatra di se stesso. 2. Il bambino è fisicamente più forte e intellettivamente più dotato di quanto possiate immaginare: «Fin dal primo giorno di vita è in grado di farvi capire tutto ciò di cui ha bisogno per crescere bene. Certamente usa un suo linguaggio. È mio compito insegnarvi questo linguaggio».

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Contro l'ingerenza di certi adulti che vogliono imporre le proprie regole senza rispettare le esigenze, i bisogni e i tempi del piccolo, «con buon senso, amore per il bimbo e anche etica», Giuseppe Ferrari ci accompagna in un viaggio affascinante. Dal suo aspetto quando nasce, al significato dei riflessi, a come accudirlo e interpretare i suoi segnali fino al modo in cui è possibile "predire il futuro" intuendo le evoluzioni del suo carattere: il bambino è un universo e Mamma in tre ore la mappa per decifrarne le coordinate.

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Quanto deve mangiare un bambino? E l'annosa questione dell'allattamento? Il "baby led weaning" o BLW, lo svezzamento guidato dal bambino, funziona? E il delicato tema delle vaccinazioni? Quali sono i "parametri del benessere" da tenere d'occhio, quali i segnali di attenzione, come distinguere i tipi di pianto? Giuseppe Ferrari non si risparmia e si mette in gioco in prima persona, senza trasmettere ansia, stimolando il ragionamento e lo spirito di iniziativa delle mamme (e anche dei papà).

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Alla fine del libro c'è una divertente miscellanea di informazioni extra che riflettono il pensiero di questo super-pediatra. Tra le osservazioni, sensatissime, di Ferrari: «I gemelli non sono gemelli, ma fratelli nati lo stesso giorno». «Più forte è il pianto, meno problemi di salute ha il bambino. Il bambino che sta veramente male non piange, ma si lamenta». E infine: «Crescere un bambino è una favola meravigliosa, se a raccontarla è il bambino». In effetti...

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